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Cuneo e valli | 23 aprile 2020, 09:47

Sono quattro i pazienti in quarantena o isolamento nell’Hotel Ligure di Cuneo

Il presidente del Consorzio assistenziale: “Potrebbero aumentare nei prossimi giorni. Per ora è l’unica struttura che ha aderito al progetto, non escludiamo di cercarne altre, magari in periferia”

Sono quattro i pazienti in quarantena o isolamento nell’Hotel Ligure di Cuneo


Per adesso sono quattro le persone che rientrano nel progetto C’È UN POSTO PER... #IONONPOSSORESTAREACASAMIA, che si svolge presso l’Hotel Ligure a Cuneo, promosso dal Comune di Cuneo e dal Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese, in collaborazione e sinergia con Confcommercio Cuneo, ASL CN1 e ASO Santa Croce e Carle, ma si prevede che aumenteranno, anche perché le camere a disposizione sono 25.

“Noi siamo pronti ad ospitare altre persone, come prevede il progetto - ribadisce Giancarlo Arneodo, presidente del Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese che comprende 53 comuni della Granda -. Innanzi tutto ringrazio i proprietari dell’Hotel Ligure che, per ora, è l’unica struttura ad aver dato la sua disponibilità alla ricerca effettuata sul territorio da parte di Confcommercio Cuneo. Ospiteranno le persone che devono svolgere un periodo di quarantena o un isolamento fiduciario, senza bisogno di ospedalizzazione, e non lo possono fare a casa loro perché non sussistono adeguate condizioni”.

Per esempio i medici o gli infermieri che in questo ultimo periodo hanno preso servizo negli ospedali di Cuneo e vivono in affitto con altri colleghi, oppure chi a casa ha persone fragili - malati, anziani o bambini - e non è in grado di garantire a se stesso e ai familiari le giuste indicazioni di sicurezza.

“Voglio ribadire - prosegue il presidente Arneodo - che gli ospiti non possono assolutamente allontanarsi dalla loro stanza fino a quando non saranno considerati del tutto guariti dal contagio del Covid-19”.

Un progetto, quello del Consorzio Cuneese che si è allineato in maniera celere con quanto condiviso e sostenuto da molti eminenti infettivologi a livello nazionale, che hanno valutato l’opportunità di far svolgere la quarantena in alberghi appositamente predisposti, dove ospitare pazienti che non richiedono un’assistenza ospedaliera.

Ogni ospite dovrebbe fermarsi presso l’hotel Ligure pressapoco quindici giorni, che è il tempo necessario in cui solitamente il paziente ha due tamponi negativi a distanza di qualche ora e quindi, solo in quel caso viene considerato guarito.

Per la pulizia dei locali e per l'assistenza, è impegnato personale specializzato, l’unico autorizzato ad entrare nella struttura seguendo un rigido protocollo di sicurezza sia durante la visita del paziente sia per quando esce.

Non è escluso che si cerchi disponibilità di altre strutture alberghiere per accogliere i pazienti.

“Per ora non ne abbiamo bisogno, tutto dipenderà dalle esigenze che nasceranno in futuro. Nel progetto per ora rientra solo l’hotel Ligure, so che i cuneesi che vivono accanto alla struttura hanno ribadito i loro timori per la vicinanza alla struttura. In effetti, avessimo potuto scegliere, si sarebbe potuto ospitare i pazienti in una zona meno centrale ma, come detto, l’hotel Ligure è l’unico che ci ha dato la disponibilità”.

Agli ospiti - in linea con quanto previsto dal Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’Asl - è garantita una camera singola con bagno privato, dove rimangono per tutto il periodo e come già detto senza circolare nella struttura né uscire in strada. Il loro contatto con l’esterno avviene esclusivamente attraverso gli operatori incaricati del progetto che, dotati di tutti i necessari dispositivi di protezione individuali, consegnano loro i pasti - confezionati in monoporzioni sigillate fuori dalla struttura alberghiera -, rilevano quotidianamente la temperatura corporea e provvedono ad eventuali altre necessità.

“Per esempio - sottolinea il presidente Giancarlo Arneodo - gli operatori che vedono e parlano con gli ospiti, pongono anche molta attenzione al lato psicologico, visto il periodo difficile dal punto di vista fisico e psichico che stanno attraversando”.

L’iniziativa è stata realizzata grazie al contributo di complessivi 55 mila euro che la Fondazione CRC ha deliberato a favore del Consorzio e del Comune di Cuneo nell’ambito del Bando Emergenza per il sociale.

“Queste risorse - conclude il presidente - serviranno a coprire i costi per i pasti, le pulizie, i cambi biancheria, la sanificazione, gli operatori che intervengono con i necessari DPI e al rimborso della struttura alberghiera per la disponibilità delle camere. Inoltre agli ospiti che ne avranno la possibilità, verrà richiesta una compartecipazione sui costi dei pasti”.

NaMur

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