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Cronaca | 04 maggio 2020, 12:01

Quarantena obbligatoria per chi entra in Francia? Da oggi a Cannes obbligatorio l’uso delle mascherine

Affitti turistici, minimo 7 giorni: se ne discute stamattina in Consiglio Municipale di Nizza. Epidemia, un docente universitario dell’Università di Nizza, di origine italiana, punta il dito contro la crisi climatica e le violenze all’ambiente. I dati dell'epidemia

Controlli di Polizia ieri a Nizza

Controlli di Polizia ieri a Nizza

Parte oggi, in Parlamento, la discussione di un disegno di legge che prevede, fra le altre misure, la possibilità di porre in quarantena obbligatoria quanti entreranno in Francia. La norma prevede l’obbligo di residenza coatta di quattordici giorni e l’isolamento per i positivi che, in caso di inottemperanza, saranno sanzionati. Nessun provvedimento per quanti sono stati testati positivi o già si trovano sul territorio nazionale: per costoro, ha sottolineato il Ministro, ci si rimette al buon senso e al civismo.

L’isolamento dei malati è dunque richiesto, ma non imposto, anche se il Governo preferirebbe misure più severe. Prevista anche l’opportunità, per i positivi al coronavirus, di evitare un lungo confinamento ai loro conviventi, accedendo gratuitamente a degli hotel che sono stati requisiti.

Contro la proposta di legge si rincorrono proteste e prese di posizione sulle reti sociali: viene fatto notare come questa misura si possa rivelare un pesante danno per il turismo, soprattutto tenendo conto che altri Stati si limiteranno alla misurazione della temperatura, eventualmente rinforzata dall’esibizione di un test PRC, mediante la ricerca di anticorpi.

Per Paolo Guidetti, professore di ecologia all'Università di Nizza, originario di Genova, è intervenuto sulle cause e le conseguenze dell’epidemia.
Secondo il docente e ricercatore universitario il pangolino e il pipistrello sono innocenti, l’epidemia sarebbe stata interamente prodotta dall’uomo.

Secondo il docente, che è direttore del laboratorio di socio ecologia, la causa è da ricercarsi nella distruzione dell’ambiente naturale alla ricerca di risorse alimentari che ha modificato l’habitat destinandolo ad agricolture invasive e intensive. Così animali da allevamento ed essere umani sarebbero stati esposti ad agenti patogeni finora sconosciuti. Il ricercatore ritiene che “la crisi sanitaria del Coronavirus e la crisi climatica evidenziano la fragilità delle nostre attuali società: immaginiamo se ci fosse una carenza di cibo anziché una carenza di mascherine. Coloro che vivono nelle grandi città e in alcuni stati privati delle aree produttive pagherebbero in modo pesante.

Il principato di Monaco ha delegato la cosa più essenziale: la produzione di cibo. La popolazione residente dipende quasi interamente per il cibo da ciò che viene coltivato, allevato, pescato altrove. Se domani, per una ragione o per l'altra, non sarà più possibile importare, alla gente mancherà l'essenziale. Stessa cosa per Plaine du Var a Nizza, che un tempo era la zona più produttiva”. Nell’intervista, riportata da France 3, il ricercatore ritiene che “Questa crisi sia un’opportunità. Non è lungimirante dipendere dagli altri per settori vitali, come il cibo e la salute. Ecco perché dobbiamo rivalutare l’attività di produzione locale. La crisi sanitaria deve incoraggiare le persone a produrre e consumare in modo diverso”.

Consiglio Municipale questa mattina a Nizza, con all’ordine del giorno anche un provvedimento per limitare ad un minimo di sette giorni gli affitti degli alloggi con finalità turistica. Il Sindaco di Nizza, con questo provvedimento, intende limitare la circolazione delle persone ed anche assicurare la pulizia, la disinfezione e la sanificazione degli alloggi prima di ogni cambio. Non ci stanno a questo provvedimento i proprietari degli alloggi e i principali gruppi che li rappresentano. Secondo loro, gli affittuari Airbnb assicurano in ogni caso sanificazioni e pulizia degli ambienti e ritengono che limitare ad un minimo di sette giorni gli affitti non farebbe altro che spingere altrove quanti intendono locare, per periodi inferiori, un appartamento. La diminuzione delle richieste di affitto, secondo i proprietari di alloggi, si abbatte per il 74%, su realtà nizzarde che vedono ridurre di molto i loro proventi. Per le associazioni associazioni di categoria, l'imposizione di un numero minimo di notti nelle case vacanza non favorisce il rilancio del turismo e dell'economia locale.

Il Comune di Cannes ha terminato la distribuzione di mascherine a tutta la popolazione (oltre 112 mila) ed il Sindaco ha adottato un’ordinanza che dispone, a partire da oggi, lunedì 4 maggio, di indossare la mascherina in situazioni e luoghi a rischio o ad alta intensità di presenza umana, come i trasporti pubblici, le reception degli uffici pubblici, le strade pedonali, le aree di attesa di fronte a determinati luoghi quali le scuole, i negozi, i mercati e i negozi.
La disposizione temporanea mira a incoraggiare l'uso delle mascherine per consentire di riprendere una vita sociale ed economica continuando a combattere contro la diffusione del virus.
Il decreto municipale sull'uso delle maschere mira anche a proteggere commercianti e artigiani, i loro dipendenti, i loro fornitori e tutti i clienti. Il Comune di Cannes comunica anche che, nell’ipotesi vi fosse la necessità di ottenere delle mascherine, ci si può rivolgere ad "Allô masques" al numero 0810021022 o scrivere una mail a allomasques@ville-cannes.fr

Ieri sera sono stati resi noti alcuni dati relativi all’epidemia e altri sono stati oggetto di una conferenza stampa.
Dal 21 gennaio 2020, 131.287 casi di COVID-19 sono stati accertati (+ 308 nuovi casi rispetto al 2 maggio), comprensivi di 24.895 decessi (+ 135 rispetto a ieri, di cui + 101 in ospedale), comprensivi dei deceduti nelle case di riposo che sono 12.563. Nelle case di riposo i casi positivi sono 70.767.

Il bollettino della Regione Provence-Alpes-Côte d’Azur ieri sera non è stato pubblicato. Il numero delle persone infettate dal coronavirus Covid 19, alla data del 2 maggio, è di 14.989 (+ 99 rispetto al giorno precedente). Resi noti i numeri dei ricoverati in ospedale che sono 1.503 (-1) di cui 237 (- 1) in rianimazione. Il totale dei morti, in ospedale, nella regione è salito a 713 (+ 5).

Nel Dipartimento delle Alpi Marittime, alla data del 3 maggio le persone ricoverate in ospedale sono 200 di cui 33 in rianimazione. Le persone decedute, in ospedale, sono 136 e quelle dimesse 484.

Nel Principato di Monaco sono zero i nuovi casi, il totale delle persone positive al Covid-19 é così di 95 delle quali 78 guarite. Le persone ricoverate in ospedale 2 delle quali 1 in rianimazione. Il numero dei deceduti è di 3.  

Beppe Tassone (www.montecarlonews.it)

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