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Attualità | 14 aprile 2020, 17:25

“Io che di mestiere creo assembramenti, ecco come ho reinventato la professione di wedding planner ai tempi del Coronavirus”

Intervista a Monia Re, prima wedding planner certificata in Italia e direttore creativo di Kairòs a Cuneo. Gli eventi sono stati ridatati di un anno o in inverno. “Una delle cose più belle che sto scoprendo è la solidarietà con le altre aziende e la filiera dei fornitori. Lavoriamo insieme alla ricerca di una strada per realizzare il sogno. Il leitmotiv di tutti è 'Questo matrimonio sarà ancora più bello'"

Monia Re

Monia Re

Come affrontare l'emergenza Coronavirus, se di mestiere organizzi matrimoni e dunque crei i tanto vietati assembramenti?

Lo abbiamo chiesto a Monia Re, la prima wedding planner certificata in Italia, direttore creativo di Kairòs - Monia Re Events a Cuneo.

“Mai più di ora dobbiamo essere versatili, flessibili e avere un cuore un po' più grande. Non fosse così non faremo questo lavoro”. Non si piange addosso Monia Re, nonostante la pandemia Covid-19 minacci i mesi prediletti delle coppie che vogliono andare all'altare.

“Per ora non ho avuto annullamenti ma congelamenti - spiega la wedding planner -. Tuttavia la perdita nel nostro settore è stata schiacciante. Basti pensare che sono saltati tutti gli eventi di marzo, aprile e maggio e non sappiamo ancora con precisione quando potremo ripartire. Siamo stati i primi ad essere danneggiati e saremo gli ultimi a ripartire proprio perché noi creiamo assembramenti di persone. È tutto in divenire”.

Quali sono i principali timori degli sposi e come affrontarli?

“La più grande paura è quella di perdere il sogno. Chi aveva progettato il matrimonio da qui a giugno non ha certezze sulla fine del lockdown. Per questo mi sento di dire 'Beato chi ha un wedding planner e chi se ne frega della pioggia!' Noi professionisti del settore siamo aggiornati su tutto e possiamo, facendo leva sulla solidarietà e sulla forza di squadra della filiera, spostare in blocco un matrimonio. Personalmente, avendo selezionato i migliori fornitori, ora sono pronta e così versatile di testa da poter spostare la data e riprogrammare un evento senza troppa ansia”.

Con che tempistiche sono stati rimandati i matrimoni?

“Aprile e maggio sono stati ridatati. Due le soluzioni: posticipati di un anno per chi non vuole rinunciare alla cerimonia estiva, oppure spostati nell'autunno inoltrato o ancora meglio in inverno, rivedendo l'evento in una chiave stagionale diversa con le giuste location. Il matrimonio invernale è molto suggestivo.

Per le coppie poco ansiose invece sto lavorando 'a vista', in base ai decreti del Governo. Avendo già tutto programmato posso decidere di rimandare a luglio un matrimonio che doveva svolgersi a maggio o a giugno. Lo posso fare proprio perché ho una filiera di fornitori compatta che mi garantisce una serie di date a ridosso e ho la certezza di avere il mio team al completo, magari anche pensando ad una cerimonia infrasettimanale. Chi ha già inviato le partecipazioni può ovviare con gli strumenti digitali mandando aggiornamenti via mail o via whatsapp

Dobbiamo essere pronti al piano B o C e, ove possibile, garantire agli sposi che non ci siano aumenti nei prezzi”.

Non esistono ancora protocolli ufficiali, ma indubbiamente i matrimoni che verranno celebrati a fine emergenza saranno diversi. Chi si sarebbe mai immaginato una sposa con la mascherina?

“Noi wedding planner ci stiamo reinventando. Stiamo cercando di immaginare nuovi eventi in modo diverso. La sposa con la mascherina ci disturba tanto ma tra qualche tempo, quando usciremo tutti con la mascherina, sarà normale. Magari verrà fuori un brand di moda che farà mascherine personalizzate. Per cui non sarà un dramma neanche per la sposa che magari potrà sfoggiarla come un gadget da abbinare all'abito.

Per quanto riguarda l'evento, credo che arriveremo a inventarci delle situazioni originali e anticonvenzionali.

E infine le location dovranno probabilmente adattarsi alle norme e ai protocolli che verranno, magari dotandosi dei misuratori di febbre.

Come ho già detto, è tutto in divenire e sicuramente ci inventeremo qualcosa per vivere al meglio il giorno più bello”.

Qualche suggerimento per quelle coppie che non hanno scelto di avere un wedding planner?

“Quello che ho sentito dire è che la paura è tanta. Molti hanno scelto di annullare o di spostare di un anno la data. Stiamo mettendo in piedi delle consulenze modulabili a pagamento per alleggerire il percorso di chi ha necessità di organizzarsi in autonomia. Partiremo dal mese prossimo con videoconferenze o consulenze via skype”.

Cosa l'ha colpita in questo periodo di emergenza?

“Una delle cose più belle che sto scoprendo è la solidarietà con le altre aziende e la filiera dei fornitori. A volte ci sentiamo per sfogarci, ma soprattutto lavoriamo insieme alla ricerca di una strada per realizzare il sogno. Il leitmotiv di tutti è 'Questo matrimonio sarà ancora più bello'. E non è affatto un modo di dire”.

cristina mazzariello

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