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Agricoltura | 07 maggio 2020, 07:30

La Regione Piemonte rende disponibili oltre 32 milioni di euro per quattro misure del Programma di Sviluppo Rurale

In risposta all’emergenza coronavirus, sono state rimodulate le risorse riguardanti l’insediamento dei giovani agricoltori; le tecniche di produzione e di gestione compatibili con la tutela dell’ecosistema, delle risorse naturali e del paesaggio; l’indennità compensativa per le imprese rurali nelle zone montane e il biologico. Inoltre, sono stati stanziati 97.000 euro per collocare i moduli abitativi nelle aziende che utilizzano i braccianti stagionali durante la raccolta della frutta

Un giovane agricoltore al lavoro nella sua azienda di montagna

Un giovane agricoltore al lavoro nella sua azienda di montagna

La Giunta regionale del Piemonte ha varato due importanti provvedimenti per il mondo agricolo.

Attraverso il primo, per dare risposte concrete all’emergenza coronavirus, è stata approvata una delibera con le modifiche per l’anno 2020 al Programma di Sviluppo Rurale (Psr). La proposta doveva ottenere l’ok dall’Unione Europea.

Dice il presidente, Alberto Cirio: “Riuscire a ottenere il via libera da Bruxelles sulla rimodulazione era indispensabile per poter attivare, in questo modo, delle misure fondamentali e utili a migliaia di aziende del territorio. Sono contento di essere riuscito a ottenere l’importante risultato, mettendo a frutto gli anni di lavoro come eurodeputato nella Commissione Agricoltura del Parlamento Ue”.  

In totale sono 32 milioni e 760 mila euro di risorse che vengono concentrate sulle azioni riguardati l’agro-ambiente, l’indennità compensativa per chi opera nelle zone svantaggiate e i giovani agricoltori. I fondi disponibili vengono ripartiti su quattro canali.

Un milione di euro di finanziamenti regionali integrativi viene aggiunto sull’operazione 6.1.1 “Insediamento giovani agricoltori” per favorire l’accesso all’attività agricola da parte delle nuove generazioni, limitando l’abbandono delle zone rurali e incentivando l’innovazione.

L’importo di 22,3 milioni di euro è destinato all’operazione  10.1.1 “Produzione integrata”, consentendo l’apertura del bando 2020. L’obiettivo è di promuovere tecniche di lavorazione e di gestione compatibili con la tutela dell’ecosistema, delle risorse naturali e del paesaggio, capaci di mitigare i cambiamenti climatici e di favorire l’adattamento a essi. Poiché l’applicazione di determinate pratiche agronomiche può risultare più onerosa o meno remunerativa rispetto a quelle ordinarie, il contributo viene inteso come una compensazione dei costi aggiuntivi o del mancato reddito che ne deriva.    

La somma di 8,3 milioni di euro va a finanziare l’operazione 13.1 “Indennità compensativa per l’agricoltura nelle zone montane” con l’obiettivo, insieme alle economie già generate prima dalla stessa misura, di aprire il bando 2020 per almeno 7 mila aziende. Le indennità sono erogate ogni anno per ettaro di superficie utilizzata dagli imprenditori del settore. Obiettivo? Compensare, in tutto o in parte, i costi aggiuntivi sostenuti e i mancati guadagni dovuti ai vincoli e ai problemi legati alle produzioni nelle zone montane in cui le attività sono insediate.

Infine 1,16 milioni di euro sono a favore dell’operazione 11.1.1 “Conversione agli impegni dell’agricoltura biologica” , così da garantire ad altre 680 aziende che hanno aderito ai bandi precedenti di poter essere finanziate. In pratica, si tratta di uno scorrimento delle graduatorie.   

Sottolinea l’assessore all’Agricoltura, Marco Protopapa: “Il provvedimento approvato dalla Giunta, con le modifiche alle risorse finanziarie, ha l’obiettivo di concentrare i contributi su alcune operazioni del Psr per permettere di dare, in modo rapido, liquidità alle aziende agricole piemontesi. Sebbene nelle misure degli interventi interessati non ci fossero più fondi disponibili, siamo riusciti a ottenere la rimodulazione dei contributi dalla Commissione Europea ancora prima dell’emergenza coronavirus e ora riapriremo i tavoli per altre misure con gli importi ancora utilizzabili”.  

I CONTRIBUTI PER L’OSPITALITA’ AGLI STAGIONALI DELLA FRUTTA

Con il secondo provvedimento, come richiesto dal Tavolo per l’emergenza frutta nel Saluzzese, la Giunta Cirio ha approvato la riapertura, in tempi brevi, del bando legato alla Legge Regionale 12 del 2016 (primo firmatario l’allora consigliere Allemano) che concede dei contributi per collocare nelle sedi delle aziende del settore i moduli abitativi da destinare agli stagionali impiegati per la raccolta nei campi.

Sono stati stanziati 97.000 euro ai quali potranno accedere i Comuni, le Unioni di Comuni e i Consorzi dei Comuni. Saranno poi gli stessi organismi a distribuire i prefabbricati ai frutticoltori che ne hanno fatto richiesta. Ma gli Enti dovranno farsi carico della responsabilità di gestire le strutture, con l’impegno ad assicurare che gli interventi nelle aziende vengano realizzati seguendo le norme edilizie e igienico-sanitarie. L’importo massimo concesso ai richiedenti è di 25.000 euro.

Se la dotazione economica resa disponibile non fosse sufficiente a fronte delle richieste pervenute, la Regione si è impegnata ad attivarsi per trovare altre risorse necessarie ad aumentarla.

Afferma l’assessore all’Agricoltura, Marco Protopapa: “In questo modo sosteniamo i Comuni per incentivare l’ospitalità dei salariati agricoli affinché possano, direttamente o indirettamente, noleggiare strutture abitative temporanee per alloggiare i braccianti nelle aree del Piemonte in cui si registrano i maggiori problemi dovuti al fenomeno. E’ stato un intervento fortemente voluto dall’assessorato all’Agricoltura e condiviso con i Comuni che ha due scopi. Consentire la collocazione dei moduli abitativi nelle aziende offrendo la disponibilità immediata per offrire una sistemazione dignitosa ai lavoratori. Ma, al tempo stesso, garantire una maggiore sicurezza durante l’emergenza del Covid-19 evitando la concentrazione di troppe persone in poche strutture centralizzate e limitare gli spostamenti tra i Comuni della manodopera”.      

Sergio Peirone

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