/ Economia

Economia | 15 aprile 2020, 17:11

Confapi Cuneo alla Farnesina a Roma per parlare di ripresa post Covid-19

Tra i relatoridi Ambrogio Invernizzi – Presidente Latterie Inalpi SpA – delegato da Confapi Nazionale, al tavolo settoriale alimentare, affiancato dal dr. Maggiaro di Terre dei Principi

Ambrogio Invernizzi

Ambrogio Invernizzi

Si è svolto ieri mattina, martedì 14 aprile 2020, l’incontro, organizzato dalla Farnesina, e voluto dal Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, per un confronto sul “Patto per l’Export”, atto alla definizione delle priorità di intervento per favorire la ripartenza del Made in Italy.

Sono quindi stati avviati appositi tavoli settoriali di confronto con il coinvolgimento di tutte le associazioni di categoria e delle rappresentanze del mondo imprenditoriale italiano. L’incontro è stato coordinato dal Sottosegretario di Stato delegato, On. Manlio Di Stefano, coadiuvato dal Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese, Amb. Lorenzo Angeloni.

Un importante momento di confronto, in questo complesso momento, al quale Confapi Cuneo è stata presente in prima linea, grazie alla partecipazione di Ambrogio Invernizzi – Presidente Latterie Inalpi SpA – delegato da Confapi Nazionale, al tavolo settoriale alimentare in qualità di relatore, affiancato dal dr. Maggiaro di Terre dei Principi.

Invernizzi è stato quindi chiamato a portare le richieste e le proposte per l’industria alimentare, nell’ottica di un rilancio di un Made in Italy ricco di eccellenze e unicità.

Un intervento che si è basato su tre proposte che favoriscano una maggiore possibilità, da parte dell’industria alimentare italiana, di accedere al mercato estero.

Un primo passaggio, fondamentale per la possibilità di incrementare e favorire l’export dei prodotti italiani, è quello relativo alla creazione di nuovi accordi bilaterali con gli Stati extra UE, in tema di riconoscimento delle certificazioni soprattutto, per quanto riguarda il settore alimentare, in ambito sanitario.
Le aziende italiane riscontrano infatti, una continua richiesta, da parte di molti paesi nel mondo, di certificazioni specifiche, che differiscono spesso di poco rispetto a quelle di cui dispongono, e che rendono complessa l’apertura verso nuovi mercati. Un meccanismo estremamente burocratizzato, che non riconosce in modo biunivoco le certificazioni europee e che costringe le aziende ad esborsi considerevoli per sostenere i costi relativi all’ottenimento delle attestazioni. Una procedura che mette in forte difficoltà soprattutto la piccola e media industria. Invernizzi ha quindi sottolineato come sia
necessaria la creazione di accordi bilaterali che consentano il riconoscimento delle certificazioni nel mondo e che seguano una logica legata a standard riconosciuti.

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium