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Sanità | 05 maggio 2020, 15:40

Covid-19 – Il bilancio dei contagi all’Ipab di Bagnolo Piemonte: 13 ospiti positivi (di cui 3 in ospedale) e 1 morto

Il Collegio commissariale della struttura ha fornito un puntuale resoconto all’Amministrazione comunale. Si contano anche tre operatori di Cooperativa positivi (asintomatici o paucisintomatici). Rimangono criticità nell’approvvigionamento di DPI. Il blocco dei nuovi ricoveri pesa sulle casse dell’Ente

L'Ipab di Bagnolo Piemonte

L'Ipab di Bagnolo Piemonte

Terminata la “fase 1” dell’emergenza epidemiologica da Sars-Cov-2, ormai noto a tutti come Coronavirus, il Collegio commissariale dell’Ipab “Domenico Bertone” di Bagnolo Piemonte ha inviato all’Amministrazione comunale del sindaco Fabio Bruno Franco una dettagliata relazione sulla situazione sanitaria all’interno della struttura.

I dati risalgono alla giornata di ieri, 4 maggio. Il Collegio, presieduto da Dario Ferrero, li ha voluti render noti, al termine della prima fase di emergenza e dopo l’effettuazione dei “Covid-test” con tampone su tutti gli ospiti e gli operatori della struttura, anche con l’intento di “rendere conto alla popolazione che ci ha generosamente aiutati”.

Partendo dal dato più nefasto, vale a dire quello delle morti, il Collegio commissariale spiega come i decessi di ospiti attribuibili a Coronavirus, quindi con tampone positivo e presenza di sintomatologia clinica, sono pari a 1.

Dal 1 gennaio al 30 aprile 2020 sono stati registrate 15 morti, mentre – nello stesso periodo dell’anno 2019 – i casi di ospiti deceduti sono stati 21.

All’interno della struttura di via Vittorio Emanuele III 32, ieri, si contavano 10 degenti positivi al tampone, tutti ricoverati in un “reparto” (allestito all’interno della stessa casa di riposo) dedicato ai pazienti Covid, nettamente separato dal resto degli ospiti. Tutti e dieci i soggetti, spiega il Collegio commissariale, “al momento non riscontrano problematiche cliniche attribuibili al contagio”.

Vi sono poi anche tre ospiti, positivi al tampone, ma ricoverati in ospedale, “non in condizioni critiche”.

Al 4 maggio non v’erano operatori dipendenti dell’Ipab positivi al Covid-19. Tre dipendenti di cooperativa, che presta servizio all’interno della casa di riposo, sono risultati positivi al tampone: quest’ultimi sono o asintomatici o paucisintomatici (il che significa con sintomi di gran lunga modesti).

Sempre nella giornata di ieri è stata completata la sanificazione completa della struttura.

L’attenzione resta comunque sempre molto alta. Il Collegio commissariale ha chiesto al Servizio di igiene e sanità pubblica dell’Asl Cn1 “una nuova tornata di tamponi nel nucleo in cui si è positivizzata una degente risultata negativa alla primo test, in modo tale da poter separare con sicurezza i nuclei ‘puliti’ dall’area Covid”.

La “fase 1” sembra (si spera) esser alle spalle, ma rimangono comunque le criticità nella gestione dell’emergenza epidemiologica in aree altamente sensibili come le case di riposo, “sia nel reperimento di personale infermieristico e di tutela, sia nel rifornimento di DPI, dispositivi di protezione individuale, il cui consumo, come si può immaginare, è elevatissimo e costosissimo”.

E, se da un lato l’approvvigionamento di dispositivi di protezione ha un costo non indifferente, dall’altro l’Ipab si trova a dover fare i conti con difficoltà economiche derivanti dal blocco di nuovi ricoveri in casa di riposo.

Nel ringraziare ancora la popolazione per l’aiuto fornito – spiega il dottor Ferrero – devo comunque sottolineare che l’aver deciso da febbraio di chiudere, per la sicurezza dei nostri anziani, la struttura ad ogni ingresso di nuovi degenti ha comportato al momento una riduzione di 13 posti letto, pesando considerevolmente sull’unica entrata finanziaria del nostro Ipab, rappresentata dalle rette di degenza. Questo costituisce una costante difficoltà, sapendo che le misure anti-contagio andranno mantenute per moltissimo tempo. Stiamo comunque lavorando per poter rendere la struttura atta a nuovi ingressi in sicurezza”.

Infine, i ringraziamenti: “Ringraziamo ancora tutti gli operatori, di ogni qualifica, per l’impegno e l’aderenza alle procedure antinfettive messe in atto. Nella speranza di riuscire a contenere al meglio la diffusione dell’agente virale, in attesa di nuovi ed efficaci presidi terapeutici o preventivi”.

Nicolò Bertola

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