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Attualità | 17 maggio 2020, 18:37

Fase 2’ dell’emergenza Covid-19: prove tecniche di riapertura dei negozi a Bra

I titolari della storica pelletteria Oberto: “Noi siamo pronti, ma la vera questione è se dal 18 maggio saranno pronti i clienti a tornare a spendere con la crisi che incombe”

Fase 2’ dell’emergenza Covid-19: prove tecniche di riapertura dei negozi a Bra

Le storie migliori da raccontare sono quelle difficili, fatte di determinazione, coraggio e speranza. Come succede a Bra, dove è partito il conto alla rovescia in vista della riapertura dei negozi in calendario lunedì 18 maggio.

Le misure specifiche che dovranno essere applicate e le regole di base sono già chiare a tutti. Nella ‘fase 2’ dell’emergenza Coronavirus le parole d’ordine sono tre: distanziare, sanificare, proteggere. E da qualche giorno commessi e negozianti si sono messi al lavoro per essere pronti a tirare su le serrande delle proprie botteghe e riprendere ad accogliere il pubblico. Tutti impegnati a sistemare, pulire, igienizzare, mettere cartelli e posizionare dispenser di gel disinfettante. Mascherine e guanti sono, ovviamente, d’ordinanza.

Grazie a questi sforzi, presto le vie braidesi dello shopping appariranno meno desolate e le vetrine torneranno ad illuminarsi. “Dopo due mesi di stop forzato, noi siamo pronti, ma la vera questione è se saranno pronti i clienti a tornare a spendere con la crisi che incombe”, spiegano i titolari della storica pelletteria Oberto di via Cavour, a Bra.

Per quanto possibile è importante supportare le piccole realtà commerciali. Frequentare i negozi sotto casa è un modo semplice per dare una mano all’economia locale ed a persone che lavorano in modo onesto e che magari conosciamo personalmente da molto tempo.

Essere solidali oggi con chi fino a ieri ci viziava assecondando l’ordinazione del ‘caffè, macchiato a parte e con tanta schiuma’, con chi ci serviva ‘il solito’, con chi ci dedicava un sorriso da dietro il bancone, con chi si faceva in quattro per trovarci la taglia desiderata, con chi ci consigliava un nuovo taglio di capelli e ci faceva svoltare la giornata, con chi ci confezionava il mazzo di fiori per la nostra occasione speciale, con chi con il suo lavoro faceva una piccola o grande differenza nella nostra quotidiana routine. È urgente ricordarsene adesso, in modo che il tessuto economico e sociale della nostra città, fatto di piccole storie, gesti e fedeltà, resti vivo.

No, non è uno spot promozionale, ma un invito a tornare nei piccoli negozi di qualsiasi città e paese si tratti. Aprire le porte e rimanere affascinati da luci, colori e profumi che arrivano dall’interno.  E scegliere di fare il nostro acquisto, come segnale. Tanti segnali, si sa, insieme fanno una luce. 

Silvia Gullino

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