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Attualità | 19 aprile 2020, 08:00

#IoRestoaCasa: fotografare da casa gli uccelli liberi in natura

Ecco qualche prezioso consiglio da Luca Giraudo, ornitologo di Boves, per i principianti che vogliono avvicinarsi alla fotografia naturalistica e immortalare i pennuti che svolazzano nel cielo primaverile

#IoRestoaCasa: fotografare da casa gli uccelli liberi in natura

 

La primavera è la stagione in cui, con il bel tempo, la maggior parte degli uccelli torna a frequentare i nostri giardini e tante specie migratrici arrivano dai paesi caldi dove hanno svernato. La primavera è anche la stagione dei canti, che sono indizi preziosi per riconoscere una determinata specie nascosta nel fitto della vegetazione. Gli uccelli liberi in natura sono un ottimo soggetto da fotografare, ma un conto è fotografare una lucertola quasi immobile su un muretto mentre si gode il sole, un po' più difficile è riprendere un gruppo di cardellini che svolazzano tra gli alberi; spesso le nostre fotografie rimangono sfocate, il soggetto occupa un angolo della fotografia oppure non compare neppure.  

 

Luca Giraudo, ornitologo, guida ambientale escursionistica ed esperto di fotografia, è disponibile a dare qualche suggerimento a coloro che, in questo periodo di quarantena, vogliono approcciarsi alla tecnica di fotografare gli uccelli dalla finestra, dal balcone o dal giardino di casa.

 

È un periodo delicato perché è la stagione della riproduzione, quindi, per non disturbare una covata è bene non importunare i genitori e non avvicinarsi a eventuali nidi. Il periodo più delicato cade nel momento in cui i genitori stanno costruendo il nido o quando la femmina ha appena deposto le uova. Se percepiscono un pericolo, i genitori abbandonano il nido, anche con le uova dentro.

 

Mentre quando ci sono già i pulcini, i genitori sono più restii ad abbandonarli.

Ma bisogna considerare che un nido temporaneamente abbandonato può essere predato da altri uccelli. Anche per questo il nostro comportamento può avere degli effetti nefasti sulle covate.

 

Quali sono le specie interessanti da fotografare in questa stagione?

 

È esperienza di molti avere una qualche specie che nidifica vicino a casa, su un albero del proprio o altrui giardino, in un vaso di fiori, sull’architrave della porta o nel sottotetto.

 

Alcune specie hanno imparato a convivere a stretto contatto con noi, come ad esempio il codirosso spazzacamino, il pigliamosche, la tortora dal collare, anche perché, al di fuori dei centri urbani, la pressione dovuta ai corvidi, cornacchie e gazze, è molto forte. (Qui si apre tutto il discorso legato al nostro impatto sull’ambiente, che favorisce appunto specie adattabili come i corvidi, a scapito di molte altre).

 

Ci sono inoltre il fringuello, il verdone, il cardellino e il verzellino, quattro specie di fringillidi che nidificano nei nostri giardini.

In ogni caso anche la gazza è un buon soggetto da fotografare, soprattutto per un principiante: è grande, vola lentamente, è ben visibile nei giardini. Ha inoltre un piumaggio iridescente, molto bello.

 

Poi le cince: la cinciallegra e la cinciarella, a volte anche la mora, nidificano sugli alberi o nelle cassette nido. E poi il picchio rosso maggiore, il colombaccio sempre più presente, il picchio muratore, la capinera, il pettirosso, la ballerina bianca.

Si parte dalle specie più comuni per iniziare a conoscere tutti gli uccelli.

 

Oltre a queste, sono tante le specie che ci circondano e, per gli appassionati di fotografia, è una sfida quella di fare scatti in soggetti sempre in movimento, diffidenti e di dimensioni a volte molto piccole.

Fotografare gli uccelli presenta sicuramente un livello di difficoltà molto elevato, quali caratteristiche deve quindi possedere chi vuole fare degli scatti soddisfacenti ai volatili?

 

Bisogna avere molta pazienza, attendere a volte a lungo il momento giusto. Ma prima di tutto bisogna conoscere il soggetto che si vuole fotografare. Ci sono molti libri e informazioni sul web che ci possono far capire quali sono le abitudini di quella determinata specie, se è ad esempio molto sensibile al disturbo o se è tollerante nei nostri confronti.

 

Poi bisogna studiarsi il luogo, dove si può ad esempio costruire o improvvisare un riparo dietro cui camuffarsi, perché ogni movimento può essere deleterio per fare fotografia naturalistica.

 

La prima regola però è il rispettare l’animale in quanto tale, poi viene il nostro desiderio di immortalarlo. Un bravo fotografo deve partire da questo, deve avere questa sensibilità. Alcuni lo sono o lo diventano, molti no.

Se prevale la bramosia di apparire, comune a tanti “cacciatori di immagini”, allora gli uccelli diventano solo figurine di un album da collezione, non sono più essere viventi ma trofei da esporre.

 

Appostamento: siamo tutti in casa, pensi sia possibile fotografare gli uccelli anche se non possiamo recarci in un capanno nascosto in una palude?

 

Sì, chi ha la possibilità di spazio o è nella situazione di farlo, potrebbe realizzare un riparo dietro cui nascondersi: deve essere comodo, magari con una sedia, così da permettere lunghi appostamenti e grandi soddisfazioni. C’è sempre un po’ fortuna dietro ogni foto, ma le foto più belle sono frutto di molta pazienza e, anche, competenza. La fortuna va aiutata, insomma.

 

Punto di ripresa: quali sono i tuoi suggerimenti? È possibile, ad esempio, fotografare un merlo che zampetta in un’aiuola da una finestra del quinto piano?

 

La distanza massima a cui si può fotografare con qualche soddisfazione non supera i 10-20 metri con una focale di 300 mm. Al di sopra, solo chi possiede grossi e costosi teleobiettivi può pensare di ricavare delle belle foto, ma è vero che con le nuove bridge, molto potenti, è possibile, con una buona luce, fare delle foto più che valide.

 

Quali possono essere gli elementi di disturbo da non sottovalutare?

 

Noi stessi ma anche il nostro gatto, che è un predatore temibile e influisce sulla distanza di fuga delle sue prede e il cane che magari abbaia.

 

In questo periodo, finito l’inverno, è possibile attirare in qualche modo gli uccelli da fotografare?

 

Direi di no, la maggior parte delle specie trova in natura il cibo di cui ha bisogno, sebbene chi ha una mangiatoia può avere ancora degli ospiti occasionali.

 

Rispetto degli animali, ad esempio, è evitare di attirarli con il canto territoriale ripetuto alla follia, perché questo tende a distogliere i maschi dalle loro funzioni di genitori. Molte femmine in cova, infatti, vengono nutrite dal partner e se questo è intento a difendere il territorio da un intruso invisibile, ovviamente viene meno ai suoi impegni familiari, così come nutrirà di meno i propri pulcini.

 

Parliamo di attrezzatura: che cosa serve e quali caratteristiche deve avere?

 

Per chi parte da zero e vuole avere già uno strumento che può fare foto anche a distanza senza spendere un capitale, esistono ormai in commercio molte fotocamere bridge con zoom che arrivano a 2000 mm di focale. Certo non hanno la resa delle reflex con teleobiettivi luminosissimi, ma che costano venti volte tanto.

 

Chi vuole invece partire verso un’evoluzione più spinta, può iniziare con una reflex e uno zoom fino a 300 mm, in genere non troppo cari, per poi passare ad attrezzatura più impegnativa ma anche più performante.

 

Attualmente stanno uscendo molte fotocamere mirrorless, più compatte, e può valer la pena valutare questa possibilità.

 

Ma qualunque negoziante con esperienza potrà consigliare al meglio, considerando che c’è anche il mercato dell’usato. Nella fotografia, soprattutto naturalistica, molti cambiano l’attrezzatura seguendo le ultime novità, e si possono quindi acquistare buoni prodotti a minor prezzo.

 

Il treppiede può aiutare per fotografie se c’è poca luce, ad esempio, perché teleobiettivi di qualità media non possono compensare la mancanza di luce con tempi di scatto idonei a evitare il mosso. Un compromesso è un monopiede, più compatto ma meno stabile.

 

Qual è la posizione ottimale del fotografo per ottenere la migliore luminosità?

 

Ovviamente avere il soggetto in piena luce e quindi dare le spalle al sole. Bisogna quindi progettare il nostro “capanno” casalingo in modo che si possano scattare le foto con la massima luce possibile.

 

Cosa puoi insegnarci sullo sfondo, messa a fuoco, tempo di esposizione?

 

Lo sfondo in una fotografia è importante. Molti scattano foto senza neanche considerare cosa c’è dietro e questo fa la differenza fra buone foto e semplici scatti. Ci sono ad esempio video o corsi online che forniscono molte indicazioni utili per iniziare a fare delle foto gradevoli, per poi evolvere nel tempo e arrivare a risultati più soddisfacenti.

 

Certamente oggi si possono modificare le foto in post produzione: esistono tanti programmi digitali specifici, ma una buona foto si ottiene ben prima di aver scattato.

Come in tutte le cose bisogna avere costanza e determinazione, non pensare di diventare bravi con qualche centinaio di foto scattate.

 

Anche con attrezzatura da migliaia e migliaia di euro si può tranquillamente rimanere dei fotografi “ordinari”: le belle foto sono sempre frutto di esperienza, sensibilità e creatività personali, costanza e pazienza.

Naturalmente i migliori fotografi hanno quel qualcosa in più, ma in genere ognuno sceglie a quale livello fermarsi. La fotografia deve essere un piacere, prima di tutto.

 

Tempi di posa e luminosità sono parametri importanti, in parte le macchine fotografiche attuali ci permettono di dimenticare questi limiti ma, seppure automatiche, sono macchine e non pensano al nostro posto. Tocca quindi a noi saperle sfruttare per fare la differenza.

 

Quali differenze tra fotografare un uccello su un ramo e uno in volo?

 

Animali posati o immobili possono essere fotografati anche con tempi di posa più lenti e quindi anche con meno luce. Per uccelli in volo occorre invece un tempo di scatto molto veloce e quindi più luce, oppure teleobiettivi più luminosi e quindi costosi.

 

Normalmente per le foto in movimento si imposta la modalità “priorità di tempo” con un minimo di 1/1000 s, in modo che il soggetto non venga mosso. Ovviamente con una buona luce è più facile ottenere buone foto.

Per questo un capanno ben studiato può permetterci all’inizio di utilizzare un’attrezzatura di base, con luminosità in genere non spinta, e fotografare uccelli posati e vicini, ignari della nostra presenza.

 

Suggerisci di impostare la fotocamera con modalità scatto a raffica?

 

Se il soggetto è fermo la foto può essere valutata con più calma, una alla volta. Ma ovviamente se è in movimento, più che mai in volo, occorre impostare la sequenza veloce.  Fra gli scatti effettuati qualcuno dovrebbe venire bene.

 

Quali altri consigli si possono dare a coloro che vogliono diventare bravi nel fotografare gli uccelli?

 

Bisogna avere e coltivare la curiosità, avere umiltà e rispetto degli animali che, non dimentichiamoci, non sono al nostro servizio, non sono loro che devono farsi fotografare, ma siamo noi che vogliamo provare a fotografare loro.

Partendo da questo presupposto fondamentale, bisogna scegliere la tecnica che più ci è congeniale.

 

Se siamo persone attive e dinamiche forse è meglio la fotografia itinerante, con attrezzatura leggera, che conta molto sull’effetto sorpresa o sul colpo di fortuna. Diciamo una fotografia che coglie l’attimo e che quindi comporta una buona dose di insuccesso.

 

Se invece siamo più sedentari e comunque dotati di molta pazienza, allora la fotografia da capanno è l’ideale e ci sono alcune oasi naturalistiche in provincia di Cuneo che sono attrezzate per questo: la Riserva Naturale di Crava-Morozzo, l’oasi La Madonnina a Sant’Albano Stura, l’oasi LIPU a Racconigi. Molti fotografi le frequentano e qui si possono anche incontrare persone con esperienza da cui poter imparare.

 

Un buon posto dove fotografare con calma è ad esempio il Giardino Naturale della LIPU, in Viale Angeli a Cuneo: lì ci sono tutte le condizioni per far sì che gli uccelli si sentano a loro agio e quindi sia più facile fotografarli. Per chi inizia è un posto ideale, ovviamente quando sarà finita l’emergenza sanitaria.

 

Ci sono poi in commercio una moltitudine di tende “camouflage”, che possono essere installate ovunque (non in proprietà privata senza permesso del proprietario, ovviamente) che ci permettono di rimanere nascosti e attendere il momento propizio. Certo bisogna saper leggere l’ambiente, conoscere le abitudini dei nostri soggetti e appostarsi dove massime sono le possibilità di cogliere delle buone occasioni.

 

Come ho detto, fotografare prima di tutto avendo rispetto degli animali. Con tale presupposto qualsiasi foto darà veramente la massima soddisfazione.

 

Per saperne di più consultare il sito www.lookingaround.it

Bruna Aimar

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