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Bra e Roero | 14 maggio 2020, 18:47

Nelle case di riposo investite dall’emergenza: a Govone un lento ritorno alla normalità

Il team di infermieri dell'Asl Cn2 ha lasciato oggi il ricovero roerino dopo un’intervento durato cinque settimane. Dieci gli ospiti vittime del Covid. Il dolore della direttrice Monica Tordella: "Ci lasciamo alle spalle un periodo di grandi sofferenze"

Nelle case di riposo investite dall’emergenza: a Govone un lento ritorno alla normalità

E’ un lento ritorno alla normalità quello che si registra nelle case di riposo della Granda dopo i difficili giorni vissuti nelle scorse settimane, quando l’estendersi di vittime e contagi ha investito numerose Rsa del territorio.
Tra queste la residenza "SS. Carlo e Francesco" di Govone, dove proprio oggi, giovedì 14 maggio, la squadra di infermieri e Oss inviata dall’Asl Cn2 ha lasciato la struttura in soccorso della quale era arrivata nel pieno dell’emergenza che aveva interessato il ricovero tra la fine di marzo e i primi giorni del mese successivo.

"A Govone siamo arrivati nella serata dello scorso 7 aprile con una squadra di una decina tra infermieri e Oss, che nelle ultime settimane si sono poi ridotti a quattro persone – spiega il segretario provinciale della Uil Fpl Giovanni La Motta, che nella sua veste di dipendente dell’Asl Cn2 ha coordinato il team infermieristico impegnato nella struttura in queste settimane –. Nelle prime 48-72 ore abbiamo messo in sicurezza la residenza, provvedendo a definire percorsi differenziati per i pazienti Covid e gli altri ospiti, a istruire il personale su come comportarsi in questo particolare e difficile contesto, a sanificare tutti gli ambienti, a dare la necessaria assistenza agli ospiti, visto che la casa di riposo era rimasta priva di buona parte dei suoi addetti. Nelle settimane successive abbiamo proseguito in quest’opera, riducendo gradualmente la nostra forza in campo mano a mano che il personale dell’Ipab è potuto rientrare al lavoro. Ora il nostro intervento può dirsi concluso, la casa di riposo può proseguire il suo lavoro in condizioni di sicurezza".

"Quella di intervenire con nostro personale in diverse altre Rsa del territorio – conferma il direttore dell’Asl Cn2 Massimo Veglio – è stata un’esigenza imposta dalla grave situazione emersa in strutture rimaste prive del personale necessario a farla funzionare e ad assistere i loro ospiti. Ci siamo trovati di fronte a due possibilità: o le chiudevamo, con le conseguenze facilmente immaginabili, o le aiutavamo a fronteggiare un’emergenza che ora può dirsi almeno in parte superata".


TRE GLI OSPITI ANCORA POSITIVI,
A INIZIO APRILE ERANO 36


Grazie agli interventi dei medici in forza alle Usca e dell'Asl Cn2 la casa di riposo govonese conta oggi solo più 3 casi positivi, in attesa dell'esito del tampone di controllo. Il 3 aprile scorso erano 36. Nel frattempo il ricovero ha dovuto contare 3 deceduti all’interno delle proprie mura, mentre altri 7 ospiti sono mancati dopo essere stati ricoverati presso l'ospedale "San Lazzaro" di Alba. Il totale dei guariti è di 19 persone.

La direttrice della residenza, Monica Tordella, spiega come, "nonostante dall’inizio di marzo avessimo imposto limitazioni e veti assoluti alle visite agli anziani, il virus si è sviluppato all'interno della struttura colpendoci duramente".

La comunicazione del primo positivo al Dea dell'ospedale albese risale al 1° aprile. Da quel momento viene intensificato il monitoraggio giornaliero della temperatura corporea e della saturazione a tutti gli ospiti: si rilevano bassi valori di saturazione su molti anziani e viene inviata comunicazione al Sisp e alla Commissione di vigilanza dell’Asl Cn2. "In quello stesso pomeriggio – spiega la direttrice – sono arrivati in nostro aiuto tre medici delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (Usca), che da allora sono stati quotidianamente presenti ad assistere e curare i nostri ospiti con grande professionalità e umanità".

L’esito dei tamponi eseguito il 3 aprile sul personale sanitario rileverà la presenza di 17 positivi su 24 addetti. La residenza resta così senza personale interno. L’Ipab riesce ad assumere quattro persone tramite agenzia interinale, mentre si rivelerà fondamentale il personale venuto in aiuto dall'Asl Cn2, mentre ancora nei giorni scorsi l’intervento del 32° Reggimento Genio Guastatori proveniente da Fossano ha consentito di sanificare e disinfettare i quattro piani della struttura.

"Finalmente ci lasciamo alle spalle un periodo di grandi sofferenze - ci dice ancora la direttrice -. Il tempestivo intervento dell’Asl, col grande e intenso aiuto di tutta l’equipe del coordinatore Giovanni La Motta, dei dottori Mirko Panico, Elio Laudani e Luca Monchiero ci ha permesso di poter assistere al meglio i nostri ospiti, così duramente provati dall’arrivo del virus, dall’impossibilità di incontrare i loro familiari e ancora oggi nemmeno possono vedere in volto le persone che si prendono cura di loro, vista la necessità di indossare i dispositivi di protezione. Con amarezza e profonda sofferenza ci uniamo al dolore dei familiari degli ospiti che non ce l’hanno fatta. Il legame affettivo instaurato con loro ci rende difficile il peso della loro assenza".

Tiziana Fantino - Ezio Massucco

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