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Agricoltura | 19 aprile 2020, 12:41

Orti "liberati" per gli hobbisti: la soddisfazione di UNCEM e le preoccupazioni del sindaco Paolo Renaudi

L'associazione di comuni plaude alla presa di posizione del governo e chiede ulteriori chiarimenti rispetto al codice ATECO 0.1, mentre il sindaco registra la propria contrarietà: "La situazione epidemiologica delle città arriverà a Peveragno e si alzerà il livello di diffusione del contagio"

Foto generica

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"Via libera" del governo anche agli hobbisti: dalla giornata di ieri (sabato 18 aprile) è possibile per i non professionisti del settore dell'agricoltura occuparsi di superfici agricole private, anche al di fuori del proprio comune di residenza.

Una presa di posizione attesa da parecchio e che trova il plauso dell'UNCEM, in prima linea nel richiederla in questi giorni, tramite numerose lettere inviate al Ministero, al governo e ai parlamentari: "A occuparsi di orti e giardini devono poter essere anche non professionisti, devono poter essere hobbisti e non solo titolari di impresa - ha sottolineato l'associazione con una nota ufficiale inviata nella mattinata di oggi (domenica 19 aprile) - . Su questo serve una precisazione urgente che attendiamo nelle prossime ore: è necessario escludere una volta e per tutte il riferimento al codice ATECO 0.1".

A dimostrarsi invece critico il sindaco di Peveragno Paolo Renaudi, con un post inserito sul proprio profilo Facebook nella tarda serata di ieri: "Fino ad oggi nel territorio del nostro comune il coronavirus quasi non era entrato. Un solo caso di malato che non c'entra niente con le strutture sanitarie, e tutti gli altri positivi e malati che sono operatori di ospedali e case di riposo, o che sono stati in tali strutture. Insomma una situazione fortunata, dove il confinamento sociale e il blocco delle attività, con il grande lavoro di "pressing" sui nostri anziani per non farli uscire di casa, hanno per fortuna funzionato. Adesso mi domando: il Ministro Bellanova dichiara che ci si può anche spostare da un comune all'altro per lavorare negli orti. Non sono sicuro sia già il momento di lasciarlo fare, almeno non darei ancora la possibilità di spostarsi da un comune all'altro anche agli hobbisti".

Secondo Renaudi "questo significherà tante persone che porteranno la situazione epidemiologica della città (che è meno bella, sappiatelo) nel mio paese di campagna, che si mescoleranno dal "granatin" e dal ferramenta con i nostri compaesani, e alzeranno improvvisamente il livello di rischio di diffusione del contagio proprio quando stavamo per dire che da noi forse l'avevamo scampata bella".

"Fosse per me, per una quindicina di giorni l'attività di gestione degli orti ancora non la liberalizzerei - prosegue il primo cittadino peveragnese - . E in ogni caso non permetterei ancora lo spostamento da un comune all'altro. Fino a ieri abbiamo lottato e imposto a tutti di non uscire dal proprio territorio comunale, neanche per andare al supermercato, neanche ai giovani che oggettivamente rischiavano molto meno. E adesso liberi tutti per andare a fare l'orto? Attività tipica del pensionato?"

"Ci è andata bene, finora, ma non mettiamoci nei guai proprio adesso che eravamo vicini ad ottenere un traguardo importante. Pazientiamo ancora un po'. Teniamo i nostri hobbisti ancora un po' a casa, e blocchiamo ancora gli spostamenti fra comuni, almeno fino al 4 maggio. Sennò tanto vale riaprire tutto, le aziende e i cantieri per prima cosa. Ma sarebbe proprio come crollare in vista del traguardo dopo una corsa durissima".

redazione

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