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Attualità | 23 aprile 2020, 15:06

Parcheggi, multe, imposta di soggiorno: ad Alba il Municipio fa i conti coi primi effetti del lockdown

Il Comune si appresta a licenziare un bilancio 2019 chiuso sopra quota 30 milioni di euro e con un tesoretto da spendere di oltre 6 milioni. Ma la previsione è quella di entrate destinate a ridursi su tutti i capitoli

Ammontava a 1,6 milioni di euro la stima degli incassi dalle multe che il Comune di Alba aveva previsto per il 2020: uno dei tanti capitoli che dovranno fatalmente essere rivisti (Foto Barbara Guazzone)

Ammontava a 1,6 milioni di euro la stima degli incassi dalle multe che il Comune di Alba aveva previsto per il 2020: uno dei tanti capitoli che dovranno fatalmente essere rivisti (Foto Barbara Guazzone)

Esaudito nei giorni scorsi il necessario passaggio nella competente Commissione, l’assessore albese alle Finanze Bruno Ferrero si prepara a portare all’esame del Consiglio comunale in programma il prossimo 29 aprile – in rigorosa videoconferenza, trasmesso sul canale YouTube del Comune – i conti di un bilancio 2019 le cui virtuose poste virtuose, nelle mire di inizio anno dell’Amministrazione Bo, dovevano rappresentare la base per dare una sferzata al sofferente tema delle grandi opere e della viabilità cittadina in particolare. E che oggi certifica invece, alla voce del cosiddetto "avanzo disponibile", le risorse dalle quali il Comune potrà fortunatamente attingere per prestare soccorso a un tessuto economico e produttivo cittadino messo in ginocchio da due mesi di lockdown.

Si parla di fondi per 6,646 milioni di euro, su un bilancio che, comprese partite di giro per 5 milioni, pareggia a circa 30 milioni. Un tesoretto che secondo le regole della contabilità pubblica pre Coronavirus sarebbe stato vincolato alle sole spese per investimenti, ma che le misure governative legate all’emergenza hanno in qualche modo sbloccato per interventi che la Giunta albese sta valutando con attenzione in queste settimane, con riguardo sia alla misura complessiva di quanto sarà possibile e opportuno impiegare, sia alla natura di interventi dai quali è giusto attendersi la massima ricaduta possibile sull’intero sistema economico locale.

Una valutazione per nulla semplice, che dovrà tenere anche conto di quanto il Governo riuscirà intanto a mettere in campo da par suo, come anche di un altro importante elemento per nulla banale. Ovvero delle negative se non drammatiche ricadute che l’emergenza economica finirà per portare anche sulle stesse finanze comunali da qui in avanti.

"In un momento come questo fare previsioni è un esercizio particolarmente arduo, se non impossibile – conferma l’assessore Ferrero –. In due mesi è successo il finimondo e parliamo di una situazione ancora totalmente in evoluzione. Bisognerà vedere cosa succederà passo passo, quando si tornerà a lavorare e come, se e quando si troverà un vaccino… questioni ovviamente al di sopra delle nostre possibilità di decisione".

Quella di una sensibile riduzione delle entrate anche per i Comuni, come per la generalità delle amministrazioni pubbliche, è però già una concreta realtà a partire da tutta una serie di voci. E questo vale purtroppo anche per la virtuosa e ricca Alba, dove nello scorso anno – insieme a 4,5 milioni di euro di entrate in conto capitale – si erano registrati qualcosa come 19 milioni di introiti di natura tributaria (8,2 milioni dall’Imu; 5,2 dai rifiuti; 2 dall’addizionale comunale all’Irpef; 730mila euro dalla Tosap; 600mila dall’imposta su pubblicità e affissioni) e altri 6,5 milioni di entrate extra-tributarie (1,6 da infrazioni al Codice della Strada; 1,1 milioni dalla mensa; 700mila euro dalla sosta a pagamento; 500mila da affitti e attività commerciali; 200mila dalle rette degli asili).

"Tra queste voci ci sono certamente capitoli rispetto ai quali sappiamo già che i nostri conti subiranno forti riduzioni – conferma Ferrero –. Basti pensare all’imposta di soggiorno pagata dagli ospiti delle nostre strutture alberghiere ed extra-alberghiere, dove ad oggi non è irrealistico pensare a una riduzione del 70-80%. Fondi che venivano impiegati per la promozione e che in buona parte verranno meno. Oppure al capitolo delle multe, oltre 100mila euro al mese che vengono normalmente impiegate per investimenti sulla rete stradale: sono due mesi che le auto non girano. Discorso analogo per i parcheggi a pagamento, che abbiamo addirittura sospeso, dai quali verranno a mancare altri 120-150mila euro".

"Sulle altre è davvero difficile esprimersi, anche perché di mezzo c’è la tanto attesa Fase 2 con tutte le sue incognite. A luglio e a settembre ci sono le scadenze della Tari, per fare un esempio. Un’altra incertezza riguarda gli oneri di costruzione. E intanto non sappiamo cosa concretamente potrà mettere in campo il Governo. Siamo alla finestra – è l’amara conclusione –, come tutti, nell’attesa dell’uscita dall’emergenza che tutti auspichiamo".

I conti veri, in sostanza, sarà possibile farli da qui in avanti, ma il rischio che questa ricca stagione di avanzi e tesoretti sia giunta al termine è qualcosa in più che una possibilità.

Ezio Massucco

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