Agricoltura - 28 aprile 2020, 07:30

Associazioni Fondiarie del Piemonte: strumento prezioso per recuperare i terreni incolti nelle terre alte e collinari (FOTO)

Le prime sono nate spontaneamente nel 2012. Poi, nel 2016 grazie all’impegno dell’allora assessore regionale allo Sviluppo della Montagna, Alberto Valmaggia, la Legge 21 ha definito i criteri normativi per il loro funzionamento. In provincia di Cuneo ora sono 17. Nel 2018 c’è anche stato un primo bando per sostenerle, con l’assegnazione di 218 mila euro. L’attività è proseguita con l’attuale assessore Fabio Carosso. Il bando 2019 ha messo in campo, per il momento, 132 mila euro. Le Associazioni sono seguite dai tecnici del settore Sviluppo della Montagna della Regione

I terreni dell'Associazione Fondiaria Santa Maria di Morinesio di Stroppo prima e dopo la loro gestione a pascolo (Foto di Enrico Raina e Mauro Bertolino)

In Piemonte, le prime Associazioni Fondiarie (Asfo) sono nate spontaneamente nel 2012. Con uno scopo lungimirante: consentire la ricucitura e il recupero dei tanti terreni agricoli frazionati e incolti che erano presenti nelle terre alte e nelle zone collinari, per renderli nuovamente produttivi e, di conseguenza, appetibili al riuso.

Grazie alla gestione associata delle aree abbandonate si è innescato un meccanismo virtuoso di riqualificazione e valorizzazione del patrimonio fondiario nelle zone marginali del territorio, ottenendo, nel contempo, la tutela dell’ambiente, la salvaguardia del paesaggio e la prevenzione rispetto ai rischi idrogeologici e agli incendi.

Nel novembre 2016, la Regione Piemonte, grazie all’impegno della Giunta Chiamparino e dell’allora assessore allo Sviluppo della Montagna, Alberto Valmaggia, attraverso la Legge 21, ha ufficializzato la costituzione delle Associazioni Fondiarie e ha preso formalmente il via l’ambizioso progetto. Inoltre, attraverso l’entrata in vigore del provvedimento sono stati definiti i criteri e i riferimenti normativi per la loro istituzione e operatività.

A distanza di qualche anno l’importante esperimento di gestione comunitaria del territorio ha dato e sta dando buoni frutti. Senza interferire con il diritto di proprietà di quanti conferiscono i terreni, che viene mantenuto, le Associazioni, in modo intelligente ed efficace, stanno rivitalizzando l’attività agro-silvo-pastorale, il turismo e le produzioni locali. Garantendo il raggiungimento di alcuni traguardi importanti: la conservazione del paesaggio; il recupero produttivo dei terreni incolti e la riqualificazione delle aree frammentate e abbandonate.

A oggi le Associazioni Fondiarie costituite a livello regionale sono oltre una trentina distribuite nelle province di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Torino, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola.  

LE ASSOCIAZIONI FONDIARIE NELLA “GRANDA”

In provincia di Cuneo le Associazioni Fondiarie, nate a partire dal 2012, sono 17. Si tratta delle Asfo: Carnino di Briga Alta (costituita nel 2012); Upega di Briga Alta e Ritorno ai Prati di Ostana (2013); Montemale di Montemale (2014); Le Viozene di Ormea e Macra di Macra (2015); Santa Maria di Morinesio di Stroppo e I Menou di Melle (2016); Valli Libere di Rittana, Pamparà di Ormea e Valle Infernotto di Barge (2018); Terre dei Ciabot di Torre Bormida, Ritorno al Futuro di Arguello, Terre di Mezzo di Busca; La Granda di Feisoglio, Rocca Bianca di Monesiglio e quella del Monregalese con sede a Niella Tanaro (2019).

Per quanto riguarda le Associazioni cuneesi, la maggior parte dei terreni conferiti vengono dedicati ai pascoli. In misura minore sono gestiti attraverso la produzione frutticola, quella orticola e il bosco. Nella Langa, invece, il recupero delle aree è orientato alla valorizzazione dei noccioleti e dei vigneti.  

I BANDI DELLA REGIONE A SOSTEGNO DELLE ASSOCIAZIONI FONDIARIE

La Regione, fino a ora, attraverso il lavoro dei tecnici del settore Sviluppo della Montagna, ha previsto due bandi per finanziare le Associazioni Fondiarie. Con obiettivo, un paio di interventi. Il primo: la copertura dei costi per istituirle e delle spese necessarie a elaborare i Piani di gestione e di miglioramento fondiario dei terreni conferiti. Il secondo: assegnare il contributo una tantum di 500 euro a ettaro a favore dei proprietari delle superfici o gli aventi diritti sulle stesse aree che le hanno concesse alle Associazioni per il periodo minimo di 15 anni.

Nel 2018, con assessore Alberto Valmaggia, sono state finanziate tutte le undici domande presentate, stanziando 218.541 euro. In provincia di Cuneo hanno ricevuto il contributo sei Asfo: Carnino (34.084 euro); Montemale (8.205 euro); Macra (35.235 euro); I Menou (5.000 euro); Upega (31.093 euro); Santa Maria di Morinesio (17.992 euro). Il totale assegnato è stato di 131.609 euro.

Il secondo bando del 2019, con assessore Fabio Carosso, metteva a disposizione 132 mila euro. Dal territorio piemontese sono arrivate richieste per 242 mila euro. La graduatoria ha ottenuto l’approvazione nei giorni scorsi. La scelta è stata di finanziare, inizialmente, tutte le domande riguardanti la copertura delle spese per costituire gli organismi e per redigere i Piani di gestione e di miglioramento fondiario e le prime quattro che “premiavano” i privati conferitori dei terreni per almeno 15 anni. In totale 13 istanze.

Nella provincia di Cuneo hanno avuto il finanziamento le Asfo:  Ritorno al Futuro di Arguello (1.522 euro); Valle Infernotto di Barge (5.288 euro); Terre di Mezzo di Busca (5.236 euro) e Ritorno ai Prati di Ostana (4.973 euro). Per complessivi  17.019 euro messi in campo. L’obiettivo dell’assessorato, però, appena saranno individuate le risorse mancanti, è quello di finanziare tutte le domande pervenute.     

“Le associazioni Fondiarie - sottolinea l’attuale assessore allo Sviluppo della Montagna della Giunta Cirio, Fabio Carosso - nate con l’obiettivo di contrastare il fenomeno della parcellizzazione fondiaria territoriale e di recuperare i terreni incolti e abbandonati, sono sempre state seguite attentamente dalla Regione. La superficie complessiva recuperata si può stimare in duemila ettari, in prevalenza localizzati nelle zone montane e collinari. Con circa 800 soci coinvolti nel conferimento dei terreni. Le attività svolte principalmente sono a indirizzo pastorale, forestale, orticolo e coltivazione di piccoli frutti ed erbe officinali”.     

LE RISORSE ARRIVANO ANCHE DAI GRUPPI DI AZIONE LOCALE (GAL) CON I FONDI DEL PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE (PSR)

Nel 2019 anche i Gruppi di Azione Locale (Gal) hanno attivato dei bandi a sostegno delle Asfo, utilizzando le risorse rese disponibili dal Programma di Sviluppo Rurale (Psr) 2014-2020 attraverso l’operazione 4.3.11 “Investimenti a favore dell’associazionismo e della ricomposizione fondiaria per il recupero e la valorizzazione delle superfici agricole e forestali attraverso iniziative di carattere collettivo”.

Gli interventi  finanziati hanno in cantiere il riutilizzo dei terreni incolti da destinare a pascolo ovi-caprino, a coltivazioni orticole e tartufaie, al ripristino di muretti a secco per la produzione delle mandorle, alla valorizzazione delle colture di nocciolo, alla preparazione dei terreni per l’impianto di vigneti sperimentali.

Il Gal Tradizione delle Terre Occitane, con sede a Caraglio, ha assegnato i contributi alle Asfo: Montemale (27.366 euro); I Menou (27.520 euro); Terre di Mezzo (27.999 euro); Macra (27.317 euro) e Valle Infernotto (9.765 euro).

Il Gal Langhe Roero Leader, con sede a Bossolasco, ha finanziato le Asfo: Terre dei Ciabot (61.722 euro); Ritorno al Futuro di Arguello (71.428 euro); La Granda di Feisoglio (23.970 euro) e Rocca Bianca di Monesiglio (87.500 euro).

Il Gal Valle Gesso Vermenagna Pesio, con sede legale a Robilante e sede operativa a Peveragno,  ha aperto il bando in questi giorni, con scadenza delle domande fissata al 30 giugno 2020.          

I terreni prima della nascita dell'Associazione Fondiaria Santa Maria di Morinesio di Stroppo (foto di Enrico Raina)

I terreni dopo la nascita dell'Associazione Fondiaria Santa Maria di Morinesio di Stroppo con la loro gestione a pascolo (foto di Mauro Bertolino)

L'ex assessore allo Sviluppo della Montagna, Alberto Valmaggia

L'attuale assessore allo Sviluppo della Montagna, Fabio Carosso

Sergio Peirone