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Attualità | 14 aprile 2020, 10:50

Un appello dalla Granda: "Lasciateci la tassa di soggiorno e rendete deducibili le spese di pernottamento negli alberghi per i prossimi due anni"

Le analisi e le proposte da parte di Confcommercio, associazione Albergatori e Conitours. Come cambierà il turismo nel prossimo futuro? Si cercheranno mete poco affollate e a contatto con la natura

Un appello dalla Granda: "Lasciateci la tassa di soggiorno e rendete deducibili le spese di pernottamento negli alberghi per i prossimi due anni"

E' un comprensibile grido d'allarme quello che lancia il presidente di Confcommercio Luca Chiapella assieme all'Associazione Albergatori per voce del presidente Carlo Zarri e al Consorzio Turistico Conitours con Beppe Carlevaris

Ma ci sono anche proposte concrete. E' necessario pensare a strategie di intervento per far fronte all'enorme cridi del settore del turismo in tutta Italia.

Tanti i fattori che modificheranno, nel breve e medio termine, il mondo dei viaggi e del turismo in generale. Si ridurrà fortemente quello proveniente dall'estero, in particolare ci sarà timore a prendere l'aereo e a viaggiare per molte ore in uno spazio così piccolo e affollato.

Ci sarà una contrazione del mercato delle crociere per evitare l'alta concentrazione di passeggeri in una nave. Conseguentemente i clienti delle crociere si indirizzeranno verso strutture recettive fisse.

Si prevede una perdita di “appeal” delle destinazioni con alta concentrazione/densità di turisti, con conseguente incremento dell’appeal di destinazioni meno affollate e più isolate. Incremento dell’appeal di destinazioni caratterizzate dalla purezza dell’aria e dalla bassa densità abitativa (es. montagna).

Incremento dell’appeal di strutture ricettive caratterizzate dal numero limitato di camere e di conseguenza di ospiti, sempre per soddisfare l’esigenza di evitare sale ristorante, reception etc frequentate da numerose persone.

Incremento della vendita del “Last minute” poiché il Covid-19 ha creato incertezza sia per la personale situazione sanitaria, sia per quella economica.

In generale si assisterà ad una forte riduzione del mercato turistico, che in qualche modo, comunque, potrebbe agevolare il territorio della provincia di Cuneo.

Ma tutto il settore si dovrà ritarare con le nuove regole, rinegoziando i costi fissi, per esempio, quali l'affitto della struttura, il costo del personale, il costo della mediazione dei portali.

"Inoltre - scrivono - sarebbe auspicabile che i comuni mantenessero la Tassa di soggiorno rinunciando però alla riscossione per tutto il 2020; parimenti i comuni potrebbero applicare sui soggiorni una tassa di scopo (sostentamento imprese turistiche) che varia da comune a comune in funzione delle caratteristiche delle località".

Ancora: "Una azienda ricettiva media con 20 camere deve sostenere costi fissi di: Tari, Imu, Energia Elettrica, Riscaldamento, Rai, SIAE, Assicurazioni pari a € 45.000 annui oltre ai canoni di locazione dell’immobile o del ramo d’azienda, oneri finanziari e personale a parte. Sarebbe auspicabile che la spesa sostenuta da un cliente che pernotta in strutture ricettive situate sul territorio nazionale, fosse deducibile per gli anni 2020 e 2021 dalla denuncia dei redditi con una sorta di bonus fiscale-voucher vacanza riservato alle famiglie Italiane.

Gli interventi messi in campo dai vari Decreti sono rivolti a differire nel tempo il monte tasse di varia natura e a finanziamenti che contribuiranno a indebitare le aziende. Tutto questo non basta, servono interventi urgenti volti a ridurre il peso fiscale che le aziende saranno chiamate ad onorare nonostante il mancato incasso per 1,2,3,4,5 mesi! Chissà!!! Il nostro è un grido d’allarme che rivolgiamo a tutte quelle persone che ricoprono incarichi sia amministrativi che politici ai vari livelli".

Redazione

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