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Attualità | 05 maggio 2020, 07:59

Fase 2 a Ceva: le 5 ricette dell'opposizione per la ripartenza

Riduzione della Tari, suolo pubblico gratuito, riapertura della rifiuteria delle Mollere, utilizzo della mascherina obbligatorio e maggior comunicazione tra maggioranza e minoranza

Fase 2 a Ceva: le 5 ricette dell'opposizione per la ripartenza

In Piemonte, come nel resto d'Italia, è scattata da ieri la cosiddetta Fase 2 e anche la città di Ceva ha iniziato la propria convivenza con il virus parzialmente al di fuori delle mura domestiche.

A tal proposito, l'opposizione consiliare ha inviato un documento al sindaco, alla Giunta e alla maggioranza - sottoscritto dai consiglieri Davide AlciatiAndrea Ferro, Fabio Mottinelli e Bruna Sanino - nel quale suggerisce cinque ricette per una ripartenza efficace e in sicurezza. 

Eccole elencate di seguito:

1. RIDUZIONE TARI 2020 - "Al fine d'incentivare la ripresa e poter in parte mitigare il mancato utilizzo del servizio di raccolta rifiuti nel periodo di chiusura, proponiamo di prevedere una forte riduzione della TARI. Le riduzioni in questione, rivolte a specifiche categorie economiche o a fasce di utenza domestica colpite dalle conseguenze dell'emergenza, possono essere finanziate con entrate proprie del bilancio dei Comuni, derivanti da eventuali maggiori entrate riscosse a seguito dell'attività di contrasto dell'evasione, ovvero da altre risorse proprie del Comune, quali l'avanzo di amministrazione e altre disponibilità, anche straordinarie, dell'ente. Ciò premesso, la nostra proposta è di varare una forte riduzione della TARI 2020 per le utenze non domestiche e di valutare approfonditamente se i vincoli di bilancio permettano anche una riduzione per le fasce meno abbienti delle utenze domestiche. Proponiamo inoltre un azzeramento della parte fissa TARI per le attività maggiormente colpite come ad esempio: associazioni e luoghi di culto; cinema e teatri; campeggi, distributori e impianti sportivi; autosaloni; alberghi; uffici e studi professionali; piccoli negozi al dettaglio, di ogni genere; attività e botteghe artigiane, di ogni genere; ristoranti, bar, pasticcerie. Le minori entrate secondo le nostre stime possono ammontare a 120mila euro circa".

2. SUOLO PUBBLICO GRATUITO E POSSIBILITÀ DI AMPLIAMENTO DEHORS - "Proponiamo di deliberare la totale gratuità del suolo pubblico (TOSAP 2020) destinato ai dehors dei locali ricettivi, come ad esempio bar e ristoranti. Questa iniziativa permetterà di garantire un piccolo aiuto alle attività fortemente colpite dall'emergenza sanitaria. È da prevedere, inoltre, che i suddetti dehors possano essere ampliati o concessi velocemente nel caso gli esercenti ne fossero sprovvisti. L'ampliamento consentirà, dopo questo lungo periodo di chiusura, di riprendere in sicurezza la ricezione della clientela che frequenterà i locali, aumentando il distanziamento sociale. È da evidenziare che occorre incentivare l'uso (gratuito) degli spazi aperti, anche pubblici, a tutte le attività commerciali. È ritenuto molto più sicuro permanere in spazi aperti e non confinati, dove il virus può permanere a lungo. Dalle poche informazioni a noi disponibili risulta nel 2020 un gettito previsto della TOSAP di 84mila euro, inteso da qualunque attività. Pertanto, facendo le dovute valutazioni dei destinatari, si può prevedere che solo una parte della stessa non verrà incassata, in quanto la TOSAP si riferisce ad entrate anche diverse. Suggeriamo anche una riduzione dell'imposta comunale sulla Pubblicità 2020, perlomeno sulle piccole attività commerciali. Nel caso i suddetti tributi fossero già stati pagati, si possono prevedere forme di compensazione o restituzione. Il messaggio che deve arrivare forte e chiaro è uno: Ceva è pronta a ripartire in sicurezza, e poter accogliere i propri cittadini e in un prossimo futuro i turisti nelle proprie vie e piazze".

3. RIFIUTERIA "Vista la grave situazione venutasi a creare relativamente al mancato conferimento dei rifiuti ingombranti e sfalci presso la rifiuteria delle Mollere, chiediamo di fare il possibile affinché tale luogo venga riaperto in sicurezza al più presto. Molti cittadini sono in condizioni insostenibili per lo stoccaggio dei rifiuti di cui sopra presso le proprie abitazioni, con evidenti problematiche igienico-sanitarie. Seppur il disagio sia stato tollerato da quasi 2 mesi, oramai la situazione è da risolvere urgentemente. Sappiamo bene che la competenza della rifiuteria è dell'ACEM, di cui Ceva detiene il 6% circa, ma è altrettanto risaputo che i disagi riguardano tutti i cittadini facenti parte il consorzio. Molti Comuni (non Ceva) hanno cercato di mitigare la situazione con cassoni temporanei, ma questa non può essere la soluzione. Anche il servizio di ritiro ingombranti non è che un palliativo, peraltro poco pubblicizzato e non sufficiente. L'amministrazione cebana non dovrebbe limitarsi a scrivere all'ACEM, bensì fare rete con il territorio e pretendere unitariamente agli altri comuni la riapertura delle rifiuterie. Ceva è un Comune che rappresenta un ampio bacino ed è ora che torni a fare da portavoce autorevole".

4. UTILIZZO DELLA MASCHERINA "È nostra opinione che occorra emanare apposita ordinanza per rendere obbligatorio l'uso della mascherina, in ogni luogo dove risulti difficoltoso il distanziamento sociale anche se all'aperto (mercati). La popolazione è oramai sostanzialmente provvista di mascherine, anche se autoprodotte. L'amministrazione, che pur sta distribuendo mascherine ad alcune fasce di popolazione, potrebbe ulteriormente prevedere la distribuzione su richiesta di chi ne fosse ancora sprovvisto".

5. CONSIGLIO COMUNALE "Siamo consci che sia attualmente irresponsabile convocare un Consiglio comunale, se questi non ha pratiche improcrastinabili da approvare, però va garantita la democraticità e la rappresentanza. Le funzioni di controllo e vigilanza che l'opposizione ha il diritto e dovere di svolgere sono al momento compresse. Pertanto, chiediamo che periodicamente vengano aggiornati (via telefono o lettera) i gruppi consiliari delle attività che l'amministrazione ha
intrapreso e che intende varare, o comunque qualunque informazione che debba essere portata all'attenzione del Consiglio. Molto spesso le comunicazioni sul sito istituzionale non sono sufficienti ad esercitare un adeguato controllo, ma occorre approfondire temi o accedere a documenti che attualmente non possono essere consultati"
.

CONCLUSIONI "Il Comune deve, con coraggio, fare la propria parte per la soluzione della situazione. Occorre trovare in ogni modo le coperture necessarie, ne va della sopravvivenza delle attività commerciali e dell'economia della città stessa. Se gran parte delle attività chiudessero, chi pagherebbe i tributi nei prossimi anni? È necessario che il Comune 'tiri la cinghia' per quest'anno, al fine di dare la
possibilità a tutti di risollevarsi"
.

Alessandro Nidi

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