Le sale cinematografiche sono chiuse ormai da tempo e iniziano a essere in molti a temere che non riapriranno addirittura fino a fine 2020 o, se sarà possibile riaprire, che le distanze previste dalla normativa siano sostenibili dal punto di vista logistico ed economico.
In questo inizio di Fase 2 in cui alcune attività stanno lentamente aprendo abbiamo fatto quattro chiacchiere con Giacomo e Arianna, impiegati con Slow Cinema del cinema e teatro “I Portici” di Fossano e ideatori, fondatori e gestori dell’associazione “Cinedehors”, ormai famosa in Nord Italia per il cinema all’aperto con schermi gonfiabili.
Il cinema i Portici ha chiuso lo scorso fine febbraio per quella che, inizialmente, sembrava una breve sosta. A inizio marzo ha riaperto per alcuni giorni, ma subito è arrivata la disposizione di mantenere i posti alternati: “Per noi quella soluzione non era percorribile. Avevamo tutti gli abbonati della stagione teatrale e quelli del cineforume abbiamo quindi deciso di chiudere. In ogni caso pochi giorni dopo è arrivato il lockdown per tutti. Ridurre il numero di posti significava più controlli e più personale a fronte di molti meno biglietti. Si è dunque chiusa la porta dei Portici”.
Una porta che si è chiusa con una grande incognita davanti: era infatti in scadenza il bando di gestione delle tre sale fossanesi e su come sarà possibile ripartire c’è un grandissimo punto interrogativo: “Il concetto di cinema sarà diverso. In questi due mesi sono cambiati tutti i presupposti e sono state spazzate le poche certezza che chi fa il nostro mestiere aveva. Dal punto di vista pratico siamo sospesi perché nessuno può dire ora come sarà la gestione di un cinema a fine emergenza”.
Si è chiusa la porta del cinema, ma, per paradosso, si è spalancato un portone per “Cinedehors”. Anche in questo caso l’incertezza pesa, non si sa quali attività saranno consentite l’estate incombente, ma sono molti i Comuni che si stanno rivolgendo all’associazione fossanese per organizzare manifestazioni all’aperto gestibili in un’ottica di contingentamento degli accessi: “Siamo partner di AirScreen Germania e la nostra stagione estiva è itinerante in tutto il nord ovest. Quello che proponiamo è un cinema all’aperto molto snella e itinerante: non ci sono posti a sedere, ma ognuno si porta la sedia, non c’è biglietteria e dunque non c’è un rischio di assembramento alle casse. Ci stanno anche interpellando per dei drive in anche se, dal punto di vista organizzativo e delle normative sono più complessi, oltre al fatto che, al momento, non si può andare in macchina in più di due persone alla volta”.
Sono dunque pronti, almeno sulla carta, per il cinema all’aperto, anche se, al momento non si sa ancora quali saranno le disposizioni normative per le manifestazioni dopo il 2 giugno data fino alla quale sono sicuramente sospese tutte le proiezioni cinematografiche senza differenze tra spazi chiusi e spazi aperti: “Sicuramente sarà necessario fare proiezioni in spazi più grandi e con distanze maggiori. In questi mesi ci siamo riorganizzati per rendere possibili le proiezioni garantendo la sicurezza. La speranza è che per il 2 giugno ci venga detto cosa possiamo o non possiamo fare e con che regole. Speriamo che, una volta aperte palestre, chiese, negozi, si possa pensare ad aprire anche i cinema all’aperto”.
La ripartenza dei cinema non è solo vincolata agli spazi fisici, ma anche alla disponibilità di pellicole: “I primi tempi questo problema non ci sarà perché alcune uscite previste in questi mesi saranno riproposte alla riapertura, ma nel frattempo, salvo qualche titolo che era già in post produzione, non ci sono nuovi titoli. Ci sarà nei prossimi mesi un buco anche da questo punto di vista, così come nelle serie tv e in tanti altri settori”.
Riapriranno tutti una volta cessata l’emergenza sanitaria? Questo dato preoccupa anche Giacomo e Arianna: “Purtroppo ci saranno sale che non riusciranno ad accusare il colpo della prolungata chiusura. I teatri in questo momento sono ancora più in difficoltà dei cinema, ma la nostra sopravvivenza è comunque vincolata al come si potrà riaprire perché con le regole del distanziamento nelle sale non si regge nel rapporto con il costo dei noleggi e del personale. È un’incognita grandissima che dipende molto anche dalla fiducia che avrà o meno il pubblico di tornare a riempire le sale cinematografiche. Per questo motivo contiamo molto sulla stagione estiva, perché all’aperto sarà possibile lavorare mantenendo il distanziamento. Un’altra incognita è data dal numero di “improvvisati” che stanno invadendo il mercato pensando di organizzare una stagione di cinema all’aperto senza competenze. In giro per l’Italia è pieno di gente che si occupa normalmente di altre cose che stanno promuovendosi per fare stagioni cinematografiche all’aperto. Temiamo che possano compromettere il mercato per restituirlo a fine crisi con dei preconcetti verso il cinema all’aperto. Se si va a vedere un film in una situazione gestita con scarsa qualità il rischio è che poi non ci si fidi più nemmeno dei professionisti”.
Di fronte al rischio è che si rovini la reputazione di un cinema all’aperto fatto bene, gli esercenti italiani sono già sul piede di guerra: “È chiaro che sono opportunità di business in un periodo di grande crisi, ma ci sono persone che non ne conoscono le regole, le dimensioni degli schermi, gli impianti audio, la qualità, i noleggi di pellicole. Riteniamo grave che non si discuta questo aspetto, ma che, con la scusa che siamo tutti a terra, ognuno possa fare quello che vuole senza una tutela dei professionisti di categoria”.
Quello che stiamo vivendo è un altro duro colpo per il cinema anche se la fiducia è che il pubblico torni nelle sale a subire il fascino delle pellicole: “Torneremo al cinema, ce l’abbiamo nel sangue, sarà tutto da riorganizzare, ma si potrà fare” è la riflessione conclusiva, che guarda oltre l’ostacolo, offerta da Giacomo e Arianna.