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Attualità | 08 aprile 2020, 17:15

Edoardo Gullino, cuneese a Charlotte: "Seguire la situazione dell'Italia da qui è doloroso, ma la reazione dei cittadini mi riempie d'orgoglio"

"La ripartenza sarà sicuramente difficoltosa e ci saranno aspetti che forse non torneranno mai pienamente alla normalità: questo isolamento prolungato e forzato avrà probabilmente anche delle ripercussioni a livello sociale e psicologico"

Edoardo Gullino

Edoardo Gullino

"Ci sono ancora troppe persone che non si rendono conto della gravità della situazione o semplicemente non rispettano le direttive messe in atto qui a Charlotte. Nonostante la città abbia istituito l’ordine di stare a casa ormai da due settimane i parchi cittadini sono sempre molto frequentati e si vedono ancora troppo spesso gruppi di persone che organizzano feste o eventi sportivi. Purtroppo il comportamento irresponsabile di pochi individui rischia di compromettere gli sforzi che la maggior parte della popolazione di Charlotte sta compiendo per rallentare l’epidemia".

La situazione legata al nuovo Coronavirus negli Stati Uniti appare purtroppo ogni giorno più grave. Solo nella giornata di ieri (martedì 7 aprile) nello stato di New York i contagi hanno superato in numero quelli di tutta Italia.

Abbiamo chiesto quindi a Edoardo Gullino, cuneese e charlottean d'adozione - così come settimane fa avevamo chiesto all'albese Eugenio Daviso - di tracciarci una fotografia della situazione nel capoluogo della contea di Macklenburg.

"Qua abbiamo circa 800 casi di Covid-19 ma la situazione sembra generalmente sotto controllo - racconta Edoardo - . Gli uffici e i negozi sono chiusi ormai da quasi un mese, tutti lavorano da casa e gli spostamenti non essenziali sono limitati al minimo. Ci sono stati alcuni momenti di panico all’inizio dell’epidemia, con supermercati pressi d’assalto e difficoltà a trovare vari generi alimentari, ma la situazione sembra essersi tranquillizzata".

Grazie alle notizie dei quotidiani nazionali nostrani sappiamo che il governo americano sta attualmente adottando misure molto simili a quelle adottate dall’Italia e da altri stati colpiti duramente dall’epidemia. Ma la struttura federale non aiuta certo a gestire l'emergenza in modo unitario su tutto il territorio: "I singoli stati hanno la libertà di mettere in atto le misure che ritengono più adeguate e questo causa problemi e rallentamenti; ritengo però che a livello governativo ci sia stato un incomprensibile ritardo nell’ammettere la gravità della situazione, soprattutto considerando la serietà dell’emergenza in Italia prima ancora che il virus arrivasse negli Stati Uniti. E questo ha sicuramente reso la risposta al livello dei singoli stati meno tempestiva ed efficace".

"La mia azienda è stata comunque molto tempestiva nell’adottare tutte le misure necessarie; sono stato impressionato da come abbia reagito alle difficoltà e agli sforzi che sta compiendo per aiutare la comunità di Charlotte e le persone e le attività più colpite dall’epidemia. Con una raccolta fondi interna siamo stati in grado di donare 200mila dollari a vari ospedali e associazioni locali, e una parte dei fondi sarà destinata ad aiuti per l’Italia. Sono stato anche molto colpito dall’affetto generale di amici e conoscenti americani che mi hanno contattato direttamente per offrire un aiuto concreto e dimostrare la loro vicinanza alla mia famiglia e all’Italia intera".

Una situazione, quella italiana, che negli ultimi giorni sembra avviarsi in modo progressivo verso la tanto agognata "discesa": dati incoraggianti dal punto di vista dei contagi e dei ricoveri in terapia intensiva - a fronte comunque di una quantità di deceduti tristemente spaventosa - , la luce seppur fioca della "fase 2".

"Sono in stretto contatto con la mia famiglia e seguo quotidianamente gli sviluppi della situazione - prosegue Edoardo - . Dover seguire le difficoltà del mio paese e della mia città dagli Stati Uniti è impressionante e molto doloroso, soprattutto ripensando ai momenti più drammatici delle scorse settimane. Tuttavia, la reazione dell’Italia e di tutti i miei concittadini è stata incredibile e continua a esserlo giorno dopo giorno: è qualcosa che mi rende molto orgoglioso e da cui altri paesi, inclusi gli Stati Uniti, dovrebbero prendere esempio".

"La ripartenza sarà sicuramente difficoltosa e ci saranno aspetti che forse non torneranno mai pienamente alla normalità: questo isolamento prolungato e forzato avrà probabilmente anche delle ripercussioni a livello sociale e psicologico. Per quanto riguarda gli Stati Uniti il presidente Trump ha recentemente attivato un piano di aiuti economici che dovrebbe velocizzare la ripresa economica e garantire solidità al sistema. Qua si comincia già lentamente a respirare più ottimismo e fiducia in una piena ripresa, e spero che anche in Italia si possa presto arrivare a fare lo stesso" conclude Edoardo.

redazione

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