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Economia | 22 aprile 2020, 14:31

La pandemia raffredda la fiducia degli imprenditori cuneesi, Confindustria: "Il 70% degli associati ha fatto ricorso a Cig. Niente sarà più come prima, ma siamo pronti per la fase 2"

Negativi quasi tutti i settori presi in esame dalll'indagine sul II trimestre del 2020, tranne le utilities. Nonostante gli ottimi risultati del 2019 anche la Granda dovrà fare i conti con l'emergenza

Unsplash

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La pandemia raffredda il clima di fiducia delle imprese cuneesi. E’ quanto si evince dall’analisi congiunturale trimestrale rilevata sul secondo trimestre del 2020 dal centro studi di Confindustria Cuneo.

“Il clima globale di incertezza si ripercuote anche sulle nostre realtà
– spiega il presidente degli industriali cuneesi Mauro Gola -  La ripresa ha uno sfasamento temporale e i tempi di piena ripresa non sono al momento prevedibili. Tutto questo nonostante un consuntivo 2019 che ci aveva visto crescere in termini di fatturato e redditività. Con un indebitamento sempre minore e un 25% in più di investimenti.”

I fattori valutati dalle aziende cuneesi associate che hanno partecipato alle indagini registrano quasi ovunque “segni meno”. I dati fanno riferimento all’andamento economico al 31 marzo, ma la situazione in continuo divenire potrebbe variare (al ribasso) nei prossimi mesi.

Nel manifatturieri calano le attese su produzione (-18,1%), nuovi ordini (-19,2%), export (-9,5%), occupazione (-2,7%) e redditività (-22%).

Raddopiano le previsioni del ricorso alla cassa integrazione passando dal 10,6% dello scorso trimestre al 20,1% del prossimo. Calano leggermente le previsioni sugli investimenti significativi, ma che restano comunque con segno più (17,2%) in quanto tutte le realtà produttive dovranno adattare i propri ambienti di lavoro ai nuovi protocolli di sicurezza. Il 37,6% delle aziende prevede inoltre dei ritardi negli incassi.

Per quanto riguarda i servizi (comparto che storicamente registra valori positivi sulla provincia di Cuneo) tutti gli indicatori si ridimensionano. Aumenta drasticamente il ricorso alla cassa integrazione (dall’1,1% dello scorso trimestre al 25% del prossimo). Calano le previsioni sugli investimenti significativi (15%), il 43% prevede ritardi negli incassi e tempi medi di pagamento che si dilatano (per chi lavora con P.A. si stima una dilatazione dei tempi da 84 a 97 giorni).

A livello settoriale nel manifatturiero  le attese sulla produzione sono trasversalmente negative: meccanica (-8,9%), alimentari (-28,9%), edilizia e affini (-18,8%), grafica (-25%), minerali non metalliferi (-30%), altri manifatturieri (-21,1%).

“Segnaliamo che circa il 70% delle aziende nostre associate – spiega la direttrice di Confindustria Cuneo Giuliana Cirio – hanno fatto richiesta per ammortizzatori sociali. Le maggiori richieste arrivano dal settore meccanico. A seguire terziario, tessile, gomma plastica, edilizia, legno, alimentari e chimica.”

Nei servizi l’unico settore a registrare attese sui livelli di attività positivi, seppur con un calo, sono le  utilities (16,7%). Tutti negativi i restanti: dal terziario innovativo (-27,6%), ai trasporti e logistica (-16,7%), al commercio e turismo (-31,3%) agli altri servizi (-15,8%).

Indicativo il dato del ricorso alla Cig nei servizi nei vari settori. Se lo scorso trimestre la previsione era allo “zero”, quasi tutti i settori (a parte le utilities) prevedono il ricorso ad ammortizzatori sociali. Da segnalare il dato più significativo sul commercio. Metà delle aziende prese in esame operanti in questo settori ricorreranno alla Cig. Fino a pochi mesi fa nessuna realtà prevedeva di fare riscorso a questi strumenti.

Nonostante il clima incerto la provincia di Cuneo se rapportata alle altre province piemontesi ha un clima meno negativo. Lo dimostra il dato sulle attese del ricorso alla Cig (20,1% in provincia di Cuneo, 30,7% la media piemontese con Biella al primo posto con il 47,9%).

"NIENTE SARA’ PIU’ COME PRIMA, MA SIAMO PRONTI A RIPARTIRE"

“Le nostre aziende vogliono ripartire – ha continuato la direttrice Cirio – Le nostre aziende hanno messo in campo investimenti per adeguarsi al protocollo sicurezza. Per molti questo significa rivedere il layout dello stabilimento e delle proprio aziende. C’è la consapevolezza da parte degli imprenditori del cambio di paradigma anche culturale. E sono gli stessi imprenditori che hanno l’interesse ad agire nel rispetto dei protocolli pur nelle differenze e peculiarità di ogni realtà produttiva. Tutti siamo consapevoli che niente sarà più come prima, ma il momento è propizio per ripartire."

UN PROTOCOLLO CON LA REGIONE PER I TEST SIEROLOGICI

“Il sistema a tampone (virologico ndr) è l’unico sistema al momento che accerta la positività a Covid-19.
– ha poi spiegato la direttrice degli industriali cuneesi - Si effettua su soggetti sintomatici e per un datore di lavoro accerta se un suo eventuale dipendente può rientrare in azienda oppure no, ma non individua gli asintomatici. Il test sierologico quantitativo (prelievo di sangue) può risultare efficace per stabilire se nelle aziende ci sono infetti.”

“Per questo motivo abbiamo deciso di sviluppare un protocollo con la Regione - 
conclude – che da un lato vede le aziende effettuare test sierologici che quindi possa accertare chi possiede anticorpo covid e chi no. La richiesta è quella di sottoporre a tampone coloro che hanno anticorpo così da poter garantire la sicurezza nelle aziende e allo stesso tempo fornire al personale sanitario dati importanti volti a contenere la diffusione del virus.”

redazione

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