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Attualità | 18 maggio 2020, 20:01

Gel igienizzante, barriere e guanti: anche per Peveragno è tempo di nuove riaperture (GALLERY)

L'aria che si respira è di moderata rilassatezza e di cauto ottimismo verso il futuro. Specie da parte dei commercianti che, proprio oggi, sono potuti tornare ad alzare le serrande (o che lo faranno nei prossimi giorni)

Foto di: Simone Giraudi

Foto di: Simone Giraudi

E' tempo di nuove riaperture anche per Peveragno: dopo quelle del 4 maggio scorso - già documentate dal nostro giornale - a partire da oggi (lunedì 18 maggio) è stata consentita la ripresa della maggior parte delle attività produttive in tutto il paese, a patto che vengano messe in campo tutte le misure di distanziamento sociale e disinfezione necessarie.

Con l'allentamento (quasi) definitivo delle restrizioni dovute alla circolazione delle persone - che a partire da oggi potranno spostarsi senza l'utilizzo dell'autocertificazione e incontrare ben più dei soli "congiunti" - il paese della fragola continua il proprio processo di ripopolamento, complice anche la presenza del tradizionale mercato settimanale (ancora per sette giorni privo dei banchi non alimentari). Mascherine sul volto, spesso guanti usa e getta alle mani, qualche chiacchiera veloce cercando di rimanere a un metro di distanza l'uno dagli altri, è così che Peveragno torna a vivere.

L'aria che si respira è di moderata rilassatezza e di cauto ottimismo verso il futuro. Specie da parte dei commercianti che, proprio oggi, sono potuti tornare ad alzare le serrande (o che lo faranno nei prossimi giorni): hanno dovuto attrezzarsi in tempi ristretti e in molti casi con ciò che avevano a disposizione per rispettare le misure di distanziamento sociale, ma la necessità di tornare al lavoro li ha aiutati a superare ogni ostacolo. Negli ultimi mesi alcuni hanno provato la strada della vendita a domicilio, con alterne fortune, altri si sono dedicati a ristrutturazioni o a lavori rimasti indietro. Altri ancora, invece, si sono ritrovati a non poter nemmeno più accedere al proprio negozio (magari perché residenti in altri comuni), a cui avevano addirittura lasciato acceso il riscaldamento. 

Fuori e dentro i locali spuntano come funghi i dispenser con i gel igienizzanti e gli spray disinfettanti, così come le barriere fisiche (cavalletti e divisori, addirittura pezzi di catene) e meno fisiche (i pezzi di nastro sul pavimento per delimitare le aree in cui ci si deve fermare).

"Buona la prima", si potrebbe dire. E in un qualunque cammino - come quello verso la ripresa economica - il primo passo è quello più duro da concludere, ma deve essere necessariamente seguito da altri. Le ombre sul futuro, specie economico, sono ancora troppe per tirare più di un solo respiro di sollievo.

simone giraudi

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