Spazio antivirale - 02 maggio 2020, 19:15

Il mio balcone sconfinato dentro casa

Ero abituata ad avere molti impegni, quasi tutti fuori casa e, dall’oggi al domani, sono rimasta isolata, nel mio monolocale piccolissimo e, per di più, senza balcone

Il mio balcone sconfinato dentro casa

Inizia la fase due: sarà una ripartenza protetta.

Gli psicologi del Trauma Center ci offriranno qualche spunto per ripartire e fare tesoro dell’esperienza vissuta finora e valorizzare quanto abbiamo imparato nella fatica della quarantena.

Gli psicologi del Trauma Center sono contattabili dal 4 al 18 maggio dal lunedì al giovedì dalle 11 alle 12.30 

All’inizio della pandemia, mi sono sentita in prigione.

Ero abituata ad avere molti impegni, quasi tutti fuori casa e, dall’oggi al domani, sono rimasta isolata, nel mio monolocale piccolissimo e, per di più, senza balcone.

Poi, piano piano, ho trovato il mio adattamento che può essere racchiuso nelle parole di Cristicchi “anche in un chicco di grano si nasconde l’universo”. Ho capito quanto vasto poteva essere lo spazio fra quattro mura e in casa mia si è aperto un mondo. Ho scoperto cose che non avrei fatto, fra cui tagliarmi i capelli da sola, praticare yoga, vedere trentatré film, scrivere per questa rubrica e persino realizzare dei video.

Ho visto abbattersi distanze sia fisiche che mentali: faccio pilates su skype con un’amica di Venezia, mi confronto su libri di viaggio con amici viaggiatori ed è come viaggiare un po’.

Non dico che sia un idillio e non è una situazione che avrei scelto, ma penso che “guardare nelle pieghe” di questa piccola esistenza sia stata un’opportunità.

 

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