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Bra e Roero | 21 maggio 2020, 10:23

Decreto dopo decreto, finalmente hanno riaperto i battenti anche le librerie

E dal Caffè Letterario di Bra arriva una proposta di lettura per esorcizzare la paura da Coronavirus: “Deathdate” di Lance Rubin

Decreto dopo decreto, finalmente hanno riaperto i battenti anche le librerie

Buone notizie per gli amanti della lettura. Decreto dopo decreto, finalmente si sono rialzate anche le serrande delle librerie. E dal Caffè Letterario di Bra arriva subito una proposta di lettura per esorcizzare la paura da Coronavirus.

Amore, amicizia, famiglia, brivido, mistero, ma soprattutto, tanta ironia. “Deathdate” (De Agostini) di Lance Rubin è un libro a cui non manca davvero nulla. La trama sembra fatta apposta per il periodo che stiamo vivendo e parte da un interrogativo molto semplice: come sarebbe il mondo se tutti conoscessero la data precisa della propria morte? La risposta la conosce bene il 17enne Denton Little che ha un’unica certezza: morirà la notte del ballo scolastico. Ha avuto una vita sempre piuttosto normale, ma adesso che è quasi giunto alla fine sente di non avere più tempo da perdere.

In meno di 48 ore vuole fare più esperienze possibili, dalla prima sbronza alla prima volta. Il tutto si complica quando Denton incontra un losco personaggio che dice di avere un messaggio da parte della madre, defunta da anni. Le ultime ore del giovane diventano così una corsa contro il tempo, alla ricerca della verità e forse di una via d’uscita. Morale: quando arriva il tuo giorno non hai davvero scampo, è inutile sfuggire alla signora con la falce. Tanto vale quindi, mettersi comodi sul divano di casa e aspettare. Ma Denton non è dello stesso avviso e nelle 24 ore del fatidico giorno della sua morte succede ogni cosa, in un crescendo di aspettative, farcito di vero humor, fino al finale che lascia davvero a bocca aperta.

Volevo essere normale. Ma ora mi guardo intorno nella mia camera - i quadretti bianchi e neri della trapunta, gli inutili trofei dei tornei di calcio delle elementari, gli scaffali ingombri di libri e film, la bacheca con le foto di me e Paolo, e di me e Taryn, e di me e la mia famiglia - e mi domando se non ho un po’ esagerato con la normalità. Non lascerò un’eredità significativa, avrei potuto fare molto più di così”: fa riflettere il momento in cui Denton ripercorre la sua giovane vita, dato che si appresta a viverne gli ultimi momenti.

La sua è anche la nostra smania, ovvero quella di lasciare un segno, un qualcosa che dimostri il nostro passaggio. In poche parole, non rimpiangere nulla, non pensare che non abbiamo sprecato il tempo che ci è stato concesso e che abbiamo fatto di tutto per realizzare i nostri sogni. Per fortuna non conosciamo la nostra data di morte, ma questo monito secondo me dovrebbe accompagnarci a ogni nuovo giorno, in cui dovremmo provare a fare più del giorno prima. Ed ora, qualche curiosità sull’autore, fornita dalla casa editrice De Agostini. Lance Rubin si è laureato alla Brown University e ha lavorato come attore e sceneggiatore. Attualmente, si dedica a tempo pieno alla scrittura.

Dopo il grande successo del suo indimenticabile romanzo d’esordio, Deathdate, ha proseguito la saga delle divertenti avventure di Denton Little nel sequel Birthdate. Ma questa è un’altra storia.

Silvia Gullino

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