/ Cronaca

Cronaca | 23 maggio 2020, 15:45

Chiesto il giudizio immediato per l’artigiano di Neviglie che aggredì la fidanzata a colpi di coltello

I fatti si svolsero lo scorso 3 gennaio, presso l’appartamento albese della compagna. La difesa respinge gli addebiti e valuta il rito abbreviato. Il difensore della giovane: "Fiducia nel giudizio. Mia cliente ancora fortemente scossa"

Il giovane era stato arrestato dai Carabinieri di Alba (immagine d'archivio)

Il giovane era stato arrestato dai Carabinieri di Alba (immagine d'archivio)

Valuta la richiesta del rito abbreviato la difesa di Alberto Montaldo, il 30enne di Neviglie accusato di tentato omicidio nei confronti della fidanzata.

Il giovane, artigiano presso l’attività di famiglia, da alcune settimane tornato agli arresti domiciliari dopo un periodo di reclusione nel carcere di Quarto (leggi qui), dovrà rispondere della pesante accusa a partire dall’udienza che il Gip presso il Tribunale di Asti, Francesca Di Naro, ha fissato per il prossimo 15 luglio in Corte d’Assise, accogliendo la richiesta di giudizio immediato presentata dal sostituto procuratore Gabriele Fiz.

All'uomo viene contestata l’aggressione messa in atto nei confronti della compagna – una 30enne di Alba – nella notte dello scorso 3 gennaio.

Secondo quanto ricostruito dall’accusa i fatti si sarebbero svolti nell’appartamento di lei, ad Alba, al culmine di una nottata nella quale, secondo quanto riferito dalla ragazza, il giovane aveva già dato segni di alterazione.

Rivelatisi vani i tentativi di calmarlo, nelle prime ore del mattino l’artigiano si sarebbe armato di un coltello da cucina e avrebbe diretto alcuni fendenti in direzione della giovane. Solo la prontezza di lei, che ne aveva parato i colpi con le mani prima di mettersi in salvo grazie all’aiuto di alcuni vicini, avrebbe evitato il peggio.

Il ragazzo era quindi stato fermato e tratto in arresto – misura poi commutata nei domiciliari - dai carabinieri del Nucleo Radiomobile albese, mentre la vittima era dovuta ricorrere alle cure del Cto di Torino, dove è stata operata una prima volta per ridurle le ferite procuratesi a entrambe le mani, lacerazioni che, secondo quanto riferito dal difensore della donna, l’avvocato albese Silvia Calzolaro, probabilmente la costringeranno a nuovi interventi per recuperarne la completa funzionalità.

Il 30enne è difeso dal legale astigiano Lucas Barbesino, insieme al collega Maurizio La Mattina. "Stiamo effettivamente valutando la possibilità di chiedere il rito alternativo, di sicuro non proporremo un patteggiamento – spiega al nostro giornale l’avvocato Barbesino –. Siamo infatti convinti che le indagini siano lacunose e che si siano svolte in un’unica direzione. Non ci sono elementi che ci dicano o dimostrino che le cose sono effettivamente andate come sostiene l’accusa. Non c’è nessuno che abbia assistito ai fatti, nessuno che abbia visto il nostro assistito col coltello in mano, nessuno che ci dice che sia una persona violenta. In realtà questi dati non ci sono. Questo lasciando poi perdere eventuali discussioni sulla sua capacità di intendere e di volere, perché ci saranno perizie apposite. Per cui siamo ancora più convinti di dover sostenere la sua innocenza".

Diametralmente opposto il giudizio che della vicenda viene invece offerto dall’avvocato albese Silvia Calzolaro, che tutela la vittima. "Lo svolgimento dei fatti non lascia spazio a interpretazioni di sorta e questa è la ragione per cui il pubblico ministero ha richiesto il giudizio immediato. La mia assistita è ancora molto scossa, fortemente provata e spaventata dall’aver subito un’aggressione di tale gravità. Abbiamo accolto con favore la richiesta del pm e ora attendiamo con fiducia il giudizio".

Ezio Massucco

MoreVideo: le immagini della giornata

Загрузка...

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium