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Attualità | 15 aprile 2020, 16:32

La quotidianità al tempo del Covid-19: due chiacchiere con Maria Sole, 14 anni, studentessa, forse, senza esame

Le scuole potrebbero non riaprire quest’anno e la prospettiva è che saltino gli esami di fine triennio. La storia di "lockdown", partito come "una vacanza più lunga", ma ben presto diventato "una situazione davvero brutta"

Maria Sole

Maria Sole

Cosa significa avere 14 anni al tempo del Covid-19?

Lo sbocciare della primavera visto solo dalla finestra, amicizie lontane, una dilatazione del tempo, l’impossibilità di vedere i nonni, anche se abitano a poche centinaia di metri di distanza.

“Dopo le vacanze di Carnevale quando ho saputo che non sarei tornata a scuola sono stata contenta. Mi è sembrata una vacanza più lunga anche se già era sconsigliato vedere i nonni, le persone anziane e aveva chiuso alle visite la casa di riposo dove ci sono mia bisnonna e mia zia” racconta Maria Sole, 14 anni che compirà tra pochi giorni, ancora nel periodo di quarantena.

Un’inattesa vacanza che presto ha assunto una forma diversa: “Con i giorni ho capito che la situazione fuori casa era davvero brutta e che il tempo di quarantena sarebbe stato lungo. È iniziata la didattica a distanza e mi sono demoralizzata un po’ all’idea di dover restare chiusa in casa a lungo”.

Non c’è ancora una data di rientro a scuola, infatti, ma è ormai dato quasi per assodato che il 3 maggio l’eventuale ripartenza non toccherà la scuola, mentre si avvicina la data di non ritorno del 18 maggio. Secondo le indicazioni date dalla Ministra Azzolina, infatti, se le scuole non riprenderanno entro il 18 maggio, anche gli esami di fine ciclo delle scuole Medie subiranno una battuta di arresto.

“A questo punto spero che non ci sia l’esame vero e proprio. Ci siamo salutati con i professori prima di Carnevale dicendo che alla ripresa avremmo fatto le prove di esame per arrivare preparati. Saltando così tanti giorni di scuola la preoccupazione per l’esame è cresciuta tantissimo. A parte un esame di inglese alla scuola primaria non ne ho mai sostenuti, anche il KET di inglese è saltato e non ho idea di come sarebbe”.

Intanto, però, i programmi scolastici vanno avanti con la didattica a distanza che a Maria Sole tutto sommato piace: “Lo trovo un sistema utile. Ci si concentra molto meglio e spero che in qualche forma si continui anche nei prossimi anni per le materie per le quali è possibile. È chiaro che mi manca essere in aula, l’intervallo con i compagni, le relazioni con gli amici in generale. Alla nostra età si fa amicizia a scuola o nello sport e in questo momento è tutto fermo”.

Anche la salute fisica ha bisogno di essere curata in questo periodo. I ragazzi sono abituati a fare sport, a canalizzare le loro energie in attività fisiche anche pesanti ed è difficile mantenere a casa i ritmi cui sono abituati: “Prima della quarantena andavo a sciare con mio papà, giocavo a rugby due volte la settimana.

Per fortuna in casa abbiamo un tapis-roulant e posso fare un po’ di movimento. Il professore di educazione motoria ci ha mandato delle schede di attività da fare e ho scaricato un’applicazione sul telefono per tenermi in attività.

Certo che quest’anno per me è proprio un po’ sfortunato dal punto di vista dello sport: a inizio stagione mi sono rotta la caviglia. Ho ripreso ad allenarmi a inizio 2020 e subito abbiamo avuto un problema a trovare un campo, poi, quando finalmente abbiamo trovato una soluzione a Salmour, è iniziata la quarantena”.

È un periodo di preoccupazione per gli adolescenti come per gli adulti quello in cui stiamo vivendo: “Dormo meno bene, ho paura che qualcuno della mia famiglia possa ammalarsi”.

A mancare a Maria Sole è innanzitutto la migliore amica, che vede solo attraverso lo schermo del telefonino. E le mancano i nonni, i cuginetti: “Mia cuginetta è nata a fine febbraio. L’ho vista solo due volte. Adesso la vedo in fotografia e in videochiamata e mi sembra grandissima!”.

Anche Maria Sole, però trova degli aspetti positivi di cui conserverà il ricordo: “Ho imparato a cucinare moltissime cose. Mi è sempre piaciuto fare da mangiare, ma non ho mai avuto il tempo per mettermi ai fornelli a fare lunghe preparazioni.

Ho fatto le ravioles della Val Varaita, i pisarei, piatto tipico dell’Emilia Romagna e tantissime altre cose sia dolci che salate. In casa mi dicono che me la cavo alla grande!”

Agata Pagani

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