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Sanità | 23 aprile 2020, 12:25

Busca, l'assessore Caucino risponde a Tom Alfieri: "Sfogo inascoltabile, accuse immotivate, gratuite e pesanti alla Regione e alla mia persona"

"Evidentemente pontificare è molto più semplice che documentarsi e avere l’onestà intellettuale di riconoscere il lavoro altrui"

Chiara Caucino

Chiara Caucino

Lo sfogo social del sig. Tom Alfieri, Presidente dell’Ospedale di Busca è davvero inascoltabile, soprattutto quando rivolge alla Regione Piemonte accuse immotivate, gratuite e pesanti, riferendosi specificatamente alla mia persona” – rileva l’Assessore regionale Chiara Caucino. “In qualità di Assessore regionale al Welfare – è vero – ho preso parte, insieme ai Signori Prefetti, ai Presidenti di Provincia, ai Sindaci, ai Direttori delle ASL piemontesi a molti e lunghi tavoli finalizzati a monitorare e a conoscere nel dettaglio le maggiori criticità delle RSA rispetto alla gestione del Covid-19”.

In poco più di due settimane, sono state mappate circa 750 strutture presenti sul territorio piemontese, attraverso un’azione capillare mai effettuata prima in Piemonte al fine di attenzionare le realtà più critiche. Grazie agli interventi posti in essere in materia di personale (DGR 4-1141 del 20 marzo, bando dell’Unità di Crisi, messa a disposizione di parte della graduatoria ASL, richiesta di supporto dell’Esercito Italiano, etc.), si è cercato di prospettare soluzioni che rispondessero alla carenza di operatori assistenziali e sanitari che si stava palesando.

In tema di processazione dei tamponi, la Regione è passata in una settimana da 4.000 a 13.000 tamponi su ospiti e personale delle RSA. Inoltre, una Unità mobile dedicata sta contribuendo ogni giorno ad aumentare il numero di tamponamenti. E' poi disponibile un secondo mezzo, che verrà destinato ai tamponi di controllo per favorire il rientro in servizio del personale.

Precisa l’Assessore: “Evidentemente pontificare è molto più semplice che documentarsi e avere l’onestà intellettuale di riconoscere il lavoro altrui. A proposito del numero di tamponi, mi preme ricordare che, all’inizio della pandemia, le apparecchiature (di biologia molecolare) che potevano processarli erano 2, mentre oggi sono 20, i tamponi effettuabili ogni giorno erano al massimo 500, oggi 5.000! Al sig. Tom Alfieri segnalo banalmente che il problema non è quello di fare o non fare il tampone, ma di avere la strumentazione in grado di elaborarne i risultati. Oltre ogni immaginazione, inoltre, l’affermazione del sig. Alfieri, secondo cui le sue segnalazioni sarebbero state “ignorate”, posto che esiste abbondante carteggio a dimostrazione del contrario!"

L’area funzionale RSA, che mi pregio di coordinare politicamente, tra le moltissime cose fatte, istituiva immediatamente infatti una mail dedicata, affinché le residenze sanitarie assistenziali e le ASL potessero segnalare importanti criticità rispetto alle quali chiedere aiuto” Con richiesta del 06/04, la struttura del sig. Alfieri curiosamente richiedeva 3000 mascherine chirurgiche, 100 FFP2, tute DPI III per rischio batteriologico, 100 occhiali di protezione, 10 visiere schermo, 30.000 guanti monouso, 200 calzari e 500 camici visitatori monouso, scambiando evidentemente l’area funzionale per una centrale d’acquisti di dispositivi. Invero, il giorno 11/04 tale struttura riceveva risposta dall’area preposta dell’Unità di Crisi, differentemente da quanto erroneamente l’Alfieri sostiene, che rimarcava che erano già state fatte, sulla base della disponibilità, due distribuzioni capillari di mascherine da parte della Protezione Civile, che una terza era in corso e che i DPI di tipo squisitamente sanitario erano in numero minimo e a disposizione solo delle strutture sanitarie. Ma vi è di più. Rispetto alla scheda di monitoraggio di dettaglio, richiesta capillarmente alle singole strutture, il sig. Alfieri in data 14/04 rispondeva personalmente all’area funzionale che non era in grado di compilarla, essendo assente il Segretario Direttore per motivi ignoti e che avrebbe provveduto a inviarla appena possibile segnalando solamente un dato parziale relativo ai tamponi ed insufficiente ai fini del monitoraggio; un’ora dopo, l’area funzionale ribadiva l’importanza dell’invio della scheda con i dati completi come da richiesta. Successivamente, sempre il 14, lo stesso inviava il prospetto compilato, ma sempre e solo in alcune parti, rinviando l’integrazione dopo il 17/04, data di rientro, a suo dire, del Direttore. Il giorno seguente, l’area funzionale ricordava nuovamente la necessità di avere tempestivamente tutti i dati richiesti, soprattutto quelli relativi al personale e il sig. Alfieri ribadiva l’assenza del Segretario Direttore, ritenendo di aver già fornito, sempre a suo dire ed arbitrariamente, i dati salienti".

Tutto ciò a onor del vero, non potendo tollerare giudizi gratuiti ed infondati da coloro che non sempre hanno agito in un’ottica di collaborazione e dialogo, ribadendo che l’area funzionale ha svolto e svolge azione di supporto e aiuto in questa delicata fase emergenziale, ma certamente non di sostituzione, né rispetto alle ASL di competenza, né rispetto alle stesse RSA.

comunicato stampa

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