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Attualità | 10 aprile 2020, 12:56

L'Europa e il Coronavirus, Federico Borgna: "In atto un cambiamento di era geologica per le istituzioni. Da soli siamo tutti più fragili"

Nella video conferenza di questa mattina con Massimo Gaudina (che ha illustrato gli sforzi dell'Europa sin dall'inizio dell'emergenza sanitaria) il sindaco di Cuneo e presidente della provincia si è scagliato contro i sovranisti: "In questa emergenza e nella ricostruzione economica giocano contro i loro popoli"

Foto generica

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Questa emergenza sanitaria e quella economica immediatamente successiva credo renderanno i paesi europei ancora più uniti, perché è in momenti come questi che si deve abbandonare ogni egoismo. Le soluzioni non possono che essere collettive: i sovranisti, ora così come nel prossimo futuro, giocano contro il proprio popolo”.

La speranza, per il sindaco di Cuneo e presidente della provincia Granda Federico Borgna, è che nell'Europa post Coronavirus si attui un’ulteriore cessione di sovranità e che nel momento presente (e in quelli che seguiranno a ruota), molto difficili, ogni stato si ricordi che “nessuno è un’isola e che i destini di ogni persona sono legati”.

Nella mattinata di oggi (venerdì 10 aprile) la videoconferenza tra il primo cittadino cuneese e il capo della rappresentanza della Commissione Europea a Milano Massimo Gaudina. Con loro anche Francesca Cavallera dell’ufficio Europe Direct Cuneo, il vicesindaco Patrizia Manssero, gli assessori Franca Giordano e Crisitna Clerico, il presidente del consiglio comunale Alessandro Spedale e il consigliere Manuele Isoardi, oltre a una nutrita rappresentanza degli organi d’informazione locali.

Obiettivo dell’incontro lo spiegare come l’Europa – in queste settimane tacciata nel migliore dei casi di immobilismo (con episodi come l’ammaino della bandiera sui municipi di alcuni Comuni della provincia) – si stia muovendo in favore del nostro paese sin dal primo giorno di emergenza sanitaria: “Quel che viene raccontato in alcuni casi è ben diverso dalla realtà – ha assicurato Gaudina - : l’Europa si sta muovendo su tre fronti, quello sanitario, quello della ricerca e quello economico”.

- I TRE FRONTI

Sul fronte sanitario Gaudina ha sottolineato come la competenza in materia rimanga al livello nazionale e che l’Europa abbia un importante ruolo di supporto e affiancamento che mette in pratica (anche) con gli sforzi del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattia tramite la somministrazione di studi, analisi e linee guida (e che ha fatto visita al nostro paese il 24 febbraio scorso). Le politiche sanitarie dei 27 paesi, inoltre, sono sin da marzo messe a confronto l’un l’altra; dopo un primo blocco dell’approvvigionamento di materiale medico da parte di alcuni altri stati membri, poi, da circa tre settimane in Italia arrivano equipaggiamenti e personale da tutto il mondo e alcuni nostri pazienti sono stati trasferiti all'estero.

Il mondo della ricerca è ed è stato sostenuto sin da gennaio – cioè quando ancora l’emergenza non coinvolgeva in modo così grave il Vecchio Continente – tramite un bando di 50 milioni di euro per la lotta al Coronavirus, comprendente 18 progetti di cui 9 che vendono in prima linea partner italiani. Sono poi circa 50 i progetti sostenuti dal Consiglio europeo della ricerca che coinvolgono sperimentazioni su pandemie e virus; infine, conta 164 milioni di euro il bando dedicate alle start-up e improntato all'uso delle nuove tecnologie per mappare e monitorare la malattia sui vari territori.

Ultimo, ma non ultimo, lo sforzo economico. “Ieri sera la riunione dell'Eurogruppo ha posto le basi per un percorso condiviso e per le decisioni definitive che tra una settimana dovrà prendere il Consiglio Europeo – ha sottolineato Gaudina - . Si parla quindi di un pacchetto sostanzialmente simile a quello messo in campo dagli altri paesi europei, che vede anche le rimanenze di bilancio 2014-2020 (40 miliardi circa) ma, soprattutto, gli almeno 1000 miliardi a disposizione nel bilancio 2021-2027”.

La carne al fuoco, insomma, è davvero tanta. È indubbio che organizzare le mosse di 27 paesi non è facile e che la macchina europea parte sempre vessata da alcune lungaggini, ma quando si mette in moto le risposte crescono rapidamente in numero e intensità” ha concluso Gaudina.

- IL COMMENTO DI FEDERICO BORGNA

L’emergenza Covid-19 non è solo devastante a livello umano, si configura anche come vero e proprio “crash test” per ogni livello organizzativo e smaschera la frammentazione di alcuni di essi: chiarissimo il divario di mobilità e prontezza tra i comuni, che sono già riusciti a destinare i 400 milioni di euro ricevuti, e lo stato centrale, che vede i 25 miliardi stanziati ancora inutilizzati” ha sottolineato il sindaco di Cuneo nei propri interventi, sostenendo anche che “nella “fase 2” e in quella della futura ricostruzione economica il ruolo degli enti locali dovrà essere riconosciuto come fondamentale”.

Per il presidente della provincia gli aiuti economici messi in campo dall'Europa sono quindi importantissimi, ma lo è allo stesso modo il rendere più snella la possibilità e la capacità di spendere questo denaro in maniera concreta. Oggi più che mai, insomma, raggiungere una semplificazione della burocrazia.

A livello europeo 27 paesi possiedono 27 politiche sanitarie differenti, che si trovano però a dover affrontare un unico virus che non possiede confini politici o fisici. Per questo credo che allargare i livelli decisionali, operare un’ulteriore cessione di sovranità, vada a beneficio di tutti: avessimo avuto una politica sanitaria comune e comunitaria secondo me, ora, piangeremmo meno morti. E questa deve essere una riflessione da cui trarre qualcosa”.

Ammainare la bandiera europea credo sia stato un gesto dettato dallo sconforto per alcune iniziali dichiarazioni degli altri stati membri – ha proseguito Borgna - , ma quello che conta sono i fatti. Apprezzare le differenze culturali e integrarle come ricchezza sono le uniche strade per comprendere il senso vero dell’Europa. Ciascuno deve mettere sul tavolo il meglio della propria esperienza: l’Italia può sicuramente imparare qualcosa sulla gestione del debito pubblico, ma può anche insegnare molto, portando l’esempio del nostro sistema sanitario nazionale e del suo sforzo encomiabile in questa crisi”.

In attesa delle ricadute concrete dei bazooka economico e burocratico, quindi, per Borgna e Gaudina rimane il fatto che “da soli siamo tutti più fragili davanti al cambiamento di era geologica che stiamo vivendo”. Serve quindi riconoscere che ciò che lega gli stati membri è più forte di quel che li divide, e che se non fosse così non avremmo mai raggiunto 70 anni di pace in continente spesso più abituato al suo esatto contrario.

redazione

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