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Attualità | 08 aprile 2020, 19:33

Il Coronavirus in Africa? La testimonianza di Chiara Corbetta, ex allieva dell’Istituto Tecnico per Geometri ‘M. Eula’ di Savigliano

Parole d’ordine: “Mantenere calma e lucidità, non perdiamo le speranze e stiamo attenti”

La volontaria piemontese in Mozambico, Chiara Corbetta

La volontaria piemontese in Mozambico, Chiara Corbetta

Il Covid-19 continua ad espandersi e anche l’Africa comincia a farne le spese. L’OMS ha lanciato un appello proprio per sensibilizzare i Governi ad agire subito per evitare una drammatica diffusione della pandemia.

Il distanziamento sociale, infatti, sarà difficile da ottenere nelle città e nelle periferie sovraffollate, così come appare quasi impossibile il confinamento delle famiglie, dove molte generazioni vivono insieme nello stesso luogo.

Inoltre, in molti villaggi non c’è acqua per lavarsi le mani e sono molti gli africani che non riusciranno ad avere il gel disinfettante, considerando che già scarseggia il cibo. Tanti Paesi, infine, semplicemente non hanno la capacità sanitaria di occuparsi dei malati.

Eppure, non mancano segnali ottimistici che arrivano dai tanti volontari di ONG, che stanno intensificando azioni di sostegno senza risparmiare energie. Come Chiara Corbetta, di Carmagnola, che ha 41 anni ed un diploma conseguito all’Istituto Tecnico per Geometri “M. Eula” di Savigliano. Da dieci anni si trova nella città di Beira, in Mozambico, e si è ambientata bene nell’immenso continente africano. Ma in questi giorni sta vivendo la crisi del Coronavirus. Partiamo dall’inizio.

Di che cosa ti occupi in Mozambico?

“Sono operatrice sociale in un progetto di prevenzione e cura della tubercolosi e lebbra di una ONG belga, la Damien Foundation Belgium. Secondo linee guida ministeriali, sono associazioni competenti per pazienti ed ex pazienti in aree endemiche, così da sensibilizzare sulla prevenzione, accompagnare al trattamento farmaceutico di 6 mesi, ricercare possibili famigliari e vicini sospetti di infezione, organizzare attività collettive e famigliari per generare rendita e migliorare la situazione socio-economica dei pazienti e delle loro famiglie ed evitare la discriminazione. Inoltre, visto che questo progetto sta terminando, inizierò quando possibile un nuovo progetto basato sullo sviluppo comunitario di aree povere e rurali per la produzione di carbone ecologico (da residui organici) e accessori biodegradabili”.

Quanti casi di Coronavirus si sono registrati nella tua zona?

“In Mozambico attualmente ci sono 10 casi positivi, il primo la settimana scorsa. Preoccupa il Sudafrica confinante che ha 1000 casi ed è in lockdown”.

Quali misure di emergenza sono state prese?

“Chiusura parziale da 2 settimane: chiusura delle scuole ed uffici dove si possa applicare lo smart work, code distanziate, entrate a turni, chiusure anticipate, no agli eventi. Si sensibilizza alle norme di prevenzione ed igiene, ma faccio presente che più della metà della popolazione vive in case provvisorie e si fornisce d’acqua dalle fontane comuni. Da ieri è iniziato per 30 giorni lo stato di emergenza, quindi solo uscite limitate alle necessità. Ricordo ancora che in molte aree della città ci sono case precarie e limitati spazi condivisi da molte persone. Non saranno emessi visti di entrata per 30 giorni, chi arriva dai paesi confinanti ha isolamento obbligato”.

Come ti proteggi?

“Seguendo le norme di prevenzione ed igiene”.

Ti senti allarmata?

“Mi sento molto allertata, seguo le notizie. Cerco di non essere allarmata, non sarebbe utile né nella migliore né nella peggiore delle ipotesi”.

Hai paura del contagio?

“Cerco di stare attenta. Sono più preoccupata del contagio in aree periferiche e rurali dove le situazioni di povertà e la carenza di servizi renderebbero difficile il controllo. Ho una casa, siamo in contatto con l’Ambasciata, ho un’assicurazione sanitaria, ho la possibilità di lavorare da casa, quindi devo stare attenta, ma non avere paura”.

Avevi in programma di tornare a casa dalla tua famiglia?

“Come accennavo, sto terminando un progetto e organizzandomi per uno nuovo. Dovrei iniziare a maggio-giugno e visitare famiglia ed amici a dicembre. In questo momento non mi sentirei di viaggiare, visto che sarebbe stato per piacere e non dovere, col rischio di contagiarmi e soprattutto di contagiare! Sarà diverso se saremo consigliati di lasciare il paese”.

Che cosa ti auguri?

“Auguro a tutti di mantenere calma e lucidità, non perdiamo le speranze e stiamo attenti”.

Silvia Gullino

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