Saviglianese - 24 aprile 2020, 18:30

"Vorrei contagiarvi con il mio virus della gioia!", un'ospite della Residenza Chianoc di Savigliano racconta come ha vissuto l'emergenza Covid 19 all'interno della struttura

In una lettera spiega i suoi primi cinque mesi come ospite della casa di riposo saviglianese

Un'ospite della casa di riposo Chianoc di Savigliano racconta la sua esperienza all'interno della residenza per anziani proprio durante il periodo del Coronavirus.

La lettera, data 22 aprile, riassume i suoi primi cinque mesi come ospite della struttura. Un messaggio di positività e di speranza per il futuro post emergenza sanitaria.

"Oggi è il 22 Aprile 2020 e sono 5 mesi che mi trovo nella casa di riposo “Chianoc” di Savigliano. Premetto che sono venuta di mia volontà, perché per le vicissitudini familiari susseguitesi, non avevo più motivo di stare a casa da sola. (in quanto i miei conviventi lavoravano, e io mi sentivo di essere per loro, una “palla al piede”...).Di mia natura sono un’ottimista, per cui non ho pensato neanche un momento che avrei potuto avere qualche difficoltà ad inserirmi, ma, come sono entrata in questa casa, ho sentito che ero a “casa mia”. Accolta subito dalla cordialissima Direttrice sono andata nella mia stanza, dove ho incontrato la mia amabilissima vicina di stanza. Oltre ad essere in compagnia, mi sento di essere con degli amici d’infanzia perché abbiamo gli stessi ricordi di bambini, abbiamo lo stesso tipo di educazione sia civica che religiosa, lo stesso rispetto reciproco! Certamente non tutti gli ospiti condividono la mia gioia di essere qui, perché per qualcuno essere “vecchi” è di per se una condanna!Vedeste invece come questi novantenni, o quasi, sono in gamba e svelti di mente, mi hanno fatta sentire molto più vitale di quando ero a casa. Se poi voglio parlare del personale che si prende cura di noi, si va nell’anticamera del paradiso!La mia professione è stata di “pianista accompagnatrice” al conservatorio di Torino. Quando si è sparsa la voce che c’era una nonnina che suonava, una cara infermiera ha portato, e donato alla casa, una tastiera! Non dico l’emozione che mi ha dato rimettere le mani sui tasti dopo 20 anni! Le infermiere mi hanno subito coinvolta in un video per accompagnare il loro canto, è stato bellissimo.Una cosa che mi preme di sottolineare è la fede in Dio che mi è stata insegnata fin da piccina, fede che nel tempo è cresciuta in me e mi ha fatto mettere la mia vita nelle sue mani, perché in lui è ogni nostro bene.Quindi mentre ringrazio Dio, ogni giorno per come mi ha condotta fino a 80 anni, non finisco di ringraziarlo per la gioia che mi ha ancora riservato nella mia vecchiaia.Grazie a tutte le persone generose che ci coccolano e ci danno tutto quello che ci aiuta a stare bene. Grazie a tutti gli amici e le amiche che abitano vicino a me, e per il quale sento un affetto tanto grande.Vorrei contagiarvi tutti con il mio “virus della gioia”!!!Mi sto accorgendo che in questo mio “mini diario” sto unicamente tessendo le lodi della casa, ma per me è così.Purtroppo alcuni ospiti non sono venuti per rimanerci, ma solo per una breve convalescenza, però essendo capitata in questo momento di epidemia non sono potuti rientrare alle loro case. Anche in tempi precedenti il virus, molti sono rimasti loro malgrado e non vedono che anche se in certe circostanze non ci può essere la perfezione, il grande lavoro di ogni giorno svolto dalle OSS con gli ospiti e infermi non impedisce di essere gentili e disponibili. A proposito del virus, tutti i miei amici e parenti hanno elogiato il comportamento della nostra direttrice e delle sue collaboratrici, per la nostra protezione.In verità sono quasi 2 mesi che queste creature non hanno più avuto un sabato o una domenica! Pensavo che in casa di riposo mi sarei un po’ annoiata così con un rifornimento di “settimana enigmistica” un mazzo di carte per fare un solitario, un bel cellulare fornitomi da mio nipote, ho trascorso la mia prima settimana. Mi pareva di essere in villeggiatura....Nei primi mesi con il mio carrello ho perlustrato tutta la zona ospedale, Pieve, Piazzad’armi, scoprendo così come tanti passaggi pedonali permettano tante belle camminate. I primi amici sono stati i compagni di tavolo e poi le conoscenze si sono ampliate e ho trovato persone gentili che mi hanno subito accettata. Perfino mi hanno coinvolta in divertenti partite a “scopa d’asso”, loro, giocatori, con una “mezza tacca” come me!Le mie amiche che vivono nel mondo, non vedevano di buon occhio il mio ingresso in casa di riposo: “tra un mese ti troverai senza più interesse per la vita”, mi dicevano....ora vedendo che più passa il tempo, e più io sono contenta della decisione presa, che ora quasi quasi mi invidiano! E’ bello vivere il tempo che Dio mi concederà, senza pensieri e attorniata da tante persone care! Che Dio ci conceda la salute del corpo e la pace del cuore!"

Redazione