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Curiosità | 15 aprile 2020, 12:35

Il Covid-19 in Svizzera, Massimiliano Giaccardi: "Più libertà di spostamento, ma in Italia abbiamo fatto ciò che serviva; la pazienza ci porterà alla ripresa"

A parlare è il cuneese, allenatore di volley universitario a Losanna: "Questa mia nuova quotidianità, non posso mentire, non è male; ho tre figli, due grandi e una piccolina, che posso godermi di più"

Massimiliano Giaccardi

Massimiliano Giaccardi

"Al mio ritorno in Italia ho dovuto fare la quarantena in casa senza molti contatti con la mia famiglia, ma finiti i quattordici giorni sono tornato alla normalità, se tale si può chiamare. Questa mia nuova quotidianità, non posso mentire, non è male; ho tre figli, due grandi e una piccolina, che posso godermi di più, non so quanti anni erano che non stavo a casa tre settimane di fila!"

Il periodo di restrizioni alla mobilità - ma anche al resto degli aspetti della nostra vita normale - che stiamo vivendo ormai da più di un mese a questa parte è difficile per tutti. Ma può regalare anche sorprese positive.

A testimoniare che è così Massimiliano Giaccardi, cuneese che vive e lavora a Losanna come allenatore di una squadra universitaria di volley.

Massimiliano dipinge uno "scenario Covid-19" in Svizzera non del tutto dissimile da quello italiano, almeno come tempistiche: "Dal 13 marzo hanno chiuso tutte le scuole e quindi noi non abbiamo più potuto continuare la nostra attività nonostante ci fossi qualificati per le semifinali dei playoffs".

"Seguo e sono in contatto con i ragazzi dello staff a Losanna e con il management, mi tengo informato e so che continuano a essere in difficoltà ma la situazione rispetto alle limitazioni è meno dura che da noi: possono uscire da soli e mi hanno detto che la polizia interviene solo se vede degli assembramenti veri e propri. Insomma, c'è un po' più di gioco".

Notizie che corrispondono a quelle riportate dai quotidiani nazionali e internazionali, e che sottolineano come la Svizzera abbia fatto riscontrare negli ultimi giorni uno dei peggiori indici di contagio in Europa per densità di popolazione, con oltre 25mila contagiti e 800 morti (dati del 12 aprile).

Ma Massimiliano, a Losanna, adesso non c'è più: dopo la conferma del blocco del campionato è tornato in Italia dove, appunto, sta affrontando il periodo di lock down generale.

"Qui, secondo me, stiamo facendo tutto quello che si deve fare, e credo che se saremo abbastanza rigidi pian piano ne usciremo" ci dice.

"Nel mio futuro, però, c'è sempre Losanna: sono contenti di me e io sono contento di loro, ed essendo non troppo lontano da casa, in condizioni di normalità, gestire i giorni liberi tornando in provincia non è così difficile. Con il normalizzarsi della situazione in Svizzera, poi, credo si possa riprendere con la preparazione il 15 agosto prossimo".

Per l'Italia, però, la ripartenza Massimiliano la vedere come una faccenda più lunga, "un processo simile a quello della chiusura, lento e dosato": "Non credo sia sensato illudersi di poter tornare alla normalità precedente in un batter d'occhio. Servirà molta pazienza". 

redazione

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