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Attualità | 08 aprile 2020, 16:01

Il calvario degli abitanti di Regione Colombero: con il Decreto più restrittivo del coronavirus sono “quasi” bloccati (FOTO)

La zona è divisa in metà dalla strada che conduce da Cuneo a Mondovì: guardando le montagne è di Peveragno; dall’altra parte di Beinette. Il provvedimento Conte del 22 marzo ha vietato di uscire dal territorio dove si risiede se non per comprovati motivi di lavoro e o di salute. Quindi, niente spesa alimentare. Sono già fioccate multe per quanti hanno acquistato nel posto più vicino. Anche se, a poche centinaia di metri da casa, ma fuori Comune. Ora il Comitato della zona chiede una deroga alle imposizioni previste

La Regione Colombero arrivando da Cuneo: a valle della strada il territorio di Beinette; a monte quello della frazione Santa Margherita di Peveragno

La Regione Colombero arrivando da Cuneo: a valle della strada il territorio di Beinette; a monte quello della frazione Santa Margherita di Peveragno

La Regione Colombero da quando è stato costruita, negli Anni Settanta, ha sempre vissuto una situazione contradditoria. La mezzeria della strada che lo attraversa da Cuneo verso Mondovì separa la competenza del territorio in due Comuni: a monte in direzione delle montagne è della frazione Santa Margherita di Peveragno; a valle guardando la pianura è di Beinette.

Ora, i 300 abitanti della zona (200 di Beinette, 100 di Peveragno), con l’entrata in vigore del Decreto Conte del 22 marzo, in cui sono previste le misure più restrittive di contenimento del coronavirus, chi abita in un Comune non può uscire dallo stesso se non per comprovati motivi di lavoro o di salute. Quindi, non per approvvigionarsi di generi alimentari.

“In pratica - dicono i residenti della Regione, Vincenzo Carboneri, presidente del Comitato Intercomunale Colombero, e Silvio Costamagna, consigliere comunale di Beinette - chi abita nella parte a valle può fare la spesa nel piccolo negozio del Colombero, che però non vende alcuni beni primari, o andare a Beinette, ma non nel supermercato che si trova nella zona artigianale di Santa Margherita di Peveragno. Tuttavia, la situazione più assurda la vivono quanti abitano dall’altra parte della strada. Chi risiede a Santa Margherita, infatti, può andare nel supermercato, ma non nel piccolo negozio davanti a casa della Regione e nemmeno a Beinette. Il controsenso è che per fare gli acquisti a Peveragno deve comunque passare da Beinette e, senza fermarsi in quel luogo dove troverebbe tutto, allungare il tragitto di 4 chilometri. Inoltre, c’è da tenere presente che al Colombero mancano comunque alcuni servizi e beni primari come la farmacia, la macelleria, la banca, la posta, il distributore carburanti e l’edicola-tabacchi”.

Ma non solo. “I residenti di entrambe le parti avrebbero a disposizione un centro commerciale fornito di ogni necessità a 3 chilometri. Però, bisogna tornare verso Cuneo e si cambia di nuovo Comune”.

Una situazione paradossale che, negli ultimi giorni, ha portato anche alcuni abitanti del Colombero residenti a Santa Margherita ad andare nel Comune di Beinette a fare la spesa. Con la spiacevole conseguenza di vedersi multato per non aver rispettato la legge.

“Non ce l’abbiamo con le Forze dell’Ordine - sottolineano Carboneri e Costamagna - che fanno il loro dovere e applicano la legge. Però vorremmo anche che lo facessero con il buon senso. La nostra è una situazione complicata che meriterebbe un’attenzione diversa. Anche perché solo ad attraversare la strada si è in multa. E poi, proprio in un periodo in cui si chiede di limitare gli spostamenti, alcuni di noi, per fare la spesa o per usufruire di alcuni servizi indispensabili, sono costretti a percorrere diversi chilometri in più”.

La protesta dei residenti è stata portata all’attenzione del prefetto di Cuneo e dei sindaci di Beinette e Peveragno attraverso una lettera del Comitato Intercomunale Colombero, in cui si chiede una deroga per gli abitanti della zona a potersi spostare al di fuori dei rispettivi Comuni e che non vengano più contestate loro contravvenzioni e che quelle già elevate siano annullate d’ufficio.                 

Sergio Peirone

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