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Economia | 15 aprile 2020, 07:24

Coronavirus, semaforo verde per il sostegno alle PMI: ecco il modulo per fare richiesta

Mise e Mediocredito centrale al lavoro con Abi per accorciare al massimo i tempi di attesa per imprese, artigiani, autonomi e professionisti

Coronavirus, semaforo verde per il sostegno alle PMI: ecco il modulo per fare richiesta

Non era nascosto nell'uovo di Pasqua, ma era certamente molto atteso da buona parte del mondo economico torinese, piemontese e nazionale. E' il semaforo verde arrivato da Roma, dal Ministero dello Sviluppo Economico - con la pubblicazione del Decreto liquidità in Gazzetta ufficiale - per la messa in pratica delle misure approvate in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti.

Ma in attesa che il Decreto diventasse ufficiale, altri passi erano già stati mossi. Era stata già inviata alla Commissione UE, ancor prima dell'approvazione del decreto legge, la notifica con la quale era stata richiesta l'autorizzazione ad adottare queste nuove regole di aiuti di Stato e che oggi (14 aprile) ha ricevuto il via libera da Bruxelles.

Dunque è tutto pronto. E il Mise, insieme a Mediocredito Centrale, gestore del Fondo di Garanzia, stanno lavorando insieme all’Associazione Bancaria Italiana e ai principali istituti di credito per rendere attivi e disponibili, in tempi brevi, tutti i sistemi informatici e la modulistica necessaria alla richiesta di garanzia per i beneficiari delle misure, che si prevedono numerosi. Nell'attesa, è già disponibile il modulo per la richiesta di garanzia (lo trovate in allegato a questo articolo), che il beneficiario dovrà compilare e inviare per mail (anche non certificata) alla banca o al Confidi al quale si rivolgerà per richiedere il finanziamento.

Allo stesso tempo il MISE sta lavorando per accelerare le istruttorie bancarie con l’obiettivo di ridurre a pochissimi giorni il tempo di attesa tra la richiesta di finanziamento e l’accredito delle somme richieste sul proprio conto corrente.

Le pmi che possono accedere a tale forma di finanziamento garantito (fino al 25% dei ricavi 2018, ultimo disponibile, e comunque non oltre 25mila euro) sono solo quelle che sono state danneggiate dall’emergenza Covid19.

Redazione

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