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Attualità | 18 maggio 2020, 08:10

"Gli artigiani monregalesi sono pronti a ripartire, ma temono controlli e sanzioni!"

Paolo Manera, presidente di Confartigianato Mondovì: "Da sempre paghiamo esose tasse, ora dobbiamo riaprire in fretta e furia rispettando norme stringenti. Siamo molto preoccupati"

"Gli artigiani monregalesi sono pronti a ripartire, ma temono controlli e sanzioni!"

L'economia italiana sta riavviando i suoi motori, ma dal Monregalese, in particolare dalla Confartigianato di Mondovì e dal suo presidente, Paolo Manera, giunge un disperato grido d'allarme.

"Il Governo ama giocare con le PMI: in una notte cambia le regole!", ha dichiarato. "Per un imprenditore serio non è possibile improvvisarsi in pochi giorni e riaprire nel rispetto delle stringenti norme dei protocolli nazionali. Gli artigiani monregalesi sono pronti a ripartire, ma temono due cose: sanzioni e controlli in un momento difficile, con protocolli che a oggi non sono definitivi e con problemi nel reperire i materiali e le attrezzature per garantirne il rispetto".

Manera ha proseguito dicendo che gli artigiani di Mondovì e del Monregalese sono molto preoccupati "per questo assurdo inquadramento del Covid-19 come infortunio: non è comprensibile come sia stato possibile trasformare una malattia virale (pandemica, con le modalità di diffusione di morbillo e varicella e di cui non è assolutamente possibile accertare il momento del contagio) in un infortunio, con conseguenze di possibile cause e responsabilità del datore di lavoro, magari per Coronavirus contratto durante il week-end, lontano dal luogo di lavoro...".

Il "J'accuse" di Paolo Manera prende di mira anche le forze sindacali: "Se i sindacati avessero voluto aiutare i lavoratori, avrebbero potuto richiedere una misura straordinaria di malattia generica, con la quale sarebbe stato remunerato in modo maggiore il lavoro, senza mettere in difficoltà il mondo delle piccole imprese".

Ora si può soltanto sperare. In che cosa? "Nella ripartenza celere dell'economia nazionale grazie alla grande volontà degli artigiani e nel chiarimento di alcune lacune da parte del Governo, chiamato a recuperare il tempo perso nel redigere i prolissi e complessi DPCM e a pensare in modo reale agli italiani delle PMI regolari, che da sempre pagano esose tasse".

Alessandro Nidi

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