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Agricoltura | 20 maggio 2020, 07:30

Al Tavolo della filiera latte in Regione l’assessore all’Agricoltura Protopapa auspica accordi condivisi sul prezzo alla stalla

Durante l’incontro ha anche fornito i dati dell’import in Piemonte dai Paesi europei nei primi trimestri 2019 e 2020. Quest’anno si è avuta una rilevante diminuzione. “Per cui - dice l’assessore - emerge che non ci sia stato un effetto sostitutivo di latte estero rispetto a quello italiano tale da aver comportato un abbassamento dei prezzi di quello munto sul territorio regionale”

L'assessore regionale all'Agricoltura Marco Protopapa e un allevamento di mucche da latte in provincia di Cuneo

L'assessore regionale all'Agricoltura Marco Protopapa e un allevamento di mucche da latte in provincia di Cuneo

Il prezzo del latte pagato alla stalla dai caseifici, con l’emergenza coronavirus, è diminuito vistosamente: attorno all’8%. Adesso nella maggior parte dei casi il prezzo è fra i 33 e i 34 centesimi al litro.

Un calo del compenso giustificato dal comparto industriale di trasformazione con il decremento delle vendite sul mercato interno e quello estero. Anche se, invece, i supermercati e i punti vendita tradizionali sono stati  presi d’assalto da quanti dovevano rifornirsi dei beni di prima necessità tra cui, proprio, i lattiero-caseari.

La situazione era già stata denunciata dalle associazioni agricole a marzo, all’inizio dell’infezione Covid-19, in quanto aveva generato una situazione inaccettabile e insostenibile per gli allevamenti. Allora, per tamponare la situazione e dare un poco di respiro alla filiera, su richiesta dell’assessorato all’Agricoltura della Regione e delle associazioni rurali di categoria, la Inalpi Spa di Moretta si era impegnata a ritirare 500 tonnellate di latte alla settimana prodotte in più dagli allevatori. Ora, però, la difficoltà si è ripresentata con - secondo Coldiretti, Confagricoltura e Cia-Agricoltori Italiani -  nuove ingiustificate riduzioni del prezzo del latte alla stalla.

L’assessore  regionale Marco Protopapa ha convocato di nuovo il Tavolo del latte con tutti i rappresentanti della filiera. “In vista delle prossime stipule dei nuovi contratti - ha detto durante l’incontro - pur conscio della situazione economica in atto, con una ripresa auspicata, ma sicuramente non celere, ho invitato tutti gli attori della filiera ad avviare quanto prima dei tavoli di dialogo e di confronto in modo che si possano trovare nuovi accordi e strategie condivise”.

E ha aggiunto: “La filiera piemontese deve puntare assolutamente sulla qualità che giustifica i prezzi. Presto verrà attuato un progetto di valorizzazione dei prodotti piemontesi anche nella Grande Distribuzione Organizzata, sotto un marchio comune regionale che avrà come principio la loro riconoscibilità qualitativa”.  

L’IMPORT DI LATTE DALL’ESTERO 

L’incontro è anche servito all’assessore per comunicare i dati delle importazioni in Piemonte di latte dall’estero: richiesta portata avanti soprattutto da Coldiretti. I numeri, relativi ai primi trimestri 2019 e 2020, sono stati forniti dagli Uffici Veterinari per gli Adempimenti degli Obblighi Comunitari (Uvac) del Ministero della Salute e si riferiscono all’import dai Paesi europei, perché a gennaio, febbraio e marzo di quest’anno non ci sono stati arrivi da nazioni extracomunitarie.

Nel 2020 in Piemonte il latte e i derivati importati complessivamente dai Paesi europei (Germania, Francia, Belgio e Olanda in ordine di quantità) nel primo trimestre ammontano a 11,2 milioni di chilogrammi mentre nello stesso periodo del 2019 si erano attestati a 14,9 milioni di chilogrammi. Quindi, con una diminuzione del 24% .

Entrando nello specifico l’importazione di latte liquido crudo bovino “in cisterna” nel primo trimestre 2019 è stato di 730 mila chilogrammi e nel 2020 ha raggiunto quota 184.780 chilogrammi: cioè un meno 74%.

Per quanto riguarda il latte pastorizzato i quantitativi arrivano a 1.050.000 chilogrammi nel 2019 e 330.000 chilogrammi nel 2020, con un calo del 68%. Di conseguenza, i volumi di latte liquido importati, proiettati su base annua, corrispondono a meno dello 0,5% di quelli prodotti in Piemonte.

“Confrontando i dati dei due trimestri - sottolinea l’assessore Protopapa - emerge che non ci sia stato un effetto sostitutivo di latte estero rispetto a quello italiano tale da aver  comportato un abbassamento dei prezzi di quello munto in Piemonte”.

Sergio Peirone

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