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Agricoltura | 14 maggio 2020, 12:20

“Non sono contrario alla regolarizzazione dei migranti, ma non è quanto sarebbe servito ai frutticoltori del Saluzzese”

A dirlo è Domenico Sachetto, presidente dell’Associazione Organizzazioni Produttori (Aop), che raduna oltre 2.000 aziende piemontesi del settore dopo l’ok del Consiglio dei Ministri al provvedimento. E prosegue: “Gli altri anni arrivavano persone già qualificate per il lavoro di raccolta anche dal punto di vista dei corsi sulla sicurezza. Li abbiamo persi perché il Governo non ha firmato il decreto flussi e non creato delle corsie preferenziali soprattutto per i romeni e i polacchi, che andranno in Germania e Spagna. Poi, ho l’impressione che gli italiani disponibili saranno pochi. In ogni caso tutti i lavoratori nuovi andranno formati, ma non abbiamo più molto tempo. Vedo la stagione in partenza molto difficile”.

“Non sono contrario alla regolarizzazione dei migranti, ma non è quanto sarebbe servito ai frutticoltori del Saluzzese”

Il Decreto Rilancio, dopo un lungo e travagliato cammino all’interno della maggioranza di Governo, è stato  approvato dal Consiglio dei Ministri. Ora dovrà ottenere l’ok, scontato, dal Parlamento. Tra le varie misure economiche dei 55 miliardi di euro messi in campo ci sono 1 miliardo e 150 milioni di euro anche l’agricoltura: 500 milioni per il fondo florovivaismo e le altre filiere in difficoltà; 100 milioni di euro per il vino; 50 milioni per i Consorzi di bonifica; 250 milioni per l’accesso al credito con l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea); 250 milioni per il fondo indigenti gestiti con il mondo del volontariato laico e cattolico.

Ma un altro aspetto contenuto nel Decreto è la regolarizzazione dei migranti, fortemente voluta dalla ministra delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, per far emergere il lavoro in nero e combattere il caporalato in agricoltura. Persone che, vista la difficoltà degli altri stranieri impiegati durante gli anni passati nella raccolta della frutta a raggiungere l’Italia per l’emergenza coronavirus, potrebbero trovare occupazione nei campi l’attività stagionale dei prossimi mesi. Mentre un’altra parte dei regolarizzati riguarda le colf e le badanti.

La Bellanova durante la presentazione del Decreto con il presidente del Consiglio Conte e gli altri ministri, Gualtieri, Patuanelli e Speranza si è commossa. “Da oggi - ha detto - gli invisibili saranno meno invisibili. Potranno accedere a un permesso di soggiorno per lavoro e noi li aiuteremo a riconquistare la loro identità e la loro dignità”. E durante il precedente questione time al Senato aveva spiegato: “La scelta del Governo non comprende solo il settore agricolo, che richiederebbe in Italia, secondo le associazioni del settore, tra le 270 e le 350 mila persone, ma anche quello dell’assistenza domestica e familiare. Donne e uomini in condizioni di insicurezza e di fragilità. Donne e uomini che è nostro dovere sottrarre dalle mani criminali degli sfruttatori. Anche per garantire la sicurezza sanitaria delle comunità dove vivono. Perché qui vivono e non si cancellano con un tratto di penna o girandosi dall’altra parte. Non  salvaguardarli significa fare un regalo alla criminalità”.  

IL PARERE DI DOMENICO SACCHETTO, FRUTTICOLTORE DI LAGNASCO E PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE ORGANIZZAZIONI PRODUTTORI (AOP) DEL PIEMONTE CHE RACCOGLIE 2.000 AZIENDE DEL SETTORE CONCENTRATE SOPRATTUTTO NELL’AREA DEL MONVISO

Abbiamo parlato del provvedimento con Domenico Sacchetto, frutticoltore di Lagnasco e presidente dell’Associazione Organizzazioni Produttori (Aop) del Piemonte che raccoglie 2.000 imprese del comparto per la quasi totalità concentrate nel Saluzzese e aderenti ai consorzi cooperativi e alle società cooperative e consortili Asprofrut, Jolly Fruit, Joinfruit, Ortofruit Italia, Rivoira e Solfrutta. Nel 2019 l’area del Monviso ha visto all’opera 12 mila lavoratori stagionali impiegati nel settore, dei quali il 75% proveniente dall’estero. Cioè: 9.000 persone.

“Non sono contrario alla regolarizzazione prevista - dice Sacchetto - ma ai frutticoltori del Saluzzese sarebbero serviti i lavoratori preparati a livello professionale e con i corsi sulla sicurezza già fatti che arrivavano nelle stagioni passate. Queste persone potranno dare una mano, ma non hanno la formazione necessaria per raccogliere la frutta”.

Come mai è andata così? “Tutti gli anni veniva previsto il decreto flussi per gli stranieri autorizzati ad effettuare la campagna della raccolta. Quest’anno il Governo non lo ha firmato. E non sono riuscito a capirne il motivo”.

Ma non solo. “Il Governo tedesco e lo spagnolo hanno raggiunto degli accordi con quelli della Romania e della  Polonia per creare delle corsie preferenziali agli stagionali della frutta di questi ultimi Paesi. Defiscalizzando i contributi previdenziali e incentivandoli, così, ad andare da loro offrendo una paga oraria più alta. Anche la nostra ministra Bellanova si è attivata, ma, al momento, non ha ottenuto risultati. Ed è molto probabile che non li otterrà più. Anche in questo caso perdiamo lavoratori preparati, qualificati e già con un alloggio come quelli in arrivo attraverso il Decreto flussi”.

Gli italiani? “Mi dicono che le piattaforme della Regione e delle organizzazioni agricole hanno raccolto molte domande e offerte di lavoro. Ma, sentendo anche i colleghi, non abbiamo avuto molti riscontri diretti di persone venute nelle aziende”.

Per regolarizzati e italiani ci sono comunque dei problemi. “Infatti, tutti dovranno effettuare almeno il corso sulla sicurezza. Ma quando glielo facciamo fare se tra poco inizia la raccolta delle prime varietà di frutta? E poi come lo possono effettuare con il coronavirus: utilizzando un collegamento in videoconferenza? Chi ha introdotto la regolarizzazione o si è indirizzato sul lavoro degli italiani non ha pensato a questa difficoltà. E poi agli stranieri nuovi dobbiamo trovare un alloggio nelle aziende. E non tutte sono attrezzate per farlo. Vedo la stagione in partenza molto difficile”.    

Sergio Peirone

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