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Economia | 06 maggio 2020, 10:42

Coronavirus, il lockdown colpisce soprattutto le donne artigiane: 7 su 10 a rischio crisi

Biolatto (Donna Impresa Confartigianato Piemonte): "Più attenzione alla conciliazione vita-lavoro in una fase in cui asili e scuole sono chiusi"

Ian Schneider - Unsplash

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Come non bastassero le difficoltà "normali", ci si è messo anche il Coronavirus a pesare sulle spalle delle donne artigiane. Sette imprenditrici su dieci sono infatti esposte al "rischio-Covid", laddove accanto al contagio sanitario si abbina anche quello economico.

Lo rivela una stima di Confartigianato Piemonte, che sottolinea anche come nella nostra regione a trainare il lavoro indipendente femminile sono proprio le 16.796 titolari di imprese individuali artigiane. Insieme a socie e collaboratrici costituiscono in Piemonte un piccolo esercito di 31.995 donne d’impresa, mentre in Lombardia sono 66.763, in Emilia Romagna 36.757 ed in Veneto 36.991.

La classifica provinciale vede in testa Milano, con 18.151 imprenditrici, ma al secondo posto c'è subito Torino (15.769), seguita da Roma (14.829). E a livello piemontese, alle spalle del capoluogo, sfilano Cuneo (4.935), Alessandria (3.203), Novara (2.732), Asti (1547), Biella (1.409), Vercelli (1.256) e Verbania 1.144.

Quel che preoccupa, però, è che il 70% di loro è particolarmente esposto alla minaccia della “crisi da Coronavirus”. “In uno scenario di ripartenza, dopo il lungo periodo di lockdown, – afferma Daniela Biolatto, presidente di Donna Impresa di Confartigianato Piemonte – dove le donne hanno continuato a lavorare con la formula del lavoro agile, alcune si sono reinventate pur di alleggerire il peso del mancato fatturato, producendo mascherine, camici e così via, ora è fondamentale considerare le esigenze di conciliazione vita-lavoro. In questa fase, infatti, le scuole sono chiuse, gli asili idem e i figli trascorrono le giornate a casa. Questa emergenza dovrebbe essere l’ennesima occasione per riflettere ed affrontare con più decisione queste tematiche”.

“Le aziende rosa del Piemonte – conclude Biolatto – hanno bisogno di concretezza. Le imprenditrici che hanno subito i danni economici legati al lockdown, chiedono da una parte che venga resettato il sistema fiscale e dall’altra che vengano aiutate nello svolgimento del doppio ruolo: in famiglia e sul lavoro. Occorre in pratica un’attenzione maggiore della politica nei confronti della donna che lavora e un welfare in grado di andare incontro alle esigenze al femminile, attraverso iniziative capaci di conciliare la vita familiare, le scuole che non ripartono e la ripartenza del lavoro”.

redazione

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