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Attualità | 23 maggio 2020, 09:25

Troppi incidenti (e troppi morti) sulla Paesana-Sanfront: “Una strada inadeguata da 20, 30 anni” (FOTO)

Se ne parla da anni: sul confine tra Paesana e Sanfront scarsa visibilità e alta velocità sono pericolosissimi. Sono emerse alcune soluzioni, come una rotatoria o un semaforo intelligente, ma paiono tutte inattuabili. Se ne parlerà in un incontro in Provincia di Cuneo. Ma sullo sfondo pare rimanere soltanto una soluzione: l’installazione di un autovelox fisso, attivo 24 ore su 24

Alcune immagini scattate lungo la "Paesana-Sanfront", nei pressi del luogo dell'incidente di mercoledì

Alcune immagini scattate lungo la "Paesana-Sanfront", nei pressi del luogo dell'incidente di mercoledì

Dopo il grave incidente stradale di mercoledì mattina (20 maggio), la strada provinciale 26 torna, ancora una volta, tristemente agli onori della cronaca per l’altissima pericolosità nel tratto tra Paesana e Sanfront, all’altezza del “bivio” con la strada che conduce alla Rocchetta di Sanfront e delle cinque traverse laterali che si immettono sulla “Provinciale”.

Se ne parla da anni, sicuramente da più d’un decennio. Quel tratto di strada è troppo pericoloso, specialmente per chi si trova ad immettersi sulla Provinciale, affacciandosi con le auto dalle strade laterali.

La dinamica dell’incidente di mercoledì, al vaglio dei militari dell’Arma dei Carabinieri, pare coinvolgere il penultimo incrocio, procedendo verso valle: quello dove la SP26 si interseca con la strada che conduce in borgata Pamparini, nel comune di Paesana.

A rendere questo tratto di strada “maledetto” ci sono, prevalentemente, due fattori. Ci sono le cinque “traverse” laterali che si affacciano in piena curva, con una visibilità ridottissima o addirittura assente. E poi c’è l’elevato flusso di auto: la Provincia, correva l’anno 2016, aveva effettuato un monitoraggio sulla velocità sostenuta dai veicoli, all’altezza del bivio della Rocchetta.

I risultati avevano messo in evidenza come la maggior parte delle auto transitano nel tratto di strada ben oltre il limite di velocità, alcune addirittura oltre i 150 chilometri orari, mentre il limite massimo in vigore è appena di 70.

In quei tempi, Mario Anselmo era il sindaco di Paesana, nonché presidente dell’Unione montana del Monviso. Al nostro giornale, Anselmo aveva prospettato due soluzioni: lo sbancamento dei terreni, per aumentare la visibilità, sul lato sinistro (in direzione Paesana) della Provinciale, “per cui la Provincia ha già in mano le firme di dismissione da parte dei proprietari”.

Una soluzione analoga a quella che l’allora sindaco di Sanfront Roberto Moine adottò, nell’aprile 2014, lungo la sponda opposta a quella di cui parlava Anselmo, ordinando l’intervento delle ruspe, che avevano rimosso metri cubi di terreno per migliorare la visibilità alle auto che dalla Rocchetta si immettono sulla provinciale.

Oppure ancora, Anselmo parlò della realizzazione di una rotatoria, “prima dell’intersezione con la strada della Rocchetta, per far rallentare le auto”. Una terza soluzione paventata (ma poi scartata) fu quella di un semaforo “intelligente” in grado di bloccare il traffico per facilitare l’uscita delle auto ferme agli stop delle varie traverse laterali alla provinciale 26.

Secondo i tecnici, però, gli impianti semaforici sarebbero rimasti troppo distanti l’uno dall’altro, mentre installare un impianto specifico per l’incrocio con la strada per la Rocchetta risulterebbe troppo pericoloso.

La mancanza di visibilità a monte dell’incrocio – ci disse Flavio Manavella, vicepresidente della Provincia di Cuneo – rende impraticabile la soluzione del semaforo. Pensiamo ad un’auto che, scendendo a valle a forte velocità (come le rilevazioni dimostrano accada) si ritrovi al termine della curva con il semaforo rosso ed alcune auto ferme in coda: le conseguenze potrebbero essere ben più disastrose”.

Passati alcuni anni, ora il tema della sicurezza stradale lungo la strada provinciale 26, torna – purtroppo – di grande attualità. La strada si trova “a scavalco” sui confini tra Paesana e Sanfront. Sulla poltrona di sindaco di Paesana ora c’è Emanuele Vaudano. Su quella di primo cittadino di Sanfront continua ad esserci (dal 2014) Emidio Meirone, ora anche presidente dell’Unione montana del Monviso.

I due sindaci sono sulla stessa lunghezza d’onda.

Un problema annoso – dice Meirone – che riporta ogni volta alla mente chi ha perso la vita. In ballo ci sono sicuramente diversi i fattori: in primis sicuramente una strada inadeguata da 20, 30anni.

Ma anche, e qui siano tutti colpevoli, l’alta velocità. È innegabile che si va troppo forte: basta mettersi sul ciglio della strada: una settimana fa l’ho fatto, ero proprio nei pressi del luogo dell'incidente per un sopralluogo per la nuova pista ciclabile e sono rimasto esterrefatto con quale naturalezza si va forte sulla Paesana-Sanfront.

Poi, però, ci sono anche le soluzioni, difficili da trovare, ma forse percorrere pochi chilometri in qualche minuto in più eviterebbe molti incidenti. Serve senza dubbio qualche intervento sulla sede viaria”.

Vaudano, che concorda praticamente su tutta la linea, rimarca la pericolosità del tratto di Provinciale: “Abbiamo già preso i primi contatti con la Provincia di Cuneo – spiega – e a breve ci troveremo negli uffici dell’Amministrazione provinciale per affrontare la tematica”.

Manavella, anch’egli riconfermato alla Vicepresidenza della Provincia di Cuneo, in attesa dell’incontro con gli Amministratori locali, non si sbilancia circa le soluzioni da intraprendere. Tutte quelle emerse sino ad oggi, infatti, sembrano inattuabili.

Sullo sfondo, quindi, potrebbe rimanerne soltanto una: l’installazione di un autovelox fisso, attivo 24 ore su 24, sulla falsariga di quanto fatto sulla SP662, la “Saluzzo-Savigliano”.

In molti sono concordi nell’affermare che questo possa essere l’unico modo per far rallentare le auto in corsa tra Paesana e Sanfront.

Nicolò Bertola

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