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Attualità | 11 aprile 2020, 12:40

"La Magistratura indaga? L'evacuazione della casa di riposo ha permesso di salvare vite": intervista al sindaco di Villanova Mondovì

Michelangelo Turco, primo cittadino: "Ho sentito parlare di 'blitz', ma l'emergenza era comprovata e se non avessimo preso quella decisione il numero delle vittime sarebbe cresciuto". Ad oggi i decessi fra gli ospiti della "Don Rossi" sono 10, di cui 7 residenti sul territorio comunale. Morto anche un cittadino villanovese

"La Magistratura indaga? L'evacuazione della casa di riposo ha permesso di salvare vite": intervista al sindaco di Villanova Mondovì

"Dall'inizio dell'epidemia di Coronavirus non esistono più il sabato e la domenica, tutti i giorni sono uguali. Noi amministratori comunali siamo in prima linea in questa battaglia improvvisa e a supportarci ci sono i nostri volontari di Croce Rossa e della protezione civile e le forze dell'ordine, il cui contributo risulta davvero fondamentale per l'intera popolazione".

Non nasconde la stanchezza accumulata in queste settimane Michelangelo Turco, sindaco di Villanova Mondovì. Una stanchezza umanamente comprensibile, anche se lui sottolinea: "Negli ospedali, medici, infermieri e operatori sanitari sono in trincea 24 ore su 24 ed è a loro che rivolgo un enorme 'grazie' da parte della nostra comunità. Sono dei combattenti e noi dobbiamo fare di tutto per rispettare il loro sacrificio".

Proprio da quest'affermazione ha preso il via la nostra intervista al primo cittadino villanovese, che vi proponiamo di seguito.

Sindaco, quanto è difficile far osservare le misure restrittive ai villanovesi?

"Buona parte della cittadinanza si attiene alle disposizioni ministeriali, ma non mancano, purtroppo, coloro che puntualmente infrangono i divieti, recandosi a passeggiare lungo le strade di campagna e non solo. È a loro che voglio rivolgere un appello accorato: qui non si tratta di sanzionare i trasgressori per foraggiare le casse comunali. Il problema è ben diverso: c'è un'emergenza sanitaria in atto in tutto il Paese e il comportamento di queste persone non fa altro che vanificare gli sforzi compiuti quotidianamente da oltre un mese dalla maggioranza degli italiani".

Oltretutto, l'allerta sale inevitabilmente in questo fine settimana pasquale.

"Assolutamente sì. Il clima e le belle giornate primaverili rappresentano senza dubbio una tentazione a uscire di casa. Noi, come Unione Montana del Mondolè, abbiamo attivato una task force di polizia per presidiare al meglio le strade, ma in qualità di sindaco di Villanova Mondovì voglio chiedere ancora una volta ai miei concittadini di restare nelle loro abitazioni per continuare a combattere il virus".

A Villanova Mondovì qual è l'esatto bilancio numerico connesso al Covid-19?

"Abbiamo finora registrato 44 contagi e 8 decessi. Di questi ultimi, 7 sono riferiti agli ospiti della casa di riposo "Don Bartolomeo Rossi", mentre, nell'ottavo caso, a perdere la vita è stato un privato cittadino villanovese".

Gli ospiti della casa di riposo deceduti, a quanto ci risulta, sono 10...

"Sì, ma noi ne annoveriamo 7 nei nostri elenchi, perché gli altri tre erano residenti presso altri Comuni. In ogni caso, prendendo in esame la struttura, confermo che sono morti ad oggi 10 ospiti: di questi, 7 sono risultati positivi al Covid-19, mentre sugli altri 3 non è stato eseguito il tampone".

A proposito della "Don Rossi": ha fatto molto discutere l'evacuazione notturna concordata con l'Unità di Crisi regionale e si parla anche di un'indagine in corso da parte della Magistratura.

"Questo argomento merita un approfondimento. L'evacuazione avvenuta fra il 29 e il 30 marzo 2020 si è resa necessaria e non poteva non avvenire. Ho sentito, anzi, letto dichiarazioni di altri amministratori pubblici che l'hanno definita un vero e proprio 'blitz': oltre a essere un termine esagerato e fuori luogo, mi preme sottolineare come quella soluzione si sia invece rivelata provvidenziale. Con quella mossa abbiamo salvato la vita a circa 30 persone".

Eppure la Magistratura starebbe indagando...

"Noi non ne sappiamo assolutamente nulla, né abbiamo ricevuto comunicazioni per conoscenza in Comune o presso il COC. In ogni caso, ritengo che, anche qualora venissero svolte alcune verifiche, non ci sia motivo di allarmarsi. Ripeto, quella decisione è stata fondamentale, abbiamo impedito che il numero dei morti crescesse. Anche perché poi, di fatto, tutti gli ospiti sono risultati positivi al Coronavirus e, oltre a loro, anche numerosi dipendenti della RSA, inclusi i dirigenti".

C'è da dire che il trasferimento notturno degli ospiti presso il pronto soccorso di Mondovì ha provocato la chiusura dello stesso per due giorni.

"Non c'erano alternative. Comprendo il disagio per la situazione venutasi a creare, ma non avevamo altre vie da percorrere. L'emergenza c'era ed è stata confermata, purtroppo, dai numeri. E, non molto distante, era comunque disponibile il pronto soccorso di Savigliano".

Ora la "Don Rossi" è stata commissariata.

"Sì, il termine è corretto, ma preciso che si tratta di un commissariamento dovuto esclusivamente al fatto che tutto il personale amministrativo ha contratto il Covid-19. Dunque, c'era l'assoluta necessità di individuare una figura esterna che dirigesse la struttura nel periodo d'assenza dei suoi vertici abituali. In ogni caso, attualmente la casa di riposo è ancora chiusa, dopo la sanificazione avvenuta a fine marzo".

Previsioni di riapertura?

"Non sta a me parlarne, ma sono comunque difficili da fare. C'è il grosso problema della quasi totalità del personale in isolamento, che dunque non può prendere nuovamente servizio sino a quando gli esiti dei tamponi non saranno confortanti. Credo che la struttura non aprirà ancora per qualche periodo e dovranno essere trovate soluzioni transitorie per gli ospiti che nel contempo verranno dimessi dagli ospedali".

Il Suo augurio per Pasqua?

"Sogno che da lunedì tutto questo possa essere soltanto un brutto ricordo, ma mi rendo conto che serviranno ancora mesi prima di affrontare con serenità la quotidianità e riprendere veramente in mano le nostre vite. Abbiamo resistito finora, continuiamo a farlo per avvicinare a noi un domani all'insegna della libertà ritrovata".

Alessandro Nidi

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