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Attualità | 12 maggio 2020, 19:12

Dalla MamAfrica di Mohamed Baa alle “aule virtuali” del Denina-Pellico-Rivoira

L'artista di origini senegalesi in videoconferenza con gli allievi

Mohamed Baa

Mohamed Baa

Continua ad arricchirsi di contenuti il corso di Cittadinanza e Costituzione voluto dai rappresentanti dell'Istituto Denina grazie all’incontro con personaggi di riferimento, in videoconferenza.

Ieri è stata la volta di Mohamed Baa, migrato in Italia più di vent’anni fa, autore di libri e opere teatrali e fondatore del gruppo interculturale MamAfrica.

Ed è proprio durante uno spettacolo teatrale chiesto lo scorso anno dagli studenti dell’Istituto che l’artista ha promesso che sarebbe tornato e oggi ha rispettato la parola data con una lezione dedicata alle radici dei nuovi estremismi: alterità o remissione.

Dopo una breve premessa sulle sue origini subsahariane, il Senegal, paese molto povero economicamente ma molto ricco di cultura, di tradizioni, di religioni, di usi e di costumi, si descrive come cittadino del mondo e la sua riflessione sugli estremismi di oggi lo ha portato a condividere alcune considerazioni.

Parte da lontano, da un’Africa che non conosceva confini fisici ma culturali, dove la ricchezza consisteva nell’appartenenza ad un gruppo: “vietato pensare di fare la doccia quando il mio vicino muore di sete”.

La natura era la fonte di nutrimento, non di arricchimento, la si doveva conservare anche per le generazioni future, in una concezione antropocentrica che non conosce l’io ma il noi. Verso il 1855 i primi sbarchi di popolazioni europee che portano allo sfruttamento progressivo delle risorse naturali e umane: il mancato riconoscimento di basilari diritti civili portano per trecento anni all’annientamento culturale, religioso ed economico dell’Africa.

Il dramma è principalmente politico: una ricchezza mal distribuita in un paese di governanti corrotti e concussi che non vogliono l’istruzione (solo il 40% dei giovani ha accesso alla scuola) e la crescita sociale, le risorse economiche nelle mani delle multinazionali, il boom demografico e il sogno di una terra promessa con benessere e libertà individuale sono il capestro di una nazione che non riesce a venirne fuori.

Gli estremismi, così come quelli che ha conosciuto l’Italia, rossi o neri che siano, portano alla distruzione sociale, all’annullamento dell’essere umano. Una domanda dal pubblico attento: l’immigrazione clandestina come piaga di oggi, quale soluzione? Arrivare in Italia costa dai 2.000 ai 10.000 euro, il rischio è tanto e le prospettive spesso vanno deluse. Allora i controlli devono partire dall’Africa con uffici di rappresentanza che controllano la documentazione prodotta da chi vuole partire.

Controllata la validità della richiesta arriva il visto consolare con emigrazioni sottratte alla mafia del Niger e della Libia. Se non hanno il diritto, devono restare in Africa.

Per Mohamed Baa i ragazzi sono come dei contenitori, tutto sta a trovare la chiave giusta per arrivare a loro come persone. Le tematiche forti, i collegamenti continui con la realtà attuale, il coinvolgimento emotivo nel raccontare situazioni vissute, hanno sicuramente arricchito il patrimonio culturale ed emozionale degli studenti di oggi, cittadini di domani.

 

c.s.

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