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Attualità | 07 maggio 2020, 14:45

Montagna, bivacchi inagibili per l'emergenza Covid-19, il CAI: "Non li chiudiamo, ma entrateci solo per assoluta emergenza"

Non è possibile, infatti, pulirli o sanificarli. Per cui non possono diventare meta di gite. Devono essere un presidio per chi affronta salite alpinistiche e si trovasse in difficoltà

Il bivacco Lino Andreotti, ai piedi della parete sud del Monviso (Foto Bertubertu, Wikipedia)

Il bivacco Lino Andreotti, ai piedi della parete sud del Monviso (Foto Bertubertu, Wikipedia)

“Bivacco inagibile causa emergenza Covid-19. L'accesso equivale all'assunzione per l'utente del rischio di contagio da Covid-19. Utilizza il bivacco solo in caso di emergenza”.

E' con questo messaggio, per ora solo divulgato ma che presto sarà affisso su tutti i bivacchi, che il Club Alpino Italiano ha deciso di informare escursionisti ed alpinisti sul fatto che chi li utilizza lo fa a suo rischio e pericolo.

“Abbiamo dibattuto a lungo sulla questione - spiega il presidente della Commissione centrale rifugi Giacomo Benedetti. I bivacchi sono stanzette piccole, non sono paragonabili ai rifugi. Come garantire la pulizia o la sanificazione? Non è possibile. Ma non è possibile nemmeno chiuderli, perché sono un supporto propedeutico alle salite alpinistiche e pertanto devono essere aperti come riparo in caso di necessità".

Benedetti evidenzia come negli ultimi anni siano stati costruiti molti bivacchi, alcuni a bassa quota, spesso in memoria di qualcuno morto in montagna. Sono costruzioni, queste, che in qualche modo ne hanno "snaturato" la funzione alpinistica. "Abbiamo riflettuto, chiedendoci se i bivacchi di facile accesso dovessero venire chiusi, perché più escursionistici che alpinistici. Ma bisognava trovare una linea che valesse per tutti i bivacchi e allora abbiamo scelto quella del senso di responsabilità".

Tradotto: i bivacchi non devono essere utilizzati come luoghi di gita, dove fermarsi a mangiare o a dormire dopo una passeggiata. Devono essere visti solo come supporti di emergenza per chi, impegnato in salite o escursioni, ne dovesse avere bisogno.

"Avvisiamo che i bivacchi possono essere luoghi di contagio. Non si entra e non si staziona, se non per assoluta necessità. Confidiamo nel buon senso delle persone. Al momento è l'unica strada possibile", chiude Benedetti.

Redazione

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