/ Attualità

Attualità | 21 maggio 2020, 15:21

Salvano ricci, li curano e li liberano nel bosco: a Montà la bella iniziativa della famiglia Trucco (FOTO)

Piccole casette in legno accolgono gli animaletti raccolti sul territorio o portati qui dal centro di recupero di Novello. Una volta ristabiliti si apre la porticina del loro rifugio e fanno ritorno nella natura

I ricci ospiti dell'azienda agricola Trucco

I ricci ospiti dell'azienda agricola Trucco

Era il giugno del 2017 quando trovarono "Mico" vicino a una chiesa del paese. Il piccolo riccio pesava solamente 300 grammi ed era in condizioni di salute precarie, completamente disidratato. Dopo averlo curato e ospitato per due anni in uno spazio delimitato presso la stalla della loro cascina "Ochetta" lo liberarono e il riccio se ne tornò nel suo bosco.

Sembra un racconto tratto da un libro per bambini. Si tratta invece della bella storia che vede protagonista la famiglia Trucco (papà, mamma e due figli), che vivono nelle campagne del Roero, tra Montà e Pralormo. Un'emozionante esperienza che sfocia in un incondizionato amore verso questi piccoli e indifesi animali selvatici e porta la famiglia a costruire uno speciale rifugio dove i ricci possono ripararsi e ristabilirsi.

Nel 2019 in un terreno di proprietà a 300 metri dalla loro cascina la famiglia costruisce un recinto con all'interno tre casette in legno per il recupero di piccoli ricci con problemi di salute. L'iniziativa prende vita col sostegno di Massimo Vacchetta, veterinario del Centro Recupero Ricci "La Ninna" di Novello. Durante lo scorso inverno vengono accolti una quindicina di animaletti: quasi tutti vengono presto liberati e fanno il loro ritorno nella natura, mentre due restano nella loro casetta e trascorrono tutto l'inverno in sicurezza e al caldo.

A occuparsi del recupero, della cura e della liberazione in natura dei ricci è Sabrina Trucco, 45 anni, titolare insieme ai familiari dell'omonima azienda agricola di Montà. Due volte al giorno dà loro da bere e da mangiare. Il cibo più apprezzato dai ricci sono le crocchette, le verdure e le mele. "Vedo la femmina ingrossata, penso sia gravida. È possibile che a giorni ci siano i piccolini a girare nel recinto", racconta con entusiasmo Sabrina, che spiega: "Ogni quindici giorni, in collaborazione col Centro di Recupero di Novello, ospitiamo alcuni ricci recuperati in Langa e in altre zone della Granda. Dopo averli nutriti, lascio aperta la porticina della casetta dando loro la libertà. Quando la vedo vuota ne accolgo altri".

Per distinguerli dagli altri, quando vengono trasferiti dal Centro Recupero nel recinto vicino al bosco dell'Ochetta sono segnati con un colore: rosso o verde in base al loro peso.
Su indicazioni del veterinario, ogni giorno Sabrina controlla il peso di ogni singolo riccio. Per essere liberato in natura ogni animaletto deve pesare almeno 700 grammi. Il peso è comunque variabile in base al sesso e al periodo dell'anno: in inverno devono essere più grassi per affrontare il letargo.

Il bosco dell'Ochetta (www.ilboscodellochetta.it; Facebook: Il Bosco dell'Ochetta; Instagram: ilboscodellochetta; cell. 349/15.44.865) è un ambiente naturale di circa 5 ettari, nei quali convive una grande varietà di animali selvatici: tassi, caprioli, cinghiali, civette, poiane, aironi cenerini, in un laghetto anche le tartarughe. Un luogo che dalla primavera all’autunno è frequente meta di visita da parte di scolaresche e famiglie, che hanno anche in un'area dedicata hanno anche la possibilità di farvi picnic e barbeque, mentre uno spazio accoglie i bambini con alcune giostrine.

Tiziana Fantino

MoreVideo: le immagini della giornata

Загрузка...

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium