Partita la Fase 2. Ma nelle Rsa, sempre al centro dell'attenzione per i decessi, i tamponi, la tutela degli anziani considerati i più a rischio contagio, le norme di prevenzione antiCovid 19 vietano l’accesso ad esterni nelle strutture, ancora fino a fine maggio.
Da due mesi ospiti e famigliari non si incontrano, se non attraverso le videochiamate.
Per venire incontro al loro bisogno di vedersi la Residenza Tapparelli di Saluzzo vara la sua “Fase 2”: un progetto sperimentale di incontri in sicurezza (autorizzato dalla direzione sanitaria) all’insegna di ”Incontriamoci nel parco”.
A partire da oggi lunedì 4 maggio ospiti e parenti, su appuntamento, potranno parlarsi e vedersi al cancello dell’ingresso della Residenza (in corrispondenza del Centro diurno e del parcheggio).
Tutto avviene secondo le norme di sicurezza (con dispositivi di protezione e mascherina) ed il cancello è stato protetto ulteriormente, per tutta la lunghezza, da un pannello di plexiglass.
Gli ospiti verranno accompagnati dagli operatori, a turno in base al padiglione, alla loro salute e meteo permettendo, tre giorni la settimana: il lunedì, mercoledì e venerdì. L'iniziativa è facilitata anche grazie alla possibilità di accesso al cancello, attraverso questo padiglione interno dell’immobile.
La prenotazione per le visite va fatta via what app al numero 338 7708907.
“Non cesseranno le video-chiamate – spiegano dall’Ente – ma questo progetto che è in fase sperimentale e che verrà affinato strada facendo, vuole dare qualcosa in più a livello qualitativo e umano in funzione del benessere degli ospiti e dei loro cari. Vedendosi di persona ci si renderà conto meglio della situazione reale e potranno diminuire le comprensibili preoccupazioni (“Mi sembra più magro, lo vedo più pallido”) che spesso si hanno e che schermo di un telefonino a volte non attenua".
Al cancello potranno parlarsi per una decina di minuti ( nei turni dalle 9,30 alle 11 e dalle 15 alle 17).
"Con le risorse che abbiamo, anche in questo momento di chiusura per il perdurare dell’emergenza nei confronti degli anziani, la residenza vuole essere sempre più aperta verso la famiglie".
Il progetto, che è stato accolto con vera gioia da parenti ed ospiti, può servire come modello per altre strutture dove il perdurare della chiusura preventiva, diventa una sofferenza per entrambi.