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Attualità | 05 maggio 2020, 07:40

La quotidianità al tempo del Covid-19: quattro chiacchiere con Edoardo, il più giovane volontario di Protezione Civile a Fossano

In Protezione Civile dal compimento dei 18 anni: “Sentivo il bisogno di aiutare gli altri. Quando indosso la divisa sento che sto facendo qualcosa di utile”

La quotidianità al tempo del Covid-19: quattro chiacchiere con Edoardo, il più giovane volontario di Protezione Civile a Fossano

Edoardo ha 20 anni ed è il più giovane tra i volontari di Protezione Civile a Fossano. La divisa l’ha indossata 2 anni fa, al compimento della maggiore età spinto dal desiderio di aiutare gli altri nel tempo libero.

Diplomato la scorsa estate all’istituto Cravetta come operatore socio-sanitario, Edoardo, fino a febbraio, ha diviso la sua vita tra Torino, dove danza nella compagnia Mixit, gli amici, la fidanzata e il servizio in Protezione Civile.

Un ragazzo come tanti altri mosso dal desiderio di aiutare chi ne ha bisogno: “Mi ha spinto la volta di aiutare gli altri. In tempi normali gli interventi che facciamo sono di tanti tipi diversi, ma c’è sempre l’aiuto alle persone come sfondo. Volevo trovare un modo per dedicare agli altri il mio tempo libero. Mio papà era in Protezione Civile e ho dunque seguito le sue orme facendo domanda lì”.

Due anni di servizi in giro per la provincia in caso di alluvioni, di supporto ai Vigili del Fuoco e delle Forze dell’Ordine in caso di gravi incendi o incidenti, ma anche servizio di prevenzione in occasione delle manifestazioni. Oggi, ad esempio, avremmo visto probabilmente Edoardo all’angolo tra via Roma e via San Giovanni Bosco a contingentare gli accessi alla fiera di San Giovenale o lo avremmo visto in processione dietro alle Reliquie del Santo Patrono. Invece due mesi fa lo scenario è cambiato: “Proprio oggi ho comunicato al Coordinamento Territoriale il numero di ore di servizio che abbiamo effettuato dal 24 febbraio: sono 2876 ore complessive” ci spiega il coordinatore della Protezione Civile di Fossano Paolo Cavallo.

“A fine febbraio è chiusa la scuola e mi sono trovata con molto tempo libero perché non potevo né allenarmi né insegnare danza. Ho dunque dato piena disponibilità e da allora sono rimasto a casa solo due o tre giorni in tutto. Passiamo dall’andare al Carle di Cuneo per ritirare i farmaci nel centro Covid per chi ne ha bisogno a fare il pattugliamento delle aree critiche in appoggio alle Forze dell’Ordine, controlliamo i supermercati con postazioni fisse o mobili per evitare che si creino assembramenti o che le persone non litighino, abbiamo consegnato alla popolazione le mascherine donate dal Comune, andiamo al Coordinamento provinciale a ritirare le mascherine che ci dà e le distribuiamo alle RSA e alle Case Famiglia di tutto il territorio del COM8, abbiamo girato la città e le frazioni con i messaggi al megafono e portiamo la spesa a chi è positivo e a chi è in isolamento fiduciario” ci racconta Edoardo.

Dalla prossima settimana, poi, riprenderanno anche i servizi ai mercati alimentari con il contingentamento degli accessi e la prevenzione degli assembramenti.

“Sono molto felice della scelta che ho fatto perché so che sto facendo qualcosa di utile. Quando al mattino indosso la divisa ne sono orgoglioso, mi specchio e so che sto per fare qualcosa di bello per gli altri, che è poi qualcosa di bello anche per me stesso”.

La voce di Edoardo risuona sicura e determinata, nessun pentimento, nessuna paura, nessuna esitazione, almeno non manifesta, anche se ci sono cose difficili da digerire: “Ci sono state persone che ci hanno trattato male perché le invitavamo a rispettare le distanze o passavamo accanto alle loro abitazioni mentre facevano un barbecue. In questo caso arrivavo a casa un po’ amareggiato. In questo periodo le persone sono nervose e questo nervosismo si percepisce. Un’altra cosa che vorrei cancellare dalla mia memoria le difficoltà che ho visto negli occhi di tante persone. Ho visto davvero delle persone che soffrono e questo mi fa soffrire a mia volta”.

Ritrova però il sorriso Edoardo grazie al sorriso di tante persone che lo incrociano nei servizi: “Noi siamo volontari quindi quello che facciamo lo facciamo per gli altri. Quando in cambio riceviamo un sorriso, quando consegniamo i buoni spesa e ci chiedono se ci serve una bottiglietta d’acqua, se abbiamo sete, quando ci battono le mani o ci dicono grazie, mi si riempie il cuore. Torno a casa, chiamo la mia ragazza e condivido con lei la mia gioia”.

Manca a Edoardo la sua quotidianità fatta di lezioni di danza, prove con la compagnia, allenamenti, amici, fidanzata, ma senza esitazione ci dice che non ha alcun pentimento e che quello che ha fatto lo ripeterebbe altre mille volte: “Mi manca la mia vita, soprattutto la mia fidanzata che non vedo da due mesi, ma quasi mi dispiacerà non indossare più la divisa ogni giorno, ne vado molto fiero”.

Non possiamo che chiudere questa chiacchierata con un piccolo appello a chi volesse dedicarsi alla Protezione Civile. L’indirizzo a cui scrivere per informazioni e per farsi inviare i moduli da compilare per la richiesta è paolo.cavallo@unionedelfossanese.cn.it.

Come ci racconta Edoardo essere in Protezione Civile è anche divertente: “Ringrazio tantissimo il nostro coordinatore Paolo Cavallo perché per noi volontari c’è sempre a qualunque ora del giorno e della notte. In Protezione Civile si è creata un’atmosfera molto piacevole, si può anche scherzare tra di noi e questo aiuta molto a stemperare la tensione”.

 

Agata Pagani

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