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Attualità | 05 maggio 2020, 19:33

"A Cuneo una Giunta da "sei politico" e non da "dieci e lode": si deve fare di più"

I consiglieri Bongiovanni, Coggiola, Garnero, Lauria, Menardi e Peano scrivono dopo la bocciatura dei loro ordini del giorno in consiglio comunale: "Se in questo periodo storico non si viene incontro alle imprese anche con una fiscalità locale più amichevole, come si potrà pretendere di salvare le migliaia di posti di lavoro a rischio?"

Foto generica

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"Perché pretendere che le attività commerciali che sono state costrette a chiudere a causa del Coronavirus debbano pagare tutti quanti i dodici mesi della tassa sui rifiuti quando non hanno, in questo periodo, prodotto praticamente alcun rifiuto? Idem per la tassa di occupazione del suolo pubblico, per le attività che sono soggette a tale tributo. Se in questo periodo storico non si viene incontro alle imprese anche con una fiscalità locale più amichevole, come si potrà pretendere di salvare le migliaia di posti di lavoro a rischio anche qui a Cuneo?"

E' questo il cuore della lettera che i consiglieri comunali di Cuneo Valter Bongiovanni, Alberto Coggiola, Massimo Garnero, "Beppe" Lauria, Laura Menardi e Laura Peano hanno sottoscritto a seguito della bocciatura degli ordini del giorno - incentrati sulla sospensione o l'annullamento dei tributi locali relativi al periodo di restrizioni vissuto dai cuneesi nella "fase 1" - durante l'ultimo consiglio comunale della città.

Gli scriventi sottolineano come l'amministrazione si limiti a fare "il compitino nei confronti delle imprese del territorio", spostando di qualche mese la scadenza di alcuni tributi "invece di cercare di venire realmente incontro alle esigenze del comparto produttivo".

"Pur comprendendo come i comuni abbiano un margine relativamente ristretto per sostenere l’economia cittadina - si legge ancora nella lettera - , si deve fare di più e, ad esempio, per quel che riguarda l’imposta di soggiorno è assurdo non averla cancellata per l’anno in corso visto che è solo un onere burocratico che comporta poco per le casse comunali. Tale cancellazione poteva essere interpretata in prima battuta come un “bel gesto” nei confronti dei turisti cuneesi. In subordine, anche l’eventuale decisione di lasciarne i proventi agli albergatori e a tutta la categoria dell’accoglienza, poteva essere un atto di generosità da parte dell’attuale amministrazione comunale".

"Ci dispiace, per i tanti cittadini e imprenditori che meriterebbero molto di più dalla politica, la quale spesso si limita all’ordinario quando invece serve lo straordinario" concludono i consiglieri.

redazione

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