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Curiosità | 21 maggio 2020, 16:07

"Bogre - La grande eresia europea": Bergolo protagonista del film di Fredo Valla

"Bogre" è un viaggio nella storia, un viaggio nell’Europa del medioevo, un viaggio nel suo “farsi film”. Un viaggio-film-saggio. Un road-movie alla ricerca di tracce e narrazioni su Catari e Bogomili

Foto generica

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Bergolo il  Borgo di Pietra, ha visto una fase di lavorazione del film "Bogre - La grande eresia europea” diretto dal regista Fredo Valla con le musiche del Maestro Walter Porro, due affermati artisti che godono di successi internazionali.

"Bogre" è un viaggio nella storia, un viaggio nell’Europa del medioevo, un viaggio nel suo “farsi film”. Un viaggio-film-saggio. Un road-movie alla ricerca di tracce e narrazioni su Catari e Bogomili: Occitania, Italia, Bulgaria, Bosnia... montagne e pianure. Scorrono le immagini di un’Europa contemporanea che fatica a digerire un passato che solo al primo sguardo appare lontano. La memoria vacilla, rimozioni su rimozioni, strumentalizzazioni, misteri, indifferenza. Massacri, persecuzioni, torture, condanne capitali. Roghi. Genocidi.

Le parole si aggiornano ma quando l’umanità si guarda alle spalle finisce sempre per guardarsi allo specchio. E’ questa la ragione del viaggio: dare un senso alle esistenze di uomini e donne condannati solo perché avevano scelto una fede diversa da quella dominante. Dare un senso alle loro sofferenze, ai dolori, alle morti. Ma anche scoprire la diffusione delle loro idee, dei loro principi, dei loro sogni. Idee di giustizia, uguaglianza, tolleranza, convivenza: pensieri che ebbero una forma legittima solo molti secoli dopo, e che ancora oggi si vivono con fatica. Profonda fatica. Il senso arriva dalle voci e dai volti di chi viene incontrato durante il viaggio, che nella profondità di analisi scientifiche e riflessioni personali danno una forma al passato, danno sostanza alla memoria. E’ il momento in cui il viaggio si ferma, la camera diventa fissa, e ascolta. Per poi ripartire.

"Bogre" è un film che si rivela, che fa del suo costruirsi un elemento centrale, perché ha bisogno di mostrare il proprio sguardo, relativizzarlo, contestualizzarlo. E il proprio punto di vista lo dichiara a partire dalla rivelazione del set, mostrato nel suo farsi e disfarsi, e da una narrazione e sequenze di immagini capaci di tenere stretto lo spettatore e allo stesso tempo di lasciargli i tempi e i modi per maturare il proprio pensiero, per fare proprie le storie, gli eventi, le emozioni.

Il regista attraversa gli spazi, solo e in compagnia; le stagioni si susseguono, il giorno lascia spazio alla notte, al sentiero lungo un fiume seguono le immagini di una capitale europea. Presto lo spettatore viene coinvolto in un ritmo di immagini, voci e musiche che vanno e vengono, un cerchio che si allarga sempre di più, un andirivieni stimolante, un dondolio capace di interrompersi per diventare una freccia che mira al bersaglio, che va dritta al punto. Allo stesso modo del pensiero umano, che di lineare ha ben poco, il cinema aiuta a creare le associazioni visive ed emotive, a vivere nel tempo del film le vicissitudini di secoli e secoli. Andare e tornare, andare e tornare ancora, in movimento, per rispondere a delle domande, per trovare una soluzione, per provare a mettersi in salvo dall’oblio, per dare spazio alle differenze, per valorizzare spiritualità e culture lontane e vicine. Per esprimere una critica, per aiutare il pensiero ad essere critico.

Il film vuole raccontare una storia che merita di essere raccontata, perché, nella vicenda di Catari e Bogomili, nelle migliaia di roghi, nelle persecuzioni e le crociate, negli anatemi di cui furono oggetto fino a farli scomparire, possiamo specchiarci e ritrovare i grandi temi che ancora affliggono il mondo di oggi, le relazioni con l’altro”, con “il diverso” da noi.

Fredo Valla è nato a Sampeyre. Si è formato con "Ipotesi Cinema", diretta da Ermanno Olmi, collaboratore di Pupi Avati e Giorgio Diritti. Autore di numerosi documentari legati alla memoria in senso ampio, capace di creare con il regista Giorgio Diritti un sodalizio artistico solido e apprezzato ,fresco degli ottimi riscontri ottenuti a Berlino da “Volevo nascondermi”, film con Diritti alla regia, 

Valla qui sceneggiatore e coautore del soggetto, che poche settimane fa è valso l’Orso d’argento a Elio Germano come miglior attore. 

Il film Bogre  uscirà in autunno e sarà proiettato in prima visione anche a Bergolo nel Teatro della Pietra: la colonna sonora e gli arrangiamenti sono del musicista Walter Porro, non è la prima volta che collabora con il regista Valla, questo è il terzo lavoro, oltre che compositore in tempi recentissimi è stato tra i musicisti della colonna sonora di Mauro Pagani per il film di Gabriele Salvatores, “Tutto il mio folle amore” accompagnando con la fisarmonica  l'attore Claudio Santamaria, presentato all’ultimo Festival di Venezia .

Negli anni il maestro ha partecipato a collaborazioni artistiche di vario genere, produzioni e live con Mauro Pagani, Giorgio e Paolo Conte, Arisa, Massimo Ranieri, Joan Isaac e altri esponenti di rilievo del panorama artistico europeo. Dal 2014 è pianista e direttore musicale della Fondazione Mirafiore di Serralunga d’Alba dove ha accompagnato artisti importanti quali:  Claudio Baglioni, Gianna Nannini, Enrico Rava, Ermal Meta, Roberto Vecchioni, Roberto Benigni, Renato Zero, Lella Costa, Paolo Fresu e molto altri, ha anche suonato nell’ultima produzione discografica di Francesco Guccini “Note di Viaggio” che sta riscuotendo notevole successo. Walter Porro vive a Feisoglio ben legato alla sua terra e al territorio a Bergolo dove porta avanti l’Accademia  Musicale  Bergiolese per studenti , giovani e non solo della nostra Langa Alta.

comunicato stampa

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