Che lo stato centrale non lasci soli i Comuni nelle successive fasi della lotta sanitaria al Covid-19, nelle quali si dovrà allo stesso tempo sostenere la ripresa delle attività produttive del territorio e lavorare alla tenuta di bilancio dei Comuni stessi.
E' questa, in sintesi, la richiesta avanzata dai gruppi consiliari della città di Cuneo "Centro per Cuneo lista civica", "Cuneo Solidale Democratica", "Crescere Insieme" e "Partito Democratico". Richiesta che troverà risposta nella serata di consiglio comunale a distanza in programma per lunedì 27 aprile prossimo.
Il documento sottolinea le profonde ferite che la pandemia da nuovo Coronavirus ha già impresso sul territorio nazionale, regionale, provinciale e comunale sia in campo sanitario che economico. Gli effetti a lungo termine del lockdown sono drammatici per le attività produttive del territorio e l'incertezza in merito alla possibilità (comunque scarsa) di tornare nell'immediato futuro ai livelli produttivi pre-pandemia rende il tutto ancora più complesso.
Emblematico in questo senso il risultato ottenuto dall'attività di solidarietà alimentare messa in campo dal Comune di Cuneo nel corso delle scorse settimane: l'80% delle richieste evase in dodici giorni è arrivato da nuovi poveri, prima sconosciuti ai servizi sociali.
La ripresa si prospetta insomma - come ormai è stato detto e ripetuto più volte - lenta e difficile. E le perdite sul bilancio comunale dell'anno in corso sono già stimate per 5 milioni di euro: è quindi necessario - per gli scriventi - che l'amministrazione prenda una posizione nella trattativa tra ANCI, UPI e governo centrale perché le fasi 2 e 3 siano approcciate fornendo risposte chiare a province, comuni e città metropolitane.
Nella trattativa si è richiesta la possibilità di utilizzare gli spazi già presenti nei bilanci in modo più flessibile - in particolar modo con un più ampio ricorso agli avanzi di amministrazione e con la riduzione della quota di accantonamento del Fondo crediti difficilmente esigibili. Si chiede poi che il governo, appurato il superamento momentaneo del "patto di stabilità europeo", estenda anche agli enti locali l'opzione del mancato vincolo di bilancio e che si rivedano in modo straordinario le norme del Codice appalti perché sia più agile l'investimento dei fondi pubblici in aziende dei territori di riferimento.
Servono, insomma, risorse adeguate e strumenti di bilancio meno stringenti, condizioni raggiungibili secondo i tre gruppi consiliari solo con il Comune schierato a fianco di ANCI nella trattativa e allo stesso tempo portavoce delle istanze presentate nel documento presso tutte le autorità politiche legate al territorio locale.