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Sanità | 14 maggio 2020, 09:48

Alba, dimezzati i pazienti ricoverati nel reparto Covid del "San Lazzaro"

Nel nosocomio albese ancora 42 persone, 3 delle quali in terapia intensiva, mentre con Verduno salgono a oltre 90 i degenti in carico all’Asl Cn2. Il direttore Veglio: "Situazione stabilizzata rispetto ad aprile. Ora avanti con cautela"

L'arrivo dei primi pazienti non Covid all'ospedale di Verduno

L'arrivo dei primi pazienti non Covid all'ospedale di Verduno

Avanti, con prudenza. In questi termini il direttore generale dell’Asl Cn2 Massimo Veglio guarda a quella che, superato il picco di aprile, sarà la "fase 2" dell’emergenza Covid negli ospedali di Alba, Bra e di Verduno.

"E’ la Regione per prima che, disponendo la rimozione del blocco imposto alle normali attività ospedaliere nel marzo scorso, ha raccomandato alle aziende sanitarie di procedere con un ritorno alla normalità improntato però alla massima cautela", spiega il 60enne dirigente sanitario torinese, che a giugno raggiungerà il traguardo dei due anni alla guida della azienda sanitaria langarola, dopo analoghi incarichi in Valle d’Aosta e nel capoluogo regionale.

"Diciamo che nemmeno volendo potremmo fare altrimenti – spiega –. E’ vero che la situazione dei pazienti Covid si è in qualche modo stabilizzata e che oggi ad Alba abbiamo la metà dei ricoveri registrati nella fase più acuta dell’emergenza, ma dobbiamo tenerci pronti a possibili ritorni dell’epidemia. Anche perché gli effetti della parziale riapertura del 4 maggio li vedremo tra non prima di una settimana, almeno".

"Al contempo – prosegue –, sempre al San Lazzaro due sale operatorie sono state trasformate in terapie intensive: una è tuttora occupata dai pazienti ricoverati, mentre è difficile pensare di ripristinare al suo utilizzo originario quella che intanto si è liberata, visto che per modificarne la destinazione abbiamo dovuto realizzare diversi interventi strutturali".

Ad oggi nel nosocomio albese i letti di terapia intensiva occupati da pazienti Covid sono 3, sui 12 disponibili, mentre sono 8 su altrettanti quelli in cura nei posti della "subintensiva", dove in aprile si era arrivati sino a 16 posti-letto.

A questi si aggiungono altri 31 degenti in condizioni meno critiche, mentre sono stabili a 50 i pazienti dello spazio dedicato attivato a Verduno lo scorso 30 marzo, un reparto che proseguirà a operare sugli stessi numeri, facendo da 'collettore' per pazienti in fase post acuta provenienti dagli ospedali della Granda, soprattutto.

Nelle due strutture assomma così a 92, sempre ad oggi, il totale dei pazienti Covid attualmente in carico all’Asl di Alba e Bra, che domenica ha intanto trasferito all’ospedale "Michele e Pietro Ferrero" i primi 19 pazienti non Covid, provenienti dalla Medicina braidesi.

"Un passo – ribadisce il dottor Veglio – che abbiamo voluto principalmente per affiancare i colleghi che da fine marzo sono impegnati in questa emergenza, per toglierli da un isolamento che non ci lasciava tranquilli. Ora procederemo col graduale trasferimento degli altri reparti e con la contestuale ripresa delle attività ospedaliere sospese. Ma con tutte le cautele che la situazione impone".  

Ezio Massucco

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