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Attualità | 23 maggio 2020, 07:01

Coronavirus: oggi, 23 maggio, riaprono bar e ristoranti dell'Albese (VIDEO)

Mariuccia Assola, rappresentante di categoria dei Pubblici Esercizi dell’Associazione Commercianti Albesi, fa il punto della situazione: "Ripartiremo in sordina, con un turismo di prossimità, ma non abbasseremo mai la soglia dell’accoglienza"

Mariuccia Assola, rappresentante di categoria Pubblici Esercizi dell’Associazione Commercianti Albesi (ph. Barbara Guazzone)

Mariuccia Assola, rappresentante di categoria Pubblici Esercizi dell’Associazione Commercianti Albesi (ph. Barbara Guazzone)

Un ulteriore step si compie quest'oggi, sabato 23 maggio, nel lungo cammino verso il ritorno alla normalità, dallo scoppio della pandemia di Coronavirus: dall'avvio della fase 2, dopo quelle del 4 maggio (con l'allargamento delle maglie relativamente agli spostamenti e l'ok alle visite ai congiunti) e del 18 maggio (con l'addio all'autocertificazione e la riapertura di buona parte degli esercizi commerciali, su tutti centri estetici e parrucchieri), il 23 maggio vede protagonisti bar e ristoranti, autorizzati alla riapertura dalla Regione Piemonte. Ne abbiamo parlato con Mariuccia Assola, rappresentante di categoria dei Pubblici Esercizi dell’Associazione Commercianti Albesi.

Qual è la situazione, ad oggi, nell’Albese?

"Oggi, 18 maggio, ripartono i negozi e molte attività, mentre ancora non ripartono pubblici esercizi come bar e ristoranti. Stiamo predisponendo tutte le sanificazioni necessarie e le diverse procedure per la riapertura del 23. Siamo pronti: ce la faremo!".

È stato un periodo difficile: gli affitti restavano da pagare, mentre per molti le entrate si sono azzerate.

"È stata dura: sentendo i colleghi, è stata veramente una situazione devastante. Si sono messi in cassa integrazione i dipendenti, in qualche caso purtroppo alcuni sono stati lasciati a casa, licenziati. Tutto ciò che faceva parte di un grande apparato è stato messo via, con la merce buttata o regalata… è stato un danno grande. Tuttavia c’è stato anche qualcosa di buono. Ci siamo riuniti, sotto l’egida dell’Associazione Commerciati, e abbiamo fatto molte riunioni online con i vari esercizi commerciali, scoprendo un mondo nel quale poterci confrontare e poterci aiutare, anche con semplici consigli. Questo ha un po’ alleviato il momento buio".

Sono oltre 300 le attività sul territorio nell'ambito della ristorazione. Forse quelle a conduzione familiare hanno avuto vita più facile, rispetto alle norme imposte dall’INAIL che hanno preoccupato molto...

"Avere la responsabilità di una eventuale malattia come infortunio sul lavoro ha fatto molto spaventare. Oggi alcune regole sono state modificate in meglio: dobbiamo però essere all’altezza di ciò che siamo, di ciò che vogliamo essere. Alba è una città turistica. 300 esercizi sono tantissimi per una città di poco più di 30.000 abitanti… La nostra è una città, capofila di un territorio, in cui arrivano turisti a gustare i vini i prodotti della nostra terra. Tuttavia, per poter mantenere una così grande varietà di locali è necessario che si riparta, che il turismo ritorni pian piano. Noi lo speriamo, confidiamo in questo".

Inoltre, non parliamo di un turismo di massa.

"Esatto: questo è un turismo 'elitario'. Chi arriva da lontano sa che cosa vuole, che cosa si augura di trovare e lo trova... ecco perché le persone tornano! Arrivano in Fiera del Tartufo e ci dicono che è il quinto anno che vengono! È una fidelizzazione mondiale. Ripartiremo in sordina, con un turismo di prossimità, ma non abbasseremo mai la soglia dell’accoglienza: questo assolutamente".

Oggi è una bella giornata: speriamo sia di buon augurio!

"Il bel tempo ci aiuterà. E giova ricordare che tra il Governo e l’ANCI, l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, si è raggiunto un accordo per cui si potrà usufruire di spazi esterni. Nonostante si debbano mantenere le distanze, e così faremo, la città si trasformerà in un grande teatro all’aperto, in cui tutti potranno gustare le delizie del nostro territorio".

Pietro Ramunno

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