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Agricoltura | 09 aprile 2020, 07:30

Le proposte di Cia-Agricoltori Italiani per prevenire la crisi del settore vitivinicolo dopo l’emergenza coronavirus

L’elaborato, condiviso dai presidenti provinciali piemontesi dell’organizzazione agricola, con l’obiettivo di salvaguardare le aziende del comparto, è stato inviato alla Regione e all’assessore all’Agricoltura, Protopapa. Dice il direttore di Cia Cuneo, Igor Varrone: “Attraverso il documento chiediamo una liquidità immediata per le imprese e, soprattutto, un’opportunità progettuale che possa dare forza all’intero comparto”.

Un momento della vendemmia e il direttore di Cia Cuneo, Igor Varrone

Un momento della vendemmia e il direttore di Cia Cuneo, Igor Varrone

I presidenti provinciali Cia-Agricoltori Italiani del Piemonte hanno elaborato e condiviso una serie di proposte, con le quali mettere in campo degli strumenti da adottare a salvaguardia delle aziende vitivinicole la cui produzione è messa a rischio dall’emergenza coronavirus. Il documento è stato inviato alla Regione e all’assessore all’Agricoltura, Marco Protopapa.

Ecco nel dettaglio i suggerimenti indicati.

La possibilità di aumentare i tagli migliorativi dal 15%, percentuale attualmente prevista dalla legge, al 30%, utilizzando per i “tagli di annata” una maggiore quantità di vino della stagione precedente per “tagliare” quella della produzione in corso. Così da risolvere il problema delle giacenze passate.

Rendere facoltativa la vendemmia verde: cioè le operazioni di diradamento delle uve, entro il 30 luglio, per diminuire le rese dei vigneti. L’azione avrebbe lo scopo di alleggerire la produzione 2020 che sarà oggetto di un deficit di mercato. Nel contempo, alle aziende che presenteranno la domanda entro maggio/giugno, si chiede che venga erogato un contributo regionale o nazionale a compensazione del reddito, per garantire quello dell’anno precedente.

Consentire la distillazione facoltativa, adottata in bassa percentuale e anche per modeste quantità in modo da poter essere attuata dalle piccole e medie aziende. La situazione potrebbe configurarsi quando si ha un carico di vino in cantina il quale difficilmente potrà essere venduto sul mercato. L’intervento di sostegno prevede di portare in distillazione una parte di produzione invenduta, percependo un contributo per lavorarla in alcol da usare in altri settori diversi dall’alimentare. Come, ad esempio, quello sanitario.

Apertura dei fondi europei dell’Organizzazione Comune di Mercato (Ocm) anche a investimenti in materiali e attrezzature per aumentare lo stoccaggio delle piccole e medie imprese, con lo scopo di trattenere la mancata vendita del vino. Percorso da effettuare attraverso domande da trasmettere e chiudere rapidamente: entro sei mesi dalla presentazione delle stesse.

Avviare accordi internazionali di commercio e promozione tra Stati per consentire l’accesso a nuovi mercati, in particolare quelli asiatici. Così da dare sbocchi ulteriori e alternativi all’esportazione e scongiurare l’applicazione di eventuali dazi di protezione da parte di ciascun Paese.

Cambiali agrarie o mutui a condizione: cioè una linea veloce di accesso al credito e non costosa per le aziende con garanzie fornite dallo Stato e basato su percentuali di perdita del fatturato calcolato sull’anno precedente. Uno strumento da utilizzare per sopperire alla poca liquidità e finalizzato al pagamento di fornitori e dipendenti.

“L’obiettivo delle proposte - spiega il direttore di Cia Cuneo, Igor Varrone - vuole tutelare le aziende vitivinicole che stanno subendo dei danni rilevanti dal coronavirus e che saranno penalizzate anche nei prossimi mesi quando l’emergenza sanitaria verrà superata. Di conseguenza, con il documento chiediamo una liquidità immediata per le imprese del settore e, soprattutto, un’opportunità progettuale che possa dare forza all’intero comparto”.               

Sergio Peirone

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