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Spazio antivirale | 18 maggio 2020, 20:15

Un nuovo viaggio: oltre la pandemia

PANDEMIA   Abbiamo attraversato insieme le paure del contagio, il prezzo della solitudine, i rischi dello scoraggiamento. Abbiamo condiviso con voi oltre alle nostre competenze anche le nostre passioni: il canto per Cristina, l’arte per Gemma, lo sport per Andrea, la meditazione per Arianna e l’architettura per Maura


Sono passati 2 mesi esatti dall’inizio di questa avventura di condividere con voi le nostre riflessioni e suggerimenti per sostenervi a vivere al meglio isolamento e quarantena.

Abbiamo attraversato insieme le paure del contagio, il prezzo della solitudine, i rischi dello scoraggiamento. Abbiamo condiviso con voi oltre alle nostre competenze anche le nostre passioni: il canto per Cristina, l’arte per Gemma, lo sport per Andrea, la meditazione per Arianna e l’architettura per Maura.

Ora voi tornate al vostro quotidiano. È importante evitare gli estremi dell’euforia del fare troppo o della sindrome della capanna, che trattiene nella chiusura. Per favorire un ritorno equilibrato alla quotidianità vi ricordiamo alcuni dei messaggi che vi abbiamo proposto: che “anche in un chicco di grano si nasconde l’universo” e dal balcone di un piccolo monolocale ci si può innamorare del mondo, che la paura ha sempre più ragioni ma noi vogliamo scegliere la speranza, che possiamo essere come i laghi di montagna che si increspano in superficie sotto il fragore del temporale m nel profondo resta stabili. Può aiutarci ricordare l’anziano che nono potendo pedalare all’aperto, faceva circuiti in bici ne cortile sotto casa come Nelson Mandela in carcere correva sul posto per un’ora di fila ogni giorno. E ripensiamo ad Augusto: intimorito dal ‘idea di tagliare un intero uliveto, si rasserenò al pensiero che in realtà doveva potare un solo ulivo alla volta, uno dopo l’altro.

Concludiamo questo viaggio esprimendo anche il nostro GRAZIE a tutti voi che ci avete seguiti, a chi ci ha inviato gli alberi della resilienza (sono oramai più di 500), a chi ha inviato la foto del suo balcone e ai tanti messaggi di vicinanza sostegno e gratitudine.


Noi torneremo alla nostra attività in ospedale con malati ricoverati e con gli operatori per favorire la resilienza.

Ci sentiamo più integrati nel tessuto della nostra città e con molti cittadini e continueremo a lavorare per favorire la crescita post traumatica individuale e collettiva.

Se volete contattarci rimane attiva la mail traumacenter@ospedale.cuneo.it

Vi lasciamo anche una sequenza di fotografie varie che ripercorrono questi due mesi di lockdown e ripartenza, a modo nostro.

#SPAZIOANTIVIRALE

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