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Cuneo e valli | 23 aprile 2020, 06:11

La federazione di Cuneo del Partito Comunista ricorda il 25 aprile

Riceviamo e pubblichiamo

La federazione di Cuneo del Partito Comunista  ricorda il 25 aprile

La federazione di Cuneo del Partito Comunista ritiene doveroso ricordare chi – scegliendo di combattere la barbarie nazifascista – lottò e perse la vita per garantirci un futuro migliore. «La scelta partigiana e la lotta di Liberazione rappresentano valori sempre attuali, nonostante molti politici di destra tentino vigliaccamente di sminuirne il valore. Allo stesso tempo, noi comunisti vogliamo condannare le forze che si dichiarano genericamente “antifasciste” o “di sinistra” ma, nella pratica, svolgono azioni che sminuiscono, decontestualizzano e svuotano di significato la parola “Resistenza”. Il voto favorevole del Partito Democratico alla risoluzione dell’Unione Europea che equipara nazismo e comunismo è un macigno che graverà sul giudizio storico nei loro confronti».

Il Partito Comunista cuneese vuole combattere il revisionismo dilagante anche a livello provinciale, dove il ruolo dei partigiani delle Brigate Garibaldi viene istituzionalmente sminuito a favore di forze partigiane meno politicizzate.

A causa dell’emergenza Coronavirus le manifestazioni risultano annullate, ma la contingenza offre l’occasione di ricordare «chi, quotidianamente, svolge azioni di Resistenza: si tratta dei lavoratori sfruttati che sfidano il mare per raccogliere la frutta a 3€ l’ora, o che aspettano invano di ricevere la cassa integrazione, o che rischiano il contagio in fabbriche che non rispettano le norme di contenimento dell’epidemia – producendo tra l’altro beni di dubbia necessità. Anche la produzione di mascherine di cotone da parte del gruppo Miroglio - sbandierate come “atto di grande generosità” ma rivelatesi totalmente inadeguate a proteggere dal contagio, come peraltro riportato sull’etichetta – si è rivelata l’ennesima passerella dei politici asserviti ai dettami di Confindustria. È inoltre necessario porre l’accento sulla Resistenza del personale sanitario, decimato da anni e anni di politiche di tagli alla sanità e costretto ad operare in condizioni alquanto precarie, frutto di una politica miope e volta alla massimizzazione dei profitti degli imprenditori privati».

In conclusione, il Partito Comunista cuneese ricorda la generosità del personale medico e sanitario proveniente dalla Repubblica di Cuba: «Il sistema sanitario italiano è al collasso e i paesi capitalistici non hanno avuto alcuna intenzione di darci una mano. L’unico aiuto concreto e disinteressato è giunto dalla socialista Cuba, il solo paese al mondo dove la sanità è davvero di “eccellenza”, sia dal punto di vista delle cure sia per quel che riguarda l’accessibilità. Nonostante il criminale blocco economico imposto dagli Stati Uniti – paese “delle libertà”, dove chi non possiede un’assicurazione privata viene lasciato morire per strada – Cuba resiste nel migliore dei modi, esportando il proprio modello di civiltà nei paesi in difficoltà, che in questo momento sentono sulla loro pelle le logiche spietate del capitalismo. Ringraziamo fraternamente i componenti della delegazione sanitaria cubana giunti in Piemonte e Lombardia e aderiamo alla campagna #CubaRespira, volta all’eliminazione del criminale embargo nei confronti del paese. Mentre il blocco economico ammazza i popoli, Cuba salva le vite. Nel mondo operano già venti brigate sanitarie Henry Reeve – composte da 425 medici, 722 infermieri e 50 tecnici - che si battono per la vita dei contagiati da Covid – 19».


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