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Attualità | 12 aprile 2020, 10:26

I farmaci antiCovid-19 per la cura a domicilio ci sono, ma non si trovano

L’iter per ottenerli è complicato ed il farmaco è difficilmente reperibile, così i medici di famiglia della Granda non li prescrivono

I farmaci antiCovid-19 per la cura a domicilio ci sono, ma non si trovano


“I farmaci anti-Covid per curarsi a casa ci sono e li prescriverà il medico di famiglia”.

Da qualche giorno l’Agenzia del farmaco (Aifa) ha dato il via libera all’impiego per uso domiciliare degli antimalarici e degli antivirali usati contro l’Aids, rimborsabili per curare a domicilio il paziente.

Al momento, infatti, sembrano le terapie più promettenti per sconfiggere il Cornavirus quando ancora i sintomi non sono gravi, inoltre impediscono l’aggravarsi delle condizioni cliniche, in particolare per quanto riguarda la difficoltà a respirare. Questo, di fatto diminuirebbe anche i ricoveri in ospedale. 

Dopo aver appreso questa notizia sono stati molti i pazienti con sintomi riconducibili ad una infezione da Coronavirus - come febbre, tosse, vomito, diarrea, perdita del gusto e dell’olfatto, mal di testa - che hanno chiesto il farmaco Idrossiclorochina al proprio medico di famiglia, ma se lo sono visti negare.

Questo almeno è quello che accade sul territorio della Granda, visto che le Asl con una circolare hanno imposto che il farmaco possa essere dato dai medici curanti solo se prima prescritto da uno specialista o distribuito dai medici delle USCA solo però nei casi in cui la persona sia stata sottoposta al tampone e sia risultata positiva.

E sappiano quanto sia difficile sottoporsi a questo esame, che spesso viene negato anche in presenza di sintomi suggestivi di Covid-19.

Inoltre la possibilità data dall’Aifa, è disattesa da una circolare che impone che i medicinali a base di idrossiclorochina siano distribuiti solo dalle farmacie ospedaliere. Ma il farmaco è quasi sparito dalle farmacie della Granda, in quanto precettato dagli ospedali per la somministrazione ai pazienti Covid-19 già ricoverati, che però spesso si trovano in una fase avanzata della malattia e rischiano di non ottenere un giovamento dalla somministrazione di questo tipo di medicinale.

“Molti pazienti ci richiedono questo farmaco - spiega un medico di famiglia - ma purtroppo noi non possiamo prescriverlo. Ed è un vero peccato, in quanto sarebbero molto utili al domicilio in una fase precoce di malattia, al comparire dei primi sintomi, con una possibilità di migliorare la prognosi, evitando così, ove possibile, il ricovero ospedaliero”.

 

NaMur

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