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Calcio | 20 aprile 2020, 12:37

Calcio dilettantistico: lo stop ai campionati è dato ormai per certo, ora è bagarre su promozioni e retrocessioni

Per l'ufficialità sarà necessario attendere con tutta probabilità il Consiglio Federale che si terrà tra il 5 e il 7 maggio

Calcio dilettantistico: lo stop ai campionati è dato ormai per certo, ora è bagarre su promozioni e retrocessioni

La pubblicazione del protocollo sanitario della Figc per la ripresa degli allenamenti in Serie A e la bozza di proposta filtrata dalla Lega Pro, hanno di fatto chiuso ogni spiraglio per la ripresa dei campionati dilettantistici.

Per l'ufficialità sarà necessario attendere con tutta probabilità il Consiglio Federale che si terrà tra il 5 e il 7 maggio, ma anche i rumors più vibranti non hanno ad oggi trovato smentita.

Impossibile per i club dilettantistici adeguarsi alle misure di sicurezza che già i club di Serie A applicheranno con non poche difficoltà, tanto che anche la Serie C è pronta a ratificare lo stop alle gare.

Ora i riflettori si concentreranno su eventuali promozioni e retrocessioni e la bagarre, come confermato dal botta e risposta dal presidente della Lega Pro, Ghirelli, e il numero uno della Lega Nazionale Dilettanti, Cosimo Sibilia, si profila assolutamente combattuta.

Schermaglie politiche, con prese di posizione a favore delle realtà rappresentate, in vista di un compromesso che sarà trovato tra due settimane in sede di Consiglio.Al momento però non sono filtrate particolari indiscrezioni relative ai dilettanti.

C'è chi propone la promozione e la retrocessione per le prime e le ultime squadre in classifica, chi l'annullamento dei campionati con la riproposizione dei medesimi gironi traslati nell'annata sportiva 2020/2021.Alcuni progetti di riforma dei tornei sono sul tavolo, come il possibile inserimento di una categoria cuscinetto tra dilettanti e professionisti (la vecchia C2 per intendersi), ma tracciare la cornice dei campionati che verranno risulta particolarmente precoce senza conoscere il numero dei club che, complice la pesante crisi economica, si presenteranno ai nastri di partenza.

Ieri sera il presidente federale Gravina, ospite di Fabio Fazio a Che Tempo che Fa, è stato chiaro: "Non voglio essere il becchino del calcio italiano". La strada però appare ancora in salita.

redazione

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